ODIO RAND AL’THOR
Basta fine è questa la recensione
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Gli dedico due righe e poi vado oltre perché davvero provo solo disgusto per questo personaggio (parentesi, dal pov della scrittura è un bel personaggio, costruito in maniera intrigante, peccato che caratterialmente mi faccia schifo).
Allora, partiamo dal fatto che non tollero più né le sue lagne né tantomeno quelle di Lews Therin - get a grip on yourselves for Christ’s sake - ma quali sono le sue imprese in questo libro? Fare l’arrogante con chiunque abbia l’audacia di parlargli (tranne con Min e io per questa coppia ho solo un commento: eww bleah eww. COSA VUOL DIRE CHE LEI PASSA TUTTO IL SUO TEMPO SULLE GINOCCHIA DI LUI?) e formare un gruppo di uomini che sono gli antesignani degli incel redpillati; questi tra l’altro decidono di usare delle giubbe nere come abbigliamento caratteristico. Vi lascio trarre le vostre conclusioni.
Okay, sono molto più di due righe ma io vi giuro che ho chiuso il libro maledicendo RJ e chi l’ha generato - non so nemmeno come farvi capire il disgusto che mi ha suscitato quel finale. Ceh, lì si va al di là della (anche legittima) reazione che uno può avere dopo ciò che ha passato Rand (però posso dire che un po’ se lo meritava?), lì si tratta proprio di cogliere l’occasione per portare a compimento ciò che stava cercando di fare fin dall’inizio ossia SOTTOMETTERE coloro verso cui ha sempre nutrito timore e diffidenza. Si tratta di far letteralmente prostrare ai suoi piedi un gruppo di donne (vi lascio trarre le vostre conclusioni pt. 2).
Io sto sperando in un plot twist finale in cui si scopre che il vero nemico non è il Tenebroso ma Rand stesso.
Vado oltre.
Per il resto in realtà non c’è tanto da dire perché il libro è un filler dove i personaggi sono bloccati in uno stallo alla messicana dove nessuno si muove e tutti si guardano attorno circospetti. Ci sono un paio di avvenimenti importanti che coinvolgono Nynaeve ed Egwene, e dico grazie al cielo, ma a parte questo non ci si muove tanto più in là rispetto a dove si era rimasti alla fine del quinto volume. Mat gira intorno e Perrin finalmente riappare (a 200 pagine dal finale but still), fine. Il che è strano se si pensa che ci sono tremila personaggi: Siuan, Thom, Aviendha, Morgase, Elaida, LAN, Birgitte, una cosa come dieci Reietti, Padan Fain, Pedron Niall. Alcuni hanno delle brevi apparizioni, ma perché non concentrarsi di più su di loro invece che su Rand che odia tutti e fa sempre e comunque il cazzo che gli pare? Boh.
Nelle 1000 pagine usate per raccontare il nulla spuntano degli accenni a nuove pedine sulla scacchiera che stanno iniziando a muoversi; probabilmente verranno usate per scrivere un altro libro che non serve a niente se non a fare numero così che la gente possa dire “La Ruota del Tempo è un’opera monumentale, sono quindici volumi QUINDICI hai capito?”. Potevano essere 7 ma okay.
Inspiegabilmente però il libro scorre benissimo e non annoia mai, e questa è la mia condanna perché io non riesco a staccarmi da questa storia neanche volendo. Rispetto al precedente il livello comunque si solleva e io mi sto pentendo di essere partita per le ferie sull’impulso della rabbia e aver quindi lasciato a casa La corona di spade. Ho già voglia di proseguire, salvatemi😭