A Coldbay, città del futuro in cui il governo controlla l'esistenza dei cittadini, la quindicenne Picabo Swayne ha un segreto: una misteriosa macchina fotografica che le permette di vedere il passato. Red Bricks, detto anche "Quartiere Vecchio", non è solo il cuore di Coldbay e l'unico angolo rimasto umano nella grigia città, ma anche la casa di Picabo: da quando sua madre è scomparsa misteriosamente, come molti altri adulti di Coldbay, Picabo vive sola, in mezzo agli artisti e ai ribelli contrari allo stile di vita imposto dal governo. I Quattro Reggenti al potere hanno infatti dichiarato lo stato di emergenza e isolato tutte le città per via di pericolose polveri disperse nell'aria; in nome della sicurezza nazionale, hanno anche confiscato tutti i beni ritenuti sospetti, inclusi libri, computer e tutto quello che può lasciare spazio ai ricordi. La macchina fotografica di Picabo però ha la straordinaria capacità di immortalare il soggetto inquadrato così com'era nel passato. Esiste anche una leva per attivare la modalità "futuro", ma non ha mai funzionato... Qualcuno però vorrebbe tanto mettere le mani sulla macchina di Picabo... Sarà l'inizio di una serie di scoperte sconvolgenti, che la porteranno a esplorare il sottosuolo di Coldbay, sulle tracce della madre scomparsa, con l'aiuto dei suoi amici e degli indizi ricavati dalle fotografie.
A volte succede. Succede che entri in libreria per comprare un libro ben preciso, ed esci con un altro, di tutt’altro genere. Oppure succede che sei lì che giri, senza alcunché di preciso in mente, e vieni attratto da un dorso di copertina dal colore improbabilmente giallo-verde, da un libro incastrato malamente in mezzo ad altri su uno scaffale un po’ in disparte. E scocca la scintilla. Vuoi dare una possibilità a quel libro che sembra capitato lì suo malgrado. E lui ti ripaga, perchè senza saperlo hai appena messo le mani su un piccolo gioiello. A volte capita. A volte si è fortunati. Come potrete rilevare voi stessi leggendo la quarta di copertina Picabo Swayne si colloca senza il minimo dubbio nello stesso filone di 1984 e The Giver. Una realtà che potrebbe essere tranquillamente il nostro futuro prossimo. Ambientato in una fantomatica città/società isolata, stretta nella morsa dell’inquinamento ambientale e in perenne crisi energetica, dove il passato è proibito e il futuro non esiste. Si vive solo il presente, per il bene comune. Tutti omologati, tutti sanno già quello che si prospetta loro: produrre energia, o produrre figli. Finchè non viene fuori il classico granello di sabbia che inceppa l’ingranaggio, Picabo Swayne. Come dicevo prima è facile accostare questo libro ad Orwell e alla Lowry, ma io trovo che abbia qualcosa di diverso. Le due opere sopracitate, pur nella loro grandezza sia chiaro, mi hanno sempre trasmesso una freddezza infinita, come se gli autori stessi, nel descrivere quel loro mondo crudo e perverso abbiano voluto mantenere le distanze da esso. Qui invece (sarà il carattere mediterraneo degli autori) chi scrive ci fa vivere la storia con passione, ci catapulta in questo universo pulsante e malato, facendocelo scorrere sulla pelle, pagina dopo pagina. Picabo la protagonista la sento diversa da Jonas, forse più vicina al personaggio di Winston, ma dotata di una umana debolezza, di un carattere ben più forte e delineato. Riusciamo a vivere con lei i suoi stessi dubbi, le sue stesse emozioni. Siamo più coinvolti, insomma, a mio modo di vedere. Si fa leggere molto bene questo libro, nonostante non sia leggerissimo da digerire. Ci sono scene abbastanza crude ed esplicite, ma questo, trovo, è la sua forza. Assolutamente consigliato.
Una piccola lancia spezzata infine, se mi consentite, verso librerie ed editori. Per la prima volta ho capito la difficoltà nel catalogare un libro di questo genere. Il libro era collocato nello scaffale per ragazzi tra i 6 e gli 11 anni. Non sono per nulla d’accordo, vista la crudezza di certe scene (c’è almeno una scena di sesso quasi esplicito). Questo è un libro “adulto”. E’ mai possibile che ogni volta che in un libro i protagonisti siano adolescenti, questo venga automaticamente relegato nella sezione per bambini? Lo trovo sbagliato. Però… Però, lo devo ammettere, lo farei leggere volentieri a una classe di studenti delle medie, o ai miei figli e nipoti. E quindi? Quindi lo metterei nello scaffale dei libri “per tutti”, ma io adulto ne avvallerei la massima diffusione ad ogni livello. Semplice no?
