"Chi si avvicina a Stevenson sa, e se non lo sa se ne accorge presto, che è stato un grande scrittore, uno degli stilisti più versatili della letteratura inglese, certo non uno scrittore 'per ragazzi'; ma subito se ne dimentica affidandosi alla corrente dell'avventura, al suono, al ritmo, agli odori della vita aperta. Si sa che per gli scrittori la letteratura è una parte decisiva dello stare al mondo; meno ovvio il fatto che, quando sono veri scrittori, preservino una zona della propria persona completamente sgombra d'idee e preoccupazioni letterarie. In fondo gli scrittori se ne fregano della letteratura, altrimenti non potrebbero farla. Stevenson è un raro esempio di autore che, nel corpo e nella mente dei suoi colleghi, va a occupare un territorio indefinito e mutevole, completamente dentro e completamente fuori della letteratura. Stevenson è uno scrittore che giustifica insieme vita e letteratura, perché sa che sono due cose incommensurabili, ciascuna a suo modo necessaria e inutile, ciascuna a suo modo orribile e bella. Nelle sue pagine questa consapevolezza è presente sempre, e si scioglie e si dimentica nella grazia della persona fatta voce." Domenico Scarpa
Robert Louis Balfour Stevenson was a Scottish novelist, poet, and travel writer, and a leading representative of English literature. He was greatly admired by many authors, including Jorge Luis Borges, Ernest Hemingway, Rudyard Kipling and Vladimir Nabokov.
Most modernist writers dismissed him, however, because he was popular and did not write within their narrow definition of literature. It is only recently that critics have begun to look beyond Stevenson's popularity and allow him a place in the Western canon.
Un libro pieno di avventura, una storia di pirati che stanno cercando un tesoro. Trama carina, che però a me personalmente non mi ha tenuto incollato come con altri romanzi. Consiglio questa lettura ai più piccoli, sicuramente l'apprezzeranno molto!
Ricordo di aver letto questo libro da bambina e di averlo poi riletto ancora, ancora e ancora. Sono affezionata a questo libro, alla storia e al cartone animato che ne è stato tratto, è stato il mio primissimo contatto col mondo delle navi, dei pirati, dei tesori. Un bel ricordo :)
Anche se mi è piaciuta un sacco questa storia,questo classico senza tempo, mi aspettavo qualcosina in più. Uno dei mie cartoni Disney preferiti è sempre stato l'isola del tesoro,che cambiando ambientazione è decisamente spaziale e originale e forse questo ha contribuito alla mia piccola delusione. Ma per chi è appassionato di storie piratesche è sicuramente un must read!
All'alba dei sessant'anni ho letto finalmente questo classico per ragazzi, considerato romanzo di formazione. Certo un libro lascia impressioni diverse a seconda del momento e dell'età in cui lo si legge. Forse da piccola non l'avrei apprezzato così tanto. Storie di mare, di pirati, di marinai, di tesori da scoprire e da rubare. Non ci si annoia mai a leggere le avventure dei protagonisti, soprattutto si impara a non fidarsi proprio di tutti... Anche di quelli che si proclamano grandi amici. Letto in una vecchia edizione del 1952, a me molto cara in quanto regalo di uno zio paterno, maestro alle elementari. Sicuramente consigliato.
Un romanzo classico da leggere adatto ai più giovani, come Jim, e agli adulti che non hanno dimenticato il brivido e il fascino dell’adolescenza e l’idea che ad ogni nuova esperienza è legata un’avventura. Per saperne di più clicca sul link qui sotto e troverai la mia recensione: https://vintagebookdotit.wordpress.co...
Lo avevo letto da piccola e me lo ricordavo bellissimo. Forse lo avrò letto nell'arco di dieci anni perché stavolta l'ho trovato lentissimo, ho rischiato il blocco del lettore, ho provato poi ad ascoltarlo in audiolibro e dopo aver fatto un po' di skimming saltando i capitoli l'ho lasciato perdere
Sono una lettrice onnivora da tantissimo tempo, oramai. Non so da cosa derivi questa mia condizione, né quando fui completamente affetta, ma pazientamente, nel tempo, ho constatato come questo è un dato di fatto. Una condizione che mi caratterizza e che mi porterò per il resto della vita. Amo qualunque forma di letteratura, a eccezione dei gialli, qualunque minima espressione o parvenza di un indagine analitica. Porto sempre la mia agenda personale, e mi cibo di ciò che più mi piace.
