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Il diavolo al Pontelungo: Romanzo storico

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Questa rievocazione dei fatti di Bologna del 1874 (un tentativo insurrezionale ispirato alle dottrine anarchiche di Bakunin) non solo è convincente, condotta con garbata ironia ma senza sottrarsi al dovere di comprendere la valenza storica di quei fatti e la società in cui nacquero, ma per quasi tutto il volume l'autore sa catturare l'attenzione del lettore (solo in pochi punti eccede in qualche lungaggine superflua) con un'accorta strategia di sceneggiatura e con un'apprezzabile verve linguistica. Anche le parti palesemente d'invenzione (colloquio tra Vittorio Emanuele II e Minghetti, ad es.) hanno piena ragion d'essere e concorrono a formare un affresco ricco, sostanzioso e di bello stile.

416 pages, Paperback

First published January 1, 1927

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About the author

Riccardo Bacchelli

72 books4 followers
Riccardo Bacchelli was an Italian writer.

His first novel was "Il filo meraviglioso di Lodovico Clo’" (The wonderful thread of Lodovico Clo). Then he wrote "La città degli amanti" (The City of Lovers). He was one of the founders of the Bagutta Prize. His more popular work was "Il mulino del Po" (The Mill on the Po), (1938–1940). A film from the novel was released in 1949.
Later novels from 1967 to 1978 include: "Il rapporto segreto" (The secret relationship), "Afrodite: un romanzo d'amore" (Aphrodite: a love novel), "Il progresso è un razzo" (Progress is a rocket) and "Il sommergibile" (The submarine).

Riccardo Bacchelli was a member of the Royal Academy of Italy. He was awarded the Knight Grand Cross of the Order of Merit of the Italian Republic in 1971.

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1 star
2 (2%)
Displaying 1 - 13 of 13 reviews
Profile Image for Dagio_maya .
1,112 reviews350 followers
August 28, 2024
Mi sento ideologicamente compromessa per avere una visione oggettiva di questo romanzo che comunque considero positivamente dal punto di vista letterario.

Romanzo storico che ha come protagonista Michael Bakunin e tutta la compagine anarchica della seconda metà dell’800.
La prima parte è ambientata a Locarno dove Bakunin si è rifugiato.
Raggiunto dall’anarchico italiano Cafiero, accetta la proposta di quest’ultimo di acquistare una proprietà.
L’idea è quella di fingere un abbandono delle idee sovversive a favore di un’apparente vita borghese.
Cafiero ha grosse disponibilità economiche dopo aver ricevuto un’eredità ma il suo intento è quello di contribuire alla causa.
Comprano così una grande (e malmessa) casa chiamata La Baronata nome che titola tutta la prima parte del romanzo.
In realtà, quello diverrà luogo di rifugio di molti anarchici (in fuga o puramente attratti dalla figura di Bakunin) dando vita ad una sorta di comune con esiti discussi e discutibili.
La seconda parte del romanzo s’intitola “Bologna”, città dove si cercherà di organizzare una rivolta…

A mio avviso, non aveva torto Luigi Bakunin (nipote) quando nel 1928 rese pubbliche le sue rimostranze nei confronti di questo romanzo.
Se dal punto di vista storico è abbastanza fedele, certamente la penna dello scrittore è avvelenata alquanto nei confronti del suo protagonista e dell’anarchia tutta.