Scritto a quattro mani da due autori italiani, "Picabo Swayne" è un romanzo distopico young adult da non perdere per tutti gli amanti del genere e che non ha nulla di che invidiare ai romanzi d'oltreoceano. L'ambientazione è in un imprecisato futuro, nella grigia e fatiscente città di Coldbay, circondata da rifiuti tossici e governata da un regime tirannico e totalitarista che controlla ogni aspetto della vita dei suoi abitanti. Picabo, la protagonista sedicenne di questa storia, è ormai abituata a vivere a Coldbay, non ha mai immaginato nulla di diverso. Inoltre nel suo mondo è consentito solamente pensare al presente e tutto ciò che riguarda il passato è stato distrutto. Però, quando sua mamma sparisce nel nulla (come del resto succede a tutti gli abitanti di Coldbay superata una certa età) e lei è costretta ad entrare nel programma di procreazione (obbligatorio per tutte le ragazze al compimento del sedicesimo anno) capisce che vivere così non è ciò che vuole e dentro di lei si accende la scintilla della ribellione. Grazie a una straordinaria, nonché vietatissima, macchina fotografica in grado di vedere indietro nel tempo, capisce che un passato diverso esiste, e la speranza per un futuro migliore la porterà lottare contro lo stile di vita imposto dal governo. La lettura del romanzo è stata piacevole ed entusiasmante. Lo stile di scrittura è molto scorrevole e gli aspetti di questo nuovo mondo dallo scenario distopico e post apocalittico sono ben descritti, riuscendo a sanare ogni dubbio che si presenta nella mente del lettore man mano che la storia prosegue. Trovo infatti che sia difficile ricreare un mondo diverso da quello in cui siamo abituati a vivere senza creare confusione. Ci sono infatti moltissimi ambienti, usanze, leggi, stili di vita, che differiscono totalmente da ciò che noi abbiamo appreso come "normalità". Ma gli autori sono stati molto bravi a fornire spiegazioni precise e semplici per ogni cosa. Ne risulta uno scenario del tutto credibile e tridimensionale, nel quale il lettore si può facilmente immedesimare. La storia poi l'ho trovata interessante ed è riuscita ad calamitare la mia attenzione fin da subito. Gli avvenimenti si susseguono in maniera uniforme e non mancano le scene di azione. Anche se la maggior parte di esse si manifestano nelle ultime 100 pagine, ho trovato che la divisione dei punti focali del romanzo non siano poi così nette come spesso avviene nella maggioranza dei libri. Siamo infatti di fronte ad un romanzo ben bilanciato, che ha l'enorme pregio di non creare punti "morti" nella narrazione. Dopo aver terminato la lettura ho avuto un presentimento (ma potrei anche sbagliarmi) di un seguito, perché alcune questioni rimangono in sospeso. E siccome sono rimasta soddisfatta da questo libro mi auguro proprio che sia così.
Picabo Swayne: Le storie della camera oscura è un libro un po' datato e anche poco conosciuto ma che, per un motivo o per un altro, non sono riuscita a togliermi dalla testa dopo averlo trovato e aver letto trama, alla fine quindi ho ceduto e ho deciso di acquistarlo e di leggerlo e mi è piaciuto davvero tanto! Picabo, la protagonista, vive a Coldbay e come tutti i cittadini è tenuta a vivere nel presente senza pensare al passato e, soprattutto, al futuro, a procreare (una volta compiuti i sedici anni) e dopo aver adempiuto ai suoi doveri di genitore dovrà contribuire a produrre energia per la città. Picabo è convinta che ciò sia giusto ed è pronta a seguire tutte le regole della società ma la scomparsa di sua madre (mandata al Grande Inceneritore dove, appunto, si produce l'energia) cambierà ogni cosa. Picabo Swayne presenta tutti gli elementi tipici dei libri distopici: una città da cui è impossibile uscire (in questo caso Coldbay è circondata su tre lati dalla Zuppa - quello che una volta era l'Oceano Pacifico ma che adesso è una distesa di rifiuti - e su un lato dalla Death Valley - che nessuno ha mai osato attraversare perché troppo insidiosa), una protagonista a cui gliene succedono di tutti i colori, un gruppo di Ribelli che non crede al Governo ed è convinto che fuori da Coldbay ci sia qualcosa di diverso, forse migliore, ad aspettarli. L'unico elemento innovativo è questa fantomatica macchina fotografica in grado di mostrare il passato e, forse, anche il futuro. Probabilmente chi ha letto tanti libri distopici non apprezzerà più di tanto questo romanzo perché, oggettivamente parlando, non aggiunge niente di nuovo al genere a me però ogni tanto non dispiace immergermi in storie prevedibili ma comunque coinvolgenti e le società presentate, pur dovendo seguire certi criteri, sono tutte diverse ed è interessante scoprire come funzionano. Anche gli insegnamenti sono un po' triti e ritriti (che cos'è la libertà, il futuro è già prestabilito o lo determinano le nostre scelte e le nostre azioni?) ma ogni tanto un promemoria non guasta. Inoltre mi è piaciuto molto come i due autori hanno inserito la macchina fotografica e le funzionalità che le hanno dato (anche se dopo un po' viene praticamente dimenticata). I personaggi non sono male ma, purtroppo, nessuno è riuscito a distinguersi e a conquistarmi. Gli autori però hanno toppato alla grande per quanto riguarda la parte romantica, gestendo malissimo tutte le relazioni: "Ti amo" detti dopo cinque minuti di conoscenza, baci dato a caso, personaggi che si ritrovano insieme dopo aver scambiato sì e no cinque parole, insomma non c'è un minimo di sviluppo e, a parer mio, sarebbe stato meglio non inserire nessuna storia d'amore. Il finale in parte mi ha soddisfatto e in parte no: Picabo Swayne funziona bene anche come standalone ma non mi sarebbe dispiaciuto un seguito (che ormai è impossibile che esca visto che sono passati 7 anni dalla pubblicazione di questo volume) dato che alcune questioni rimangono apertissime e verso la fine si scoprono nuove cose che meritavano un approfondimento.
Una piccola meraviglia, questo romanzo distopico per ragazzi (dai 12 anni in su, visti i contenuti non proprio all'acqua di rose) che affronta, in maniera avventurosa e per niente banale, temi estremamente complessi come quello della libertà personale e delle responsabilità individuali verso la società. Il tutto in un'ambientazione post-apocalittica claustrofobica e coerente, dove ognuno è vittima di un sistema che schiaccia gli individui, in nome di un presunto benessere collettivo. Consigliatissimo per gli adolescenti (il romanzo è pieno di skateboard e intrecci amorosi, senza farsi mancare qualche scena d'azione), ma anche i più grandi troveranno qualche motivo per apprezzarne la lettura.