Il mondo fantastico e magico, inquietante e surreale di Buzzati poteva forse trovare occasione più felice, per confrontarsi con la realtà quotidiana, che un'inchiesta giornalistica sui fenomeni di parapsicologia? E infatti Buzzati la colse con contagioso entusiasmo nell'estate del'65, quando scrisse per il "Corriere della Sera" una Serie di "pezzi" dal titolo "In cerca dell'Italia misteriosa". Ne uscì un servizio dal fascino straordinario, che riusciva a rendere allucinatorio il reale e realistico l'incredibile: dai ferroviere medium che organizza a Verona una seduta e poi scopre che è morto tre mesi prima, alla strega abruzzese che conficca 400 aghi nel corpo di un bambino. Mai lo humour nero del Buzzati narratore aveva trovato modo di calarsi così spontaneamente nella immediatezza del Buzzati giornalista. Così questa raccolta, mentre ci propone il puzzle imprevisibile di un'Italia sconosciuta, fa emergere l'immagine, affabile ed elusiva, ironica e indecifrabile, di un grande scrittore del nostro Novecento.
Dino Buzzati Traverso (1906 – 1972) è stato uno scrittore, giornalista, pittore, drammaturgo, librettista, scenografo, costumista e poeta italiano.
Dino Buzzati Traverso was an Italian novelist, short story writer, painter and poet, as well as a journalist for Corriere della Sera. His worldwide fame is mostly due to his novel Il deserto dei Tartari, translated into English as The Tartar Steppe.
Da grande estimatore quale sono dello scrittore bellunese, mi trovo costretto a dare un vero e proprio voto d'ufficio; una sufficienza politica, leggibile come tributo al resto della sua produzione. Perché tra le pagine di questi articoli, scritti in un ristretto arco temporale all'interno della testata ove lavorava Buzzati, certamente sussiste un pizzico disincantata ironia, approccio necessario quando si manipola la delicata materia del paranormale innestato nel contesto sociale. Ma non fa capolino nessuna suggestione verso il mistero, o l'insondabile che mette a repentaglio il freddo raziocinio; è quasi un tourbillon di magoni, profeti o chiaroveggenti che, quando va male, vaticinano qualche tumore al colon o parlano per bocca della Madonna. La penna di Buzzati resta valida, ma è posta al servizio di un contenuto che non merita più di qualche pigra osservazione.
It seems to me, fantasy should be as close as possible to journalism. The right word is not "banalizing", although in fact a little of this is involved. Rather, I mean that the effectiveness of a fantastic story will depend on its being told in the most simple and practical terms
Italian author Dino Buzzati is best-known for his existentialist novel “The Tartar Steppe” and for his short stories which skirt the genres of horror, fantasy, science-fiction and what we would today call “magical realism”. Buzzati was also a journalist for Corriere della Sera. In 1965 this newspaper commissioned him as ‘special correspondent’ to research a series about paranormal phenomena in Italy. The fantastical was part and parcel of his fiction and he dedicated himself to this assignment with gusto, traversing the Bel Paese to meet a motley crew of mediums, visionaries, mystics, witches and folk healers.
These pieces, alongside other works by Buzzati in the same vein, were later published in book form as “Misteri d’Italia” or Mysteries of Italy. They certainly form an intriguing collection. On the one hand, Buzzati is an involved narrator, personally participating in spiritualist sessions and exorcisms, and staying up to hunt ghosts in his childhood home. Being the novelist that he is, he can also conjure a chilling atmosphere or convey a character with the slightest of means. On the other hand, Buzzati adopts an objective stance, neither compelling us to believe the otherwordly events he describes nor dismissing outright the possibility of the existence of the supernatural. If at all, a trace of scepticism can only be felt in the occasional subtle irony or burst of dark humour. The words Buzzati reserves for his friend (and would-be occultist) Beonio Brocchieri could equally be applied to him:
Ha compiuto numerosi viaggi, tenendosi ugualmente lontano dai fanatici che interpretano ogni fenomeno come rivelazione di potenza sovraumana, quanto da coloro che vivono nel continuo terrore di "essere fatti fessi" e cio’ che esce dalle loro possibilita' di razionale comprensione lo eliminano tout court dicendo che sono tutte ciurmerie.