Tutto si gonfia come un palloncino a cui basta un ago per scoppiare e ridursi ad una cosa ridicola.
Riconosco che un romanzo storico non possa essere opera oggettiva e l’immaginazione sia assolutamente lecita.
E’ giusto che lo scrittore abbia modo di interpretare la storia secondo la sua visione.
E’ un suo diritto tanto quanto quello di chi legge di non condividere, irritarsi e storcere il naso di fronte ad una Storia che è ridotta a storiella.
Profile Image for Ivan.
361 reviews52 followers
February 15, 2018
Lessi il libro, un prestito da una bibliotechina parrocchiale, quasi quaranta anni fa e mi piacque molto, per quell'ironia e quella bonarietà con cui Bacchelli descriveva Bakunin e gli idealisti anarchici nei loro sogni così distanti dalla realtà viva, dal quotidiano misurarsi con la vita vera, che li avrebbe infine ingloriosamente respinti e condannati al fallimento. Pur non condividendo l'ideologia e la pratica rivoluzionaria, l'autore riusciva a coglierne il nocciolo centrale con affetto, disincanto e anche con nostalgica malinconia. Almeno così a me sembrò, allora. Mi è rimasta una curiosa malinconia che mi ha spinto a ricercare questo libro ormai quasi scomparso dalle librerie.
Profile Image for Mauro.
63 reviews17 followers
May 8, 2020
“La rivolta dei santi e degli indemoniati, che io invoco e preparo, non ha da essere l’esecuzione di un piano teorico di quattro o quattrocento chiappanuvole. Non muterà gli stati, ma abolirà lo stato, non darà autorità e potere a un nuovo governo. Perché distruggerà governo, potere autorità. E io, la inizierò e che la scatenerò, avrò la tristezza e la degradazione dell’essermi dovuto imporre, uomo, agli uomini, d’aver dovuto dominare e comandare. E dunque io per primo non mi fiderò più, dopo, di me stesso, e desidero fin d’ora che il giorno prima dell’età nuova sia per me l’ultimo della mia vita mortale. Io sentirò vergogna di vivere fra gli uomini liberati da me, perché avrò dovuto comandarli”
Bakunin ormai di salute malandata, senza più un soldo e reduce dalle tante sconfitte sia sul campo che all’internazionale socialista, vive in una locanda a Locarno. Quando il giovane Carlo Cafiero va a trovarlo e gli espone il suo piano per dare vita a delle rivolte in Italia che porteranno alla rivoluzione internazionale, il suo animo torna ad ardere. Cafiero ha ereditato una grande somma e vuole metterla a disposizione della causa dell’internazionalismo anarchico. Insieme elaborano il piano che si sviluppa in due fasi: acquistare una tenuta in cui andrà a vivere Bakunin per fare credere alle autorità che ormai ha abbandonato i suoi ideali rivoluzionari e si è ritirato a vita privata tra le comodità e gli agi; la tenuta, in oltre, servirà per far fruttare il patrimonio ed avere maggiori risorse da devolvere alla causa rivoluzionaria. Raggiunto questo obiettivo si potrà passare alla seconda fase, la sollevazione, a partire dalle zone dell’Emilia Romagna in cui diverse sezioni socialiste sono attive e le proteste per una deludente politica post unitaria si sommano a quelle per la crescente povertà. Il piano in realtà si dimostrerà di difficile attuazione. Bakunin e Cafiero si riveleranno pessimi nella gestione del patrimonio che venne sperperato nei lavori della villa “La Baronata”, del podere e nell’ospitalità a chiunque ne facesse richiesta. L’arrivo della moglie di Cafiero metterà in luce queste criticità e spingeranno i due ad un aspro litigio, in seguito al quale, Bakunin maturerà la decisione di abbandonare la Baronata e recarsi in Italia senza il suo compagno Carlo Cafiero. Una volta giunto a Bologna, nelle spoglie del ricco tedesco Armfeld inizierà il suo ultimo tentativo di innescare una rivolta che avrebbe dovuto investire il mondo intero, abbattendo ogni stato, governo e regime.
Ho iniziato a leggere questo libro per caso e con scarso entusiasmo. Avevo ordinato dei volumi che tardavano ad arrivare, ho visto questa vecchia edizione in libreria (del 1972) e ho iniziato a leggerla. In realtà si è rivelata una bellissima scoperta. E’ un romanzo storico ricco di avvenimenti e personaggi reali. La prosa è antiquata quindi ho dovuto abituarmi un po’ prima che la lettura divenisse scorrevole ma è stato assolutamente appassionante. I dialoghi sono stupendi e conditi con un’ironia eccezionale. Racconta la parabola di Bakunin, uscito sconfitto dall’internazionale, tenta un’ultima volta di realizzare il suo sogno. Essendo un romanzo, ai fatti storici, si aggiunge l’umanità dei personaggi che rende la lettura piacevole e stimolante. Devo ringraziare i ritardi del corriere perché altrimenti, con tutta probabilità, non l’avrei mai letto.
Profile Image for Gaglioz.
355 reviews13 followers
June 16, 2021
Una sofferenza, e per diversi aspetti.
Il sottotitolo lo cataloga come romanzo storico; credo che questa proclamazione tenda a prevenire critiche (in effetti sopraggiunte, da parte di un nipote di Bakunin, piccato dal modo in cui è stato rappresentato il nonno) a un romanzo più che altro grottesco.
Vi si raccontano due vicende correlate, inizialmente pubblicate separatamente.
La prima ("La Baronata") è imperniata sulla nascita di una comunità utopistica-comunista ma non marxista-internazionalistica di anarchici, per qualche anno operativa nei dintorni di Locarno.
Bakunin e Cafiero, del tutto vergini di qualsiasi nozione di agricoltura e di economia, setacciano il territorio alla ricerca di un podere dove occultarsi per qualche tempo, far decantare le ricerche delle polizie, dare ospitalità ai compagni che ne avessero bisogno, produrre per la sussistenza e magari per il mercato. Dopo accurate ricerche, eccoli acquistare a un prezzo astronomico la villa più desolata, nella posizione più infelice, sul suolo più sterile. Eccoli impegnare in lavori assurdi l'eredità che Cafiero ha voluttuosamente messo a disposizione del suo mentore, eccoli in balia di giardinieri e muratori arraffoni, eccoli ad aggiungere decine di posti a tavola per compagni veri o presunti, leali o infingardi, pronti a insediarsi a tempo indeterminato o, almeno, finché i soldi non saranno esauriti o la villa stessa non sarà implosa nell'imperizia.
Gli anarchici passati alla storia qui sono dunque ritratti come idealisti del tutto ignari dei lati pratici della vita: non solo ingenui, ma autentici minchioni, che sarebbe un peccato non gabbare. Le contraddizioni fra la dottrina politica e la vita quotidiana sono impietose, stridenti, sottolineate fino a ridurre a ridicole macchiette tutti i personaggi (in certe pagine, sembrano proprio deficienti).
La seconda parte ("Bologna") ricostruisce, sempre con gli stessi toni garruli, il tentativo abortito di una sollevazione a Bologna.
La prosa di questo romanzo del 1927 - pe di più - avanza a stento, farraginosa. L'ortografia degli accenti è oscillante; il lessico è astruso.
Profile Image for Violino Viola.
264 reviews33 followers
November 21, 2023
Impossibile non innamorarsi di Bakunin e la sua banda, così adorabilmente sognatori, candidi e ingenui! Non so se veramente Bakunin e i suoi compagni fossero così sprovveduti ma il racconto di Bacchelli, che li dipinge così, rende molto bene l'animo candido necessario per essere anarchici...ovvero riporre così tanta fiducia nel popolo, che in realtà non la merita affatto, che spesso è causa dei suoi mali, che è capace delle paggiori nefandezze e che se la prende con chi cerca di migliorare le sue condizioni. Lo stile di Bacchelli è antiquato e desueto (e l'ho adorato anche per questo) ma la storia di un popolo masochista che acclama sempre l'oppressore è sempre attuale. Abbasso l'esistente!
Profile Image for Lorenzo Melcarne.
34 reviews4 followers
August 12, 2025
cito il nipote di Bakunin che ben rappresenta il libro:
"Ma che cosa ha voluto scrivere Bacchelli, un libro storico o polemico? Se fosse un libro storico, dovrebbe avere almeno la qualità di rappresentare i fatti nel modo più oggettivo possibile. Se invece è un libro polemico, non è stato scritto in nome della verità."