Il romanzo di Stevenson languiva sullo scaffale da troppo tempo, e avevo preso in considerazione l’idea di leggerlo soltanto nel momento in cui la graphic novel di Stefano Turconi e Teresa Radice mi si attaccò addosso con prepotenza e impetuosità. Come sudicia gommapiuma, fu quel posto in cui stanziai per qualche oretta, in un pomeriggio di fine giugno, in un angolo della mia stanza, trascinata lontana in un luogo che in un certo senso mi ha tenuto in vita. Non nel senso letterale del termine, linfa vitale per la mia anima, ma gli svariati eventi o avvicendamenti che ridotti quasi allo stremo ha purificato l’anima di chiunque, con quella sua indiscutibile teoria dell’uomo come colui che potrebbe essere migliore, se solo volesse, e il modo o i tentativi per ottenere ciò.
La sua mole era piuttosto ridotta, eppure questo genere di romani non intaccano la mia anima così bene. Avvincente, entusiasmante, in parte, ma non indimenticabile. Ancora meno introspettivo e seducente di quel che credevo, avevo immaginato di sentirmi maggiormente coinvolta. Così è stato ma non completamente, le cui schegge roventi si erano conficcate alla mia pelle.
Non ero ne sono rimasta sorpresa di ciò che avrei riscontrato fra le sue pagine, ma L’isola del tesoro è un opera che bisognerebbe leggere almeno una volta nella vita. Abbastanza mastodontica per essere conclamata nel genere di classico, amata specialmente dai lettori più piccoli, gente che si è mossa in mezzo al sudiciume e che si è confusa con l’oscurità.
Uun ragazzino coraggioso, volenteroso e intelligente, un figlio perbene e servizievole, fu quella compagnia con la quale percorsi un sentiero impervio, un paese assediato da un battaglione di pirati, vivide esperienze con le quali l’individuo aspira ad un certo tipo di ambizione o progetto. Viaggio entusiasmante, sebbene a tratti ripetitivo, ma repentino e frettoloso che è una metafora di mancata libertà. Quel trogolo luminoso, sgargiante, che come una discesa frenetica e strabiliante è un mosaico di situazioni, vicende o avvenimenti che mi permisero di starci comodamente.
Prima di leggere questa celebre opera, conoscevo Robert Louis Stevenson solo per la sua fama, ossia quella di autore di libri principalmente per ragazzi. Ho effettivamente ritrovato ne "L'isola del tesoro" alcune caratteristiche adatte ad un pubblico giovane: stile scorrevole, linguaggio semplice, ampio uso di dialoghi tra i personaggi, i quali presentano personalità piuttosto semplici e ben definite. Si ritrova infatti sin dall'inizio una netta distinzione tra personaggi "buoni" e personaggi "cattivi", i quali si trovano in conflitto e si fronteggiano di continuo, riproponendo uno schema comune alla maggior parte delle storie pensate e scritte per ragazzi. Nonostante ciò, il romanzo non è banale nè prevedibile, ma coinvolgente e ricco di colpi di scena. La narrazione in prima persona (il punto di vista è quello del giovane Jim Hawkins, protagonista delle avventure narrate) rende il lettore particolarmente partecipe delle vicende. Come il titolo suggerisce, la storia narrata riguarda una spedizione marittima alla ricerca di un tesoro, quello del famigerato capitan Flint. Ben presto la ciurma si trova a dividersi in due gruppi, a causa di un ammutinamento capitanato dal cuoco di bordo, Long John Silver. Le vicende si sviluppano rocambolescamente tra mare e terra, tra l'Hispaniola e l'isola del tesoro e si risolvono grazie alla comparsa di singolari personaggi, come l'"uomo dell'isola" Ben Gunn. Come ogni storia per ragazzi che si rispetti, anche questa si risolve in uno sperato lieto fine, che conclude degnamente la vicenda e che lascia al lettore la piacevole sensazione di aver vissuto una fantastica avventura.