Reading this collection, one gets the impression that ultimately the truth or otherwise of the paranormal experiences described is not particularly relevant. What is more significant is the fact that there are people who choose to believe in such phenomena. For Buzzati this is intrinsically tied to a way of life which, even back in the 60s, was already slowly disappearing. Unsurprisingly, these pieces are shot through with a sense of nostalgia. Italy as the young Buzzati had known it was succumbing to modernity and its ghosts were, slowly but surely, being laid to rest.
Un curioso e bel libro intitolato Guide de la France mystérieuse, editore Claude Tchou – con dentro le leggende di Francia, i monumenti enigmatici, i mostri, i maghi, i demoni, i fantasmi, i tesori nascosti, – mi ha fatto venire la voglia di raccontare qualcuno dei misteri grandi o piccoli che esistono anche da noi, tanti e tanti in un Paese antico e profondo come l’Italia.
Vicenza, 1965 Il basso Veneto è così misterioso proprio perché il mistero non si vede. La luce del mattino qui esprime pace e buoni raccolti, la luce del pomeriggio raccomanda di non esagerare nel lavoro, la luce del tramonto dice amore, felice notte, dormirete tranquilli. Le case del Veneto non sono accigliate o severe, non hanno l’aria di nascondere qualcosa. I vicoli, i cortili, i quadrivi non sono mai ambigui o minacciosi. Il male si direbbe debba sentirsi spaesato.
Roma,1965 Per il suo nuovo film Giulietta degli spiriti Fellini ha girato penisola e isole per oltre due mesi visitando i più strani o addirittura inverosimili personaggi, maghi, indovini, streghe, invasati, medium, astrologi, operatori metapsichici, depositari di occulte potestà, ne ha fatto una scorpacciata, ne è rimasto saturo.
Torino, 1965 Dipingere al buio un quadro sensato non è cosa facilissima. L’operazione diventa anche più incerta se a dipingere è un uomo morto settant’anni fa.
Civitanova Marche, 1965 Pasqualina Pezzolla possiede la straordinaria facoltà di vedere nell’interno del corpo umano come in certi atlanti anatomici a vari strati che si adoperano nelle scuole.
Teramo, 1965 Era una buonissima donna. Avrà magari ammazzato qualcuno con le sue ingenue fatture, però so che era una buonissima donna, per quanto sembri assurdo.
San Damiano Piacentino, 1966 Sono venuto in questo piccolo borgo, tra Parma e Piacenza, per assistere all’apparizione della Madonna.
Due strani fenomeni però sono stati percepiti da vari pellegrini. Il primo consiste in un “intenso e delicatissimo profumo” che si sarebbe diffuso nell’aria in coincidenza con le apparizioni. Il secondo è analogo a quello registrato a Fatima: il sole che si mette a roteare e a pulsare ed emette immensi fasci di luce dorata, verde e rossa.
Nei giorni di venerdì, quando la Madonna appare a Rosa Quattrini spesso vengono a San Damiano uomini e donne che si ritengono posseduti dal Demonio. Essi sperano, se non di essere completamente liberati, di ricavarne qualche beneficio; come infatti è avvenuto più di una volta.
Questo libro è la raccolta degli articoli che Dino Buzzati pubblicò sul Corriere della Sera dal 1965 al 1967 nella rubrica In cerca dell'Italia misteriosa. Con l'occhio attento del reporter imparziale intervista una serie di personaggi ambigui, ritenuti maghi, guaritori, veggenti o semplicemente individui in contatto con altre entità. Senza pregiudizi e senza ironizzare sulle situazioni più paradossali, Buzzati si cala nel mistero e lo indaga con estrema minuzia di particolari. Un vero atto di amore nei confronti del giornalismo e del lettore, una raccolta di scritti che vengono dal cuore e ammiccano a chi per abitudine cerca in ogni vicenda una spiegazione razionale.
