“Ma a Tokyo ci sono soltanto donne?”, si domanda ogni straniero in visita in Giappone, stupito di fronte all’esorbitante presenza femminile nelle strade. Tokyo sisters, reportage di due giovani e curiose giornaliste francesi, racconta la complessità della città di Tokyo attraverso la voce delle sue abitanti, donne dai quindici ai sessant’anni, single e sposate, casalinghe o businesswomen. Il risultato è una brillante e ironica guida antropologica al femminile per orientarsi nei luoghi simbolo della megalopoli (ristoranti, karaoke, love hotel, terme, sale da pachinko, grandi magazzini) e scoprire come la donna modesta e riservata che vive all’ombra del marito, immortalata nei film di Yasujiro Ozu, abbia fatto ormai il suo tempo. Nuovi stili di vita e abitudini di consumo, differenti rapporti con il corpo e la sessualità, contaminazioni incessanti tra influenze occidentali e immaginario manga creano modelli di cittadine che, oscillando con grazia tra tradizione ed estrema modernità, incarnano tutto il fascino della cultura giapponese.
C'è una cosa da dire su questo libro: è scritto da francesi per francesi! Tutti i riferimenti sono costruiti per il pubblico d'Oltralpe.
Io?! Mi spiace, sempre stata germanofila...
Il libro non è molto approfondito. Si limita a presentare certi aspetti della vita delle donne di Tokyo, o edochiane - come spesso le chiamano le autrici. Non ci sono note a piè di pagina o bibliografia (l'accademica che è in me, ogni tanto, spunta fuori...]. Lo sguardo delle due autrici è molto semplice e si meraviglia con poco.
Je ne sais pas si j'en ai appris plus sur les femmes japonaises où sur les autrices..... J'ai rarement lu un livre supposé être instructif aussi empli de condescendances et de jugements. je pense aussi qu'il a très mal vieilli et n'est plus du tout à la page. Elles ont vraiment pris des cas extrêmes pour faire des généralités. Ne perdez pas votre temps avec ça.
Un livre rempli d'anecdotes sur les japonaises et leur pays en général. Il y a des choses que je connaissais mais je me suis amusée et j'en ai quand même appris ! Dommage juste que le livre hésite entre "vrai" ouvrage sociologique et essai plus personnel...