C’è un cuore nella Qabbalah: è lo Zohar, il «Libro dello splendore», un immenso e rapsodico commento alla Torah nato sul finire del tredicesimo secolo in ristretti circoli cabbalistici castigliani e destinato a imporsi come opera principe di una intera letteratura, che fiorirà per secoli. E c’è un cuore nello Zohar: il capitolo dedicato alla creazione, sigillato nella lucentezza delle sue chiose – insieme chiarissime ed enigmatiche – ai primi diciassette versetti della Genesi. E appunto questo capitolo è stato tradotto e commentato già negli anni Trenta da Gershom Scholem, il massimo storico e interprete della Qabbalah nel nostro tempo, che nell’ampia Introduzione riesce a farci percorrere la vasta tessitura dello Zohar, conturbante per l’alternanza di brevità ermetica ed espansione omiletica. Con magistrale limpidezza Scholem ci espone il drammatico racconto «preliminare» delle dieci sefirot o «sfere» in cui si dispiega la vita segreta della Divinità, emersa dall’insondabile En Sof. Ed è solo questa cornice che ci permette di cogliere pienamente il tratto distintivo dell’esegesi zoharica, dove le parole della Scrittura «diventano simboli nei quali, per il medium della realtà del principio, del cielo, della terra, si manifesta un’altra realtà». I segreti della Creazione è stato pubblicato per la prima volta nel 1935.
Gerhard Scholem, who, after his immigration from Germany to Israel, changed his name to Gershom Scholem (Hebrew: גרשם שלום), was a German-born Israeli philosopher and historian. He is widely regarded as the founder of the modern, academic study of Kabbalah, becoming the first Professor of Jewish Mysticism at the Hebrew University of Jerusalem. His close friends included Walter Benjamin and Leo Strauss, and selected letters from his correspondence with those philosophers have been published.
Scholem is best known for his collection of lectures, Major Trends in Jewish Mysticism (1941) and for his biography Sabbatai Zevi, the Mystical Messiah (1973). His collected speeches and essays, published as On Kabbalah and its Symbolism (1965), helped to spread knowledge of Jewish mysticism among non-Jews.