Scrivere la recensione di un romanzo che ti è piaciuto così tanto da volerlo dire a tutti — hai presente, no? Quella sensazione di euforia che ti spinge ad aprire la finestra e ad urlare ai vicini “Comprate questo romanzo! Vi cambierà la vita!” — è uno dei compiti più gravosi che una lettrice desidera portare a termine.
Che belli i romanzi storici quando riescono a catturare attraverso la memoria collettiva e la memoria familiare, un’intera epoca storica. Sì, d’accordo, un romanzo è comunque un’opera di finzione. Ma basterà leggere quest’opera di Care Santos per comprendere quanto studio e profonda conoscenza l’autrice abbia riservato alle fonti, prima di riuscire a dare alla luce una storia così complessa e affascinante.
Il romanzo racconta le vicende della famiglia Lax attraverso quattro generazioni.
I Lax sono una ricca famiglia aristocratica di Barcellona, che possiede numerose industrie, e ha buoni rapporti con re Alfonso XIII. La vicenda inizia con Maria Del Roser Golorons, la ricca vedova di Rodolfo Lax il patriarca della famiglia, che assieme a Conchita, la balia dei suoi figli nonché domestica di fiducia, si reca il giorno della vigilia di Natale del 1932 ai Grandi Magazzini El Siglo.
Il capitolo successivo mostra Violeta Lax, la bisnipote di Maria Del Roser, divenuta esperta d’arte, che riceve una misteriosa comunicazione da uno sconosciuta italiana. Questa signora sembra possedere delle informazioni sul nonno di Violeta, Amadeo Lax, uno dei pittori spagnoli più famosi del Novecento e di cui Violeta è una grande esperta.
Da questo momento in poi le due vicende si intersecano fino alla fine del romanzo, mettendo al centro della storia la tenebrosa oscura e sconsiderata vita di Amadeo, pittore visionario ossessionato da Teresa, la giovane moglie, di cui dipinge ben trentadue quadri tutti diversi tra loro e che è scomparsa misteriosamente nel lontano 1936 abbandonando per sempre marito e figlio.
Sarà Violeta a scavare nel passato della sua famiglia, e allo stesso tempo scaverà anche nel suo, di passato. Una saga familiare che ci fa comprendere quanto sia fondamentale comprendere le azioni dei nostri antenati per arrivare a patti con noi stessi e con i nostri sbagli.
C’è un legame antico che riecheggia tra i componenti di una stessa famiglia, un destino profondo che si trasmette con il sangue. Le donne della famiglia Lax sono personaggi straordinari, pieni di forza, di contrasti, che vanno sempre controcorrente.
Sullo sfondo l’autrice dà risalto alla guerra civile del 1936, data che interrompe la fortuna dei Lax, dando l’avvio a una nuova epoca mondiale e personale.
La scrittrice è abilissima a intrecciare i vari eventi del romanzo, mescolando sapientemente il presente e il passato dei Lax, la parte narrativa e le email che Violeta scambia con la madre; i testi dei cataloghi sulla pittura di Amadeo, le fonti giornalistiche dell’epoca, le descrizioni dei quadri, il tutto confezionato su misura da Care Santos seguendo stili e metodi di comunicazione più adeguati ad ogni tipologia testuale.
La ricchezza espositiva con cui l’autrice spagnola racconta la storia è una delle caratteristiche che rende obbligatoria la lettura ad un pubblico di aspiranti scrittori.
Per noi semplici lettori, invece, consiglio la lettura di questo romanzo perché riesce a svelare la profondità delle radici di una famiglia in ogni singolo individuo che la compone. Anche se la famiglia è sbagliata, anche se è stata in grado solo di elargire giudizi, debolezze e fragilità; anche in questo caso, la famiglia d’origine ce la portiamo appresso nel sangue.
E se le radici sono malate, manchevoli di qualcosa, l’individuo si sentirà in balia di un vento fastidioso, sballottato qua e là. Ma se della famiglia e dei suoi limiti si fa esperienza e se ne svelano metodicamente eventi luminosi e ombre funeste, allora sì, solo allora, quello stesso individuo sarà libero e avrà bloccato per sempre la spirale di dolore che si ripete generazione dopo generazione.
Un romanzo che svela che esisteva già qualcosa di noi nei nostri antenati.