Questa lettura non mi ha intusiasmata più di tanto, forse perchè sono stata influenzata dalla (adesso so) rivisitazione del cartone Disney; i personaggi, la storia e alcuni dettagli sono pressoché gli stessi. Ma nonostante la mia impressione, la lettura è stata abbastanza carina. Parla di pirati, mari e un tesoro da trovare. Ma anche di fiducia, d'amicizia e di coraggio. Jim è un ragazzo di quattordici anni che si imbarca con i pirati per trovare questo tesoro perduto e salvare le condizioni di sua madre e della loro locanda. Si troverà a prendere decisioni difficili e a scegliere di chi fidarsi. La fine un pò scontata ma non l'avrei immaginata diversamente.
È la prima volte che leggo un libro di Stevenson, e devo dire che mi è piaciuta la sua scrittura. Narra la storia non limitandosi ad ingigantire e ad allungare la lettura con tutte le descrizioni pompose, ma si limita all'essenziale e quindi NARRA LA STORIA! (Già detto?).
Consiglio questa lettura? Si, soprattutto a chi ama il mare e le storie di pirati. Consiglio anche di leggerla nelle notti d'estate.
Ho letto questo libro per la scuola, quindi ero molto prevenuta, inoltre non è esattamente di uno dei miei generi preferiti. Detto questo, sono rimasta stupita, perchè è in realtà un libro niente male. Sicuramente non uno dei miei libri preferiti però ho apprezzato la storia che era piuttosto interessante. I colpi di scena mi hanno genuinamente sorpresa, come ad esempio quando si scopre che Long Jhon Silver è cattivo e trama contro i protagonisti. Le ambientazioni erano molto belle, anche se le descrizioni risultavano un po' pesanti e noiose. In generale il libro risulta abbastanza lento, cosa che mi ha fatto leggermente perdere interesse. Il libro parte davvero verso la pagina 100 se non erro, molte cose erano superficiali e si sarebbero potute tagliare. In generale però il libro mi ha intrattenuta, onostante i miei molti pregiudizi, anche perchè le storie sui pirati non mi sono mai davvero interessante. Sicuramente non uno dei miei libri preferiti ma è godibile,.
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“Fifteen men on the Dead Man's Chest Yo-ho-ho, and a bottle of rum! Drink and the devil had done for the rest Yo-ho-ho, and a bottle of rum!”
This is my second time reading "Treasure Island"; I read it around ten years ago for the first time. I have to say I expected a bit more from Stevenson and I remember the tale much more adventurous than it actually was. I still really enjoyed it, I loved how the characters were portrayed, I loved all the plot twists and the thrills, I loved how you never know how the book could end, it really kept me guessing! The writing was okay, nothing great, but not bat at all.
So yeah, a good book, but it didn't surprise me and it definitely left me wishing it had more action and substance.
We got together in a few days a company of the toughest old salts imaginable--not pretty to look at, but fellows, by their faces, of the most indomitable spirit
Certamente diverso da come me lo ero immaginato (mi aspettavo più focus sulla ricerca), ma non per questo meno interessante. Considerato il padre dei libri di avventura, il libro ti tiene incollato fin dalle prime pagine, creando un'atmosfera di mistero e magia. Tutto ciò che di leggenda è sui pirati è scritto in questo libro e ciò gli va riconosciuto. La storia è ben scritta e geniale. Belli i personaggi e le loro relazioni. Il tempo scorre e tu con loro giacché alla fine sembra che sia passato tanto di quel tempo dal primo capitolo quando invece è solo qualche giorno. Ambientazione top, vicende pure. Unica cosa che rende ostica la lettura è il complicato utilizzo di termini tipici dei marinai di cui sono ignorante. La sintassi di stevenson è molto interessante e ben costruita. Da prende spunto. (poco chiaro il ruolo del capitano Silver). Per il resto 3 stelle e mezzo meritare.