Vorrei solo aggiungere che le gli unici punti forti di questo libro sono i documenti storici e le testimonianze a fine del libro.
Profile Image for Francesco Venturi.
19 reviews1 follower
February 25, 2022
Il diavolo a Pontelungo di Riccardo Bacchelli.

Il libro è (dovrebbe essere?) un romanzo storico che narra le vicende di Bakunin e di altri anarchici (Cafiero, Costa, Anna Kuliscioff...) negli anni 1873-74.
il tono è molto ironico e, se da un lato guarda con una certa simpatia i protagonisti, dall'altro spesso punta a mettare alla berlina le figure degli anarchici del tempo.
Per questo, sebbene godibile, l'opera ha diversi punti in cui mi ha fatto storcere il naso, soprattutto nella prima parte che si concentra sull'esperienza de "La Baronata", una villa che Cafiero comprò a Bakunin dove si ritrovarono parecchi "internazionali".
In particolare si ha la sensazione che Bacchelli sottometta i fatti storici ai fini letterari per far passare Bakunin e Cafiero come - nel migliore dei casi - degli ingenui teorici che non capiscono niente a livello pratico e si fanno raggirare da chiunque.
Più o meno le stesse critiche furono mosse a Bacchelli quando il romanzo uscì e lui si difese dicendo sostanzialmente che, in quanto romanziere, era suo diritto. A questo proposito cita illustri predecessori: Manzoni, Tolstoj...Ma proprio questi autori, quando hanno scritto i loro romanzi storici hanno proprio tracciato una linea netta: i personaggi storici sono "vittime" di uno spietato determinismo da cui non si possono muovere, per loro si può, al limite, ricamare negli spazi oscuri; i personaggi inventati sono invece portatori di tutta la libertà letteraria possibile. Altrimenti, secondo il mio modestissimo parere, non fai romanzo storico ma altro.
84 reviews3 followers
August 24, 2017
Uno stile moderno e frizzante... Questo libro sembra scritto tra la fine del Settecento e l'inizio dell'Ottocento, una prosa che al giorno d'oggi esaspera e irrita il lettore (se non il lettore in senso lato, almeno me di sicuro). Ma davvero l'autore è del Novecento? Mi volete dire che avrebbe potuto incontrare Kafka o Joyce in un caffè, una pipa e una birretta, e intraprenderci una conversazione? E in che lingua, il dolce stilnovo? Ma dai, pare di leggere il Manzoni.
27 reviews
July 20, 2021
Romanzo storico estremamente interessante, la prima parte è molto lenta ma curiosa, la seconda che si occupa della rivolta a Bologna è scorrevole e piacevole
Profile Image for Gianni.
76 reviews2 followers
February 6, 2024
"L'idea è una bella cosa, e siamo tutti qui per servirla, ma non ci piacerebbero le fucilate"
252 reviews1 follower
January 29, 2025
"RICCARDO BACCHELLI
IL DIAVOLO AL PONTELUNGO
(1927)
""Andrea Costa; patria: il mondo; professione: cospