Aonia edizioni. La Costituzione della Repubblica fu approvata dall'Assemblea Costituen-te il 22 dicembre 1947 e promulgata dal capo dello Stato Enrico De Nicola. Fu pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 27 dicembre 1947 ed entrò in vigore il 1º gennaio 1948. Art. 1 L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.
L'Assemblea Costituente della Repubblica Italiana fu l'organo legislativo elettivo preposto alla stesura di una Costituzione per la neonata Repubblica e che diede vita alla Costituzione della Repubblica Italiana nella sua forma originaria. Le sedute si svolsero dal 25 giugno 1946 al 27 dicembre 1947, data della promulgazione della Costituzione.
Ho sempre trovato assurdo che un testo cosi fondamentale e allo stesso tempo cosi chiaro e conciso, ma anche poetico, non venisse letto da moltissime persone, perché certo vi è molta gente che non conosce le leggi più importanti dello stato e della nostra democrazia. La tendenza è cinica e menefreghista, tuttavia questo non deve scoraggiare chi crede fermamente nei valori democratici e nel bene comune. Non credo si debba neanche andare in contro a questa gente con prepotenza morale, bensì impegnarsi per essere dei fulgidi esempi di tali valori, introdurli nella nostra vita quotidiana e cosi adempiere al loro rispetto; La nostra costituzione è una stella e noi le sue scintille.
Per essere cittadini consapevoli, dovremmo tutti conoscere per sommi capi la costituzione. Ci eviteremmo tanto orrore a cui oggi ci stiamo abituando. Questa edizione è stata molto comoda e l'ho apprezzata per i due discorsi finali di Umberto Terracini e Piero Calamandrei. Basteremmo ricordarci della nostra costituzione, letteralmente quello che ha costituito la nostra nazione, ciò che oggi siamo, per evitare il razzismo, il fascismo, quelle politiche del lavoro che tolgono dignità ai nostri giovani e alla nostra società.
Da europeista, uno dei miei più grandi vanti risiede nella seconda metà dell’articolo 11: “L’Italia…consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.” I nostri costituenti, che redigevano il testo costituzionale nel 1946-47, vista la nascita imminente delle Nazioni Unite, hanno avuto la saggia lungimiranza di cedere espressamente - nella fonte principale del diritto italiano - porzioni di sovranità e consegnarle nelle mani di organizzazioni internazionali, accompagnate da consigli sul buon uso. Ha funzionato non solo per l’ONU, ma anche nei decenni successivi per l’Unione Europea, una soluzione brillante e insieme inconsapevole; infatti, mentre TUTTI gli altri membri UE procedevano a revisioni costituzionali per accertare la convivenza di due sfere sovrane, quella europea e quella nazionale, l’Italia ancora oggi si regge sull’articolo 11 (e sull’articolo 117 a seguito della riforma del Titolo V) nella regolamentazione della prevalenza del diritto dell’Unione! Senza aver alzato un dito. La nostra Costituzione è bellissima, amiamola e difendiamola. (4 stelle perché manca il diritto all’aborto, il matrimonio egualitario e il salario minimo che Sànchez vuole inserire in quella spagnola. Invidia.)
Ottima lettura ma non sono assolutamente d'accordo in alcuni punti. Secondo me la libertà alla segretezza è molto overrated af e idem per le libertà politiche. GROSSO SIDE EYE, THIS IS NOT SLAYING..... sorry, next???
Un capolavoro di modernità, che coglie la spinta progressista dopo il Ventennio fascista il cui esordio fu tollerato, se non proprio favorito, da Casa Savoia. Ogni Italiano dovrebbe possederne una copia.
La costituzione italiana rispecchia l'evoluzione delle principali tematiche negli ultimi decenni, dalla protezione ambientale alla questione dell'autonomia regionale.
Nonostante sia ricca in dettagli ed ampia abbastanza da garantire le giuste interpretazioni secondo i principi di sussidiarietà, non concludo la lettura senza considerazioni.
È vero che dalla lettura della Costituzione risulta chiaro che *cosa* sia l'Italia quali siano i suoi organi e *come* essi funzionino. Ritengo però che manchi del materiale sul *perché* esista l'Italia, *perché* esistano gli italiani. Tale approccio quasi "logoterapico", se apposto accuratamente nel testo costituzionale, potrebbe garantire significato ed apprezzamento da parte del cittadino, e rendere il testo persino più accessibile e ricercato.
Notevole questa edizione in copertina dura, con grafiche in fantasia simil-cuoio e note a pié di pagina riportanti ogni amendamento.
It took me some time to translate as I read each article or title -- I'm not fluent in Italian -- but it was worth the effort. I learned plenty about Italy and the Italian culture. Many things I experienced in Italy now make more sense. I was surprised at how much I learned about Italians from reading the Italian constitution.
Se italiani, conoscere la propria Costituzione, è fondamentale, sopratutto poiché essa regola le nostre vite, tutelando i nostri diritti ed assegnandoci dei doveri. Apprezzabile la prefazione Gherardo Colombo, che esalta l'articolo 3. Un invito speciale a riscoprire la fonte del diritto per eccellenza
La cosa triste è che ho finito di leggerla oltre i 35 anni, avevamo iniziato a scuola e il progetto non è mai stato portato avanti, spero che le nuove generazioni l’abbiano obbligatoria fin dalle elementari.
Art. 1 "L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione."
Art. 11 "L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo."
Art. 80 "Le Camere autorizzano con legge la ratifica dei trattati internazionali che sono di natura politica, o prevedono arbitrati o regolamenti giudiziari, o importano variazioni del territorio od oneri alle finanze o modificazioni di leggi."