"Quindici uomini sulla cassa del morto, Yo-ho-ho E una bottiglia di rum per conforto". 📚 Il classico intramontabile, l'avventura dagli occhi di un ragazzo, rivissuta con occhi adulti. Mille sfumature, adesso, che mi fanno sorridere. Il giovane Jim diventa uomo percorrendo Il labile confine tra il bene e il male, il coraggio di affrontare ogni sfida a testa alta e con la consapevolezza che per ogni scelta c'è una conseguenza. Un'avventura che fa riflettere, senz'altro, ma che fa sognare e viaggiare nel vero senso del termine. Uomini d'un pezzo e onesti difensori di alti valori contro Pirati e gente di malaffare... Ma, devo dirlo, il mio cuore è stato rapito dal mitico Long John! Chiudo col sorriso e... Con la voglia di Rum. 😂
Premetto che ho dovuto leggere questo libro per la scuola. Purtroppo non mi è piaciuto per niente. I personaggi li ho trovati davvero piatti, soprattutto Jim, nonostante il libro sia narrato in prima persona da lui. La trama mi ha annoiato a morte e non mi ha minimamente coinvolto. Di solito anche quando leggo un libro che a me non piace provo qualche emozione, come la rabbia, questo libro invece mi ha lasciata del tutto indifferente. Se cercate un libro con un introspezione dei personaggi e una trama avvincente non ve lo consiglio.
Quindici uomini sulla cassa del morto – Io-ho-ho, e una bottiglia di rum!
All'inizio ho trovato ostico il linguaggio Forse la traduzione, forse è proprio la scelta delle parole dell'autore, fatto sta che ho pensato che per un ragazzo non fosse una lettura accattivante. Poi migliora e la trama ti prende, anche se i dialoghi continuano ad avere un ritmo e un lessico poco scorrevole. Tra i classici da ragazzini è quello che mi è piaciuto meno, ma andava letto!
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Ho deciso di leggero perché è il libro che ha ispirato il film “Il pianeta del tesoro”. E’ il classico per eccellenza della pirateria con tutti i canoni principali che caratterizzano queste avventure dalla ricerca del tesoro, al tradimento/ammutinamento fino allo scontro con i pirati. Libro scorrevole, facile da leggere accompagnato da continue svolte narrative per niente scontate che mantengo alta la voglia di sapere come va a finire.
Un classico ogni tanto fa sempre tanto bene ma il rischio a volte è proprio quello di imbattersi in una scrittura e in una trama datate ed ingenue. A volte il phatos o i dialoghi riescono a supplire ma in questo caso Stevenson non riesce neppure in questo. Nel complesso lettura veloce nel segno del voglio tornar bambino.
Questo libro mi è piaciuto particolarmente! Di per sé è un grande classico della letteratura ma allo stesso tempo è un ottimo libro tradotto dall'inglese. Il finale potrebbe risultare scontato ma non lo è più di tanto.
Narrazione lenta e prolissa, in generale la scrittura di Stevenson non è di mio particolare gusto, ma considero le sue opere dei classici da conoscere, inoltre le avventure raccontate sono molto piacevoli.
ricordo di aver letto questo libro da bambina e di averlo poi riletto ancora, ancora e ancora. sono affezionata a esso, alla storia e al cartone animato che ne è stato tratto. è stato il mio primissimo contatto col mondo delle navi, dei pirati, dei tesori. un bellissimo ricordo
Quasi me ne vergogno, ma non mi è piaciuto per niente: lento, prolisso, noioso. Ho fatto davvero fatica ad "agganciarmi". Secondo me è possibile scrivere storie in maniera molto più scorrevole, come molti altri scrittori inglesi, come Defoe e Dickens! Boh...
Storia di pirati molto carina, ma più brutale di quanto mi aspettassi. Forse perché nel mio immaginario i pirati sono tutti un po' Jack Sparrow. Qui I pirati sono molto più vicini alla realtà e fanno davvero paura.
It's a really good book ,it gripps you a lot.At the start it's not really gripping and in the middle it finally grips you!!🙂BUT THE END IS REALLY THE BEST!!!!!!!!!!🙂🙂🙂🙂😙