In questa raccolta di articoli usciti per il Correre della Sera a metà anni '60, vediamo Dino Buzzati viaggiare per l'Italia alla ricerca del misterioso e del paranormale. Tra maghi, sensitivi, veggenti, ci racconta episodi misteriosi che a lui (scettico) appaiono inspiegabili e, per questo motivo, potenzialmente veritieri. Il tutto non è all'altezza di altre sue stupende raccolte (per es. Il panettone non bastò o Paura alla Scala) ma sono piacevoli, un bel connubbio tra il Buzzati scrittore e il Buzzati giornalista e in alcuni racconti, fra tutti "Lo spirito in granaio", trapela benissimo il Buzzati che ben conosciamo, maestro del fantastico e creatore d'inquietudine.
3,5 un reportage su vari casi sovrannaturali o sedicenti tali, eventi bizzarri e stranezze che l'autore ha rintracciato, seguito e poi riportato in questi brevi racconti molto interessanti e curiosi. Intrecciato al reportage giornalistico c'è anche il racconto di un'Italia dallo spiccato senso del magico e del sacro, fatta anche di tempi lenti e personaggi pacati che ormai non esiste più.
A metà tra il cantastorie e il cronista, Buzzati gira la penisola a caccia di stranezze, fenomeni paranormali, maghi o sedicenti tali. Nel farlo, si imbatte nel diavolo, in qualche santa, una strega e dei fantasmi. Cose che capitano, a chi sa cercare bene. Abbastanza ironico per non essere ingenuo e troppo sensibile per non cadere nel cinismo, Buzzati riporta quello che vede con la delicatezza che ho imparato ad amare di lui, lasciando che la verità sui fatti la decidano i suoi lettori. "I misteri d'Italia" è una raccolta di veri e propri articoli giornalistici, un po' cronaca e un po' inchiesta, che Buzzati ha pubblicato sul Corriere della Sera intorno agli anni '60. Doveva essere bello aprire il giornale e trovarlo lì.
Un viaggio curioso in un'Italia lontana, ma neanche tanto. Buzzati giornalista e affabulatore, ci racconta in una manciata di righe e con la consueta eleganza istantanee e ritratti di un Paese fitto di superstizioni e storie in ogni angolo. Lieve, divertito, pieno di ospiti illustri e inattesi.
Il bello di questi racconti/testimonianze è nel modo in cui ne parla Buzzati. È in un misto tra "sarà vero o non sarà vero?" apprezzabile sia dagli scettici che dai creduloni.
Raccolta di articoletti di colore che può essere interessante solo in quanto riflesso di una certa Italia degli anni '60 del secolo scorso, che ancora viaggiava sull'onda alta del boom economico del decennio precedente, e che guardava a se stessa con il compiacimento di un Paese moderno.
Curiosità, raccontini di esperienze personali e non, almeno un paio di questi sono diventati, negli anni, celebri leggende metropolitane; allora erano destinati a un pubblico borghese, incuriosito, ma non sempre disposto a lasciarsi coinvolgere da credenze (e credulità) popolari. Lo stesso autore oscilla tra curiosità divertita, incredulità e rispettosa sospensione del giudizio, tranne che per dischi volanti ed extrarrestri (i marziani) ai quali dedica un paio di trafiletti per nulla teneri.
Altra piccola (perché breve) perla del grandissimo Dino Buzzati. Storie (vere? naaah...) tutte italiane di spiriti, fantasmi, dischi volanti, miracoli, madonne, apparizioni, sparizioni, sedute spiritiche, ciarlatani (non manca il celebre Gustavo Rol) e fatture raccontate con lo stile sobrio e scorrevole, ma sempre elegante, di un autore molto probabilmente scettico, ma che si diverte, in qualche caso, a insinuare in chi legge il dubbio che tutto questo sia vero (anche solo in parte), probabilmente solo per burla. Di certo un'opera minore e leggera, ma che sicuramente non fa sfigurare il suo autore.
