La contessa Paola Pietra entra nel convento di Santa Radegonda in giovane età, la sua non è una vocazione ma un'imposizione familiare.
Siamo a Milano, nel 1736, nessuna meraviglia dunque che un padre possa decidere liberamente del destino di una figlia.
All'interno del convento nasce e si sviluppa l'eccezionale dote canora della fanciulla, le messe vengono seguite quasi esclusivamente per poter sentire le voci melodiose del coro, note soavi che giungono da dietro una grata necessaria a nasconde le monache al mondo e ai molti curiosi che quotidianamente accorrrono in chiesa.
Uno svenimento e, come nei "migliori" romanzi d'amore, l'incontro fatale avviene e cambia per sempre la vita di due persone.
Lei è ormai una manoca di clausura e lui un nobile inglese, sposato, in Italia per lavoro.
Sostanzialmente è la storia di un viaggio, un viaggio interiore che si esplicita con un reale cambio di vita della protagonista che , in un breve lasso di tempo, vivere molte più esperienze di una normale giovane donna della sua epoca.
Inizia un vero pellegrinaggio che la porterà, dopo la fuga dal monastero, in viaggio verso Venezia e poi per mare dieretta a Marsiglia con l'intenzione di raggiungere l'Inghilterra in compagnia dell'uomo che le ha donato libertà e rinascita al mondo.
Abituata a leggere romanzi stranieri tradotti in italiano, mi dimentico di quanto sia bella la nostra lingua, ogni volta mi ripropongo di leggere più autori italiani e poi i buoni propositi, come sempre, finiscono per rimanere tali.
Questo libro è di tutto un po', è un romanzo storico basato su fatti realmente accaduti, come spiegato dall'autrice nella nota conclusiva, ma è anche un romanzo d'amore e di avventura, elementi sapietemente orchestrati a creare un buon libro, ben scritto e avvincente. Spiace solo che la dote canora di Pietra Paola sia solo servita ad attirare l'interesse di Sir John Breval e che poi sia stata totalmente accantonata per sviluppare altri temi quali la fuga e lo scioglimento dei voti lasciando presupporre che sia fuggita da una gabbia per finire in un'altra, più convenzionale, del matrimonio.