Un maestro della poesia anaforica, incalzante, oratoria. E però, contemporaneamente, intima, capace di far risuonare il silenzio fra le parole per toccare le corde più riposte di un sentimento. Sarajlic è uno dei grandi poeti del secondo Novecento: ha affrontato temi di poesia civile, l'amore, la morte, l'arte, sempre trovando le vie apparentemente divergenti dell'emozione e dell'ironia. Questo grazie a un calore umano intensissimo che passa in ogni suo verso e arriva al lettore con forza contagiosa. Lo hanno amato poeti molto diversi fra loro, come Enzensberger, Brodskij, Simic, proprio perché la sua voce poetica ha un segno unificante, è il simbolo di una poesia universale, colta ma immediata, sempre consapevole ma lontana dalle scuole e dalle tendenze. A dieci anni dalla morte, questo libro propone una scelta di poesie di Sarajlic, alcune inedite in italiano, che ripercorre circa cinquant'anni della sua straordinaria esperienza poetica.
Izet Sarajlić was Bosnian historian, philosopher, essayist, translator and a poet.
Izet Sarajlić graduated University of Sarajevo with a Ph.D. degree from Faculty of Philosophy. He was a member of Academy of Sciences and Arts of Bosnia and Herzegovina. He was a tenured professor at University of Sarajevo.
As a member of The Association of Writers of Bosnia and Herzegovina in 1962 he created "Sarajevo Poetry Days" alongside Husein Tahmiščić, Ahmet Hromadžić, Velimir Milošević and Vladimir Čerkez.
Una dopo l'altra una meraviglia. Come ho fatto ad arrivare a queste poesie soltanto adesso? Belle poesie, di quelle che le leggi e le arrivi a capire. Tutto un amore...
Fra te e me ci sarà sempre la Linea Maginot, fra te e me ci sarà sempre l'Ombra delle Disgrazie Passate, il Cielo dei Caduti ci sarà, e le mie poesie più amorose scritte per te ti faranno ricordare la polvere da sparo, la polvere da sparo, le trincee, il fronte affumicato.
Fra te e me ci sarà sempre la Linea Maginot, fra te e me, fra ogni nostro aprile e noi, fra ogni nostro novembre e noi, l'Ombra delle Disgrazie Passate, il Cielo dei Caduti, la Linea Maginot, e mai, davvero mai riusciremo tu e io ad occuparci soltanto delle tende nuove necessarie a far cinguettare il nostro appartamentino, necessarie per sottrarci alla vista di tutti quando beviamo i dolci vini del nostro amore, per non farci vedere da nessuno quando torniamo dalle nostre inutili fughe stanchi, per non far scoprire a nessuno le tacite ragioni per cui viviamo.
Fra te e me ci sarà sempre la Linea Maginot, fra te e me, fra noi, fra tutti noi, per dirci quanto siano insignificanti le tende nuove nel nostro appartamento quanto sarebbe comicamente irrilevante anche chi potesse vederci quando ci amiamo, qualcuno che potesse lamentarsi di noi quando ci amiamo.
Fra te e me ci sarà sempre la Linea Maginot, L'Ombra delle Disgrazie Passate, il Cielo dei Caduti, la Linea Maginot. I treni ci porteranno nelle nostalgiche primavere dei nostri aprili novembrini perché il nostro tetro carico urbano di pensieri si arricchisca di verde così necessario per vivere, così necessario per amare, così necessario per andarsene umanamente, ma sappi: noi non riusciremo mai a raccogliere le margherite solo come margherite, perché fra i fiori e noi, fra te e me, ci sarà sempre la Linea Maginot.
Fra te e me ci sarà sempre la Linea Maginot. Fra te e me, fra ogni nostro desiderio e noi, fra ogni nostra partenza e noi, fra ogni nostro ricordo e noi ci saranno sempre L'Ombra delle Disgrazie Passate, il Cielo dei Caduti, la Linea Maginot.
1955" -----
" - Ancora una notte -
Ancora una notte in cui ti perdo come i battaglioni Rostov, Berlino, Rotterdam, come i caporali sotto le bandiere le loro care lasciate lontano.
Rimbomba un treno, ascolta, da qualche parte rimbomba un treno, il treno che poteva portare via te o me, Da qualche parte si riduce ostinatamente crudelmente la distanza fra canzone e grido.
Abbiamo ancora poco tempo poiché i ricordi non sono il tempo. Il tempo è quando hai paura per me, quando aspetti e quando ti aspetto. Il tempo è quando ti parlo e quando mi parli di permanenza. Poco, ancora poco tempo per le nostre labbra innamorate, mia cara.
Da qualche parte rimbomba un treno, ascolta, rimbomba un treno, il treno che poteva portare via te o me. In qualche stazione lontana scende sperduto qualcuno, casualmente non siamo né tu né io.
Ancora una notte in cui ti perdo. Ancora una notte ancora una notte.
Brevissima antologia, anche troppo breve, dagli anni '60 ai '90 del Novecento. Si percorre tutta la vita adulta del poeta, il suo amore per Sarajevo e sua moglie, la paura della guerra e la minaccia della morte. Le poesie sono elementari, raramente memorabili; hanno però una tenerezza umile che non mi era mai capitata di leggere in poesia. Che dolcezza la sua lunga, ordinaria e quietamente appassionata storia d'amore con sua moglie.
Il titolo proviene dal carteggio con Eri De Luca, amico del poeta e che ha scritto anche la prefazione: «Chi ha fatto il turno di notte per impedire l'arresto del cuore del mondo? Noi, i poeti» (Lettere fraterne). Nella Sarajevo dell'assedio (1992-1996) la gente andava alle serate di poesia nel buio della città senza corrente elettrica.
Una bellissima antologia, con molte poesie d'amore.
Gledao sam kako promiču žene, sadašnje i buduće, pejzaži i telegrafski stubovi, vidio sam kako se bezglasno smjenjuju noć i dan. Iskočiću na nekoj stanici lud od tih promjena boja i linija i javiću ti da sam te na petstotom kilometru ljubavi volio jednako kao na prvom.
Dal treno (1953)
Guardavo passarmi davanti le donne, le presenti e le future, i paesaggi e i pali del telegrafo, ho visto il giorno e la notte succedersi in silenzio. Scenderò giù a qualche stazione pazzo di questi mutamenti di colori e linee per comunicarti che al cinquecentesimo chilometro dell’amore ti amavo esattamente come al primo.