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La logica del desiderio

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"Poi un giorno, continuò, mentre facevo la doccia, mi sono accorta che non ti pensavo più."
Il cortile interno di un palazzo di inizio secolo, un posto tranquillo. Un ragazzo passa interi pomeriggi, sul ballatoio, a correggere un romanzo che non riuscirà mai a pubblicare, a leggere e a seguire i curiosi movimenti dei gatti. Poi un giorno, su una bella macchina grigia, in compagnia del marito, arriva Vespa, “l’inappuntabile ritratto dello splendore”, che ha gli occhi più irrefrenabili che lui abbia mai visto. In poco tempo i due diventano amanti. Non è il solo, però. E presto la donna si stanca di lui. La passione che aveva sconvolto quella calma solo apparente diventa allora morbosa e alimenta inquietudini e nevrosi rivelando di quali elementi sia fatta, in fondo, la materia del desiderio e dove possa portare, senza averne quasi cognizione, la sua imprevedibile logica, ammesso che ne esista una.

200 pages, Paperback

First published January 1, 2011

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Displaying 1 - 4 of 4 reviews
Profile Image for Cetta  De Luca.
34 reviews13 followers
November 11, 2012

Quale logica c'è nel desiderio? Nessuna. Possiamo anche passare il tempo a chiedercelo, giusto per un esercizio mentale o per filosofare un po', ma alla fine dovremo concludere che non può esserci logica nell'istinto. Perché il desiderio è l'espressione di ciò che il nostro "basso ventre" sente, percepisce, recepisce, è un moto viscerale assolutamente fuori controllo al quale possiamo tentare di resistere, possiamo cercare di non assecondarlo, ma non possiamo ignorarlo.

Il libro di Giuseppe Aloe che ho da poco terminato, La logica del desiderio appunto, affronta questa tematica in un modo particolare, almeno secondo il mio punto di vista. Si ha come la sensazione che il desiderio si scriva da solo, si legga "dal di dentro". E' difficile spiegare, ma voglio provarci. Quando noi siamo colti da questo sentire, forte, potente, prima proviamo ad analizzare le sensazioni, le emozioni, cerchiamo di razionalizzare qualcosa che razionale non è. Poi studiamo tecniche e strategie per incanalare questo flusso continuo e adrenalinico in un luogo più tranquillo della nostra coscienza, così da illuderci di averne il controllo. Solo quando infine ci arrendiamo al desiderio che "monta" smettiamo di farci domande e accettiamo il turbine dell'affanno con le sue conseguenze. Ecco, tutto questo stato di grazia (o disturbo, a seconda dei casi), ci fa vivere, percepire, sentire, provare, un senso di confusione perenne, un loop autoprodotto e autoalimentato, nel quale siamo chiusi in noi stessi, noi e il nostro desiderio da nutrire e che si nutre, stupiti quasi del fatto che al di fuori non si percepisca nulla, stupiti del fatto che si riesca anche a sopravvivere a questo tumulto pazzesco, a questa sorta di dannazione.

Il libro di Aloe è scritto così. E' il desiderio che si racconta, che prova a spiegarsi laddove una spiegazione è impossibile. Il linguaggio lo accompagna in questo peregrinare regalando sensazioni, perché altro non si può fare.
L'autore lo dice alla fine, che non era questo il libro che aveva scritto. Ma io ringrazio per la svista e invito a leggere queste pagine "alte" lasciandosi andare, facendosi catturare dal turbine e dall'immaginato, dal delirio e dalla dannazione, senza troppi perché, senza troppi come. Come succede quando si desidera, esattamente così.
Profile Image for Scrittevolmente.
274 reviews36 followers
January 8, 2013
Tutto comincia con l’arrivo di una coppia di vicini. Il sonnolento equilibrio che sosteneva la vita quotidiana viene improvvisamente intaccato. Non il rimbombo di discussioni furibonde, magari prive di un perché, ma qualcosa di più insidioso coinvolgerà tutti: il ragazzo che sosta da mane a sera sul ballatoio a spiare la vicina o a correggere le bozze di un romanzo che non pubblicherà mai, Vespa la dirimpettaia, succube del ménage familiare, il marito di lei,

“Eravamo tutti e tre disonesti. Io, lei, suo marito. Ognuno con la propria percentuale di disonestà”.

Nulla di straordinario fin qui in fondo, vi sono gli ingredienti di una storia fra tante che si sono lette, si leggono e si leggeranno, se non fosse per la piega che prende il racconto, che conduce a una dimensione particolare.

Nel romanzo ci si chiede se vi sia una logica dietro il desiderio, una giustificazione rintracciabile in un comportamento da disapprovare. Se così fosse si potrebbe scriverne la formula, redigere il codice di una regola, in modo da muoversi in una direzione piuttosto che in un’altra, obbedire alla sua disciplina, scegliere la strategia vincente. La ricerca di “un baricentro, un asse, una ragionevolezza”, questo sta nel piatto: una sfida non da poco, che ricorda la quadratura del cerchio.

Chi ci ha provato ha visto la fatalità, vi sia stata o no la completa adesione del proprio spirito. Se di fatalità si tratta, la logica del desiderio è tanto insidiosa quanto invincibile e ingiustificabile. Anzi no: giustificabile proprio perché invincibile. E’ questa l’intuizione di Charles Bovary che, scoperta la doppia vita della moglie e lo scorno subìto, nulla rimproverava alla sua Emma, malata (succube e schiava) del desiderio.

Se in Madame Bovary il desiderio, purtroppo, è destinato a lasciare il segno perché è vissuto come vizio, corruzione dello spirito, nella storia raccontata da Giuseppe Aloe assume un contorno ulteriore.

Per leggere la recensione per intero: QUI
Profile Image for Metta.
62 reviews29 followers
March 5, 2013
"Da qualsiasi parte prenda questa benedetta faccenda, è sempre la parte sbagliata. Alle volte, da solo, a casa, seduto, me la ripasso in mente, come si faceva ai tempi della scuola, quando si doveva imparare a memoria una poesia. Leggevi un brano, posavi il libro, e ripetevi. Una terzina, una quartina. POi riprendevi il libro e passavi a quella successiva. Alla fine ripetevi tutto.
E come al solito qualche parola, un intero verso magari, non ti rimaneva a mente. Perché c'era qualcosa nel ritmo che ti fermava, che rimaneva appesa, e così non riuscivi ad andare avanti.
Ecco, esattamente così. C'è sempre qualcosa che sfugge. Qualcosa però che non sta al suo posto la storia non prosegue, o se prosegue, prosegue a sbalzi, a spintoni. Fa salti di metri e metri, per poi tornare indietro. Che sia questo il vero andamento dei desideri? Mi chiedo."

Lo stesso questo romanzo, qualcosa non va, qualcosa non scorre, sembra incepparsi, la voce dell'autore cambia in modo innaturale, come se lo scritto fosse stato rimaneggiato attraverso un editing selvaggio, cambiata la successione degli eventi senza armonizzarle, senza punti di sutura.
Il desiderio ha un alone freddo, come di luce al neon.
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