Una serie di articoli scritti per il Corriere nella metà degli anni sessanta alla ricerca delle storie di fantasmi, apparizioni, stregonerie, diavolerie e metapsichiche varie, a metà tra il reportage e l'indagine di costume. Veneto soprattutto, ma anche nel piacentino, nel teramano e a Ortona, nel torinese e in costiera amalfitana. Emergono vicende inquietanti, apparizioni, rumori e scricchiolii, case diroccate e palazzi decadenti, maghi, esorcisti, medium. Su tutto lo sguardo ironico dell'autore. Da segnalare "Fellini per il nuovo film ha fatto incontri paurosi", "Il segreto dell'ammiraglio" e "Lo spirito in granaio".
Nell'estate del 65', quando era cronista per il "Corriere della Sera", buzzati scrisse una serie di pezzi sotto il titolo "In cerca dell'Italia misteriosa". Questi racconti sono stati integralmente raccolti in questo libro dal titolo I Misteri d'italia. Ne esce fuori un servizio di un fascino straordinario, che ha la caratteristica magica di rendere allucinatorio il reale e di rendere realistico l'incredibile.
A mio avviso, scrivere racconti "noir" evocativi ed invoglianti è molto difficile. Buzzati c'è riuscito alla grande, chiaramente. Sono storie di fantasmi, indovine e fattucchiere che si raccontano nei borghi antichi e nei paesini italiani, ed in qualche modo ti affascinano e ti colpiscono, come se ti figurassi le immagini davanti agli occhi, e non puoi fare a meno di averne anche un po' di timore.
Al netto del fatto che leggendo alcuni capitoli la scettica che è in me si è ritrovata a scuotere il capo, Buzzati era una penna eccezionale, come ce ne sono state poche. Riesce a tratteggiare ritratti affascinanti e a descrivere una certa Italia, che non è solo quella del mistero. E' sempre un piacere leggerlo.
l'insieme di tutti gli scritti prodotti dal '78 ad oggi sull'occulto, la magia, l'inquietante e l'orrore rendono questo libro giusto carino e simpatico. super cute, but just that. cute. devo aver avuto delle aspettative alte. mi ricorda molto lo stile di Guido Morselli, ma forse perché nei suoi romanzi Morselli ha una voce narrante da giornalista.
Come frammento d'Italia e come documento per gli amanti delle storie di occulto sono anche interessanti, come articoli ho trovato tutto molto sciapo ma mi concedo il dubbio che sia colpa dello stile dell'epoca.
Alcune storie ho avuto modo di ascoltarle nella mia famiglia: evidentemente circolavano in quegli anni dovunque e soprattutto prima, quando la fame faceva vedere e sentire quello che non c'era. Piacevolissimi racconti, scritti molto bene
Recull de textos de Dino Buzzatti on explora els misteris italians en forma de miracles, aparicions marianes, bruixes, o espiritisme. Amb una aparició de Fellini i una història de fantasmes a la mateixa llar de l’escriptor.
Solo articoli di giornale Una raccolta di articoli poco più che piacevoli, che mi hanno invero lasciato molto poco. Dell'articolo di giornale hanno l'estensione e la profondità, e alla dimensione giornalistica sacrificano anche gran parte del Buzzatiano estro narrativo.
Leggere Buzzati in un pomeriggio d’estate, mentre i muri si arroventano al sole e la canicola si accanisce, è come bere una bibita fresca all’ombra di un grande olmo e godere della brezza leggera che spira dal mare, gustando dei misteri e delle superstizioni che durante la tua giovinezza hanno dato folclore alla bella penisola italica.
È un tuffo in un passato agreste, dove la tecnologia non imperava e la vita era intrisa di arcani, magie, tradizioni bucoliche. Che nostalgia!