In questo breve racconto di Hermann Hesse, pubblicato per la prima volta nel 1905 e dal titolo originale (non è farina del mio sacco!) che in italiano suona, all'incirca, come "Il mese della fienagione" troviamo rappresentata una vicende che, anche se all'apparenza sembra quasi, per così dire, "bucolica" cela in realtà un significato sottotraccia che, una volta colto, grazie alla presentazione che del romanzo si ha dai risvolti di copertina (quantomeno nella mia edizione), ci fa comprendere, comprendere appieno intendo dire, quanto la storia narrata in "Giorni di luglio" parli della vita dei personaggi. Della vita e dei primi "tormenti amorosi" del giovane personaggio principale, Paul, che si trova a spasimare per una donna ancor giovane anche se più vecchia di lui, giunta in visita presso la casa del padre di Paul, con altre due persone, una giovinetta dell'età dello stesso Paul, che lui però non degna di troppe attenzioni, tant'è vero che poi sarà la zia di Paul a dover provvedere a consolarla in qualche modo e un uomo, amico del padre.
Tra gli scontenti della vicenda vi è anche il precettore di Paul, un giovane laureando il quale non si capacita di come quella giovane donna possa degnare di maggiori attenzioni Paul di lui.
Si tratta di un racconto che pur leggendosi in poco tempo ci lascia con interrogativi e riflessioni che ci accompagneranno per molto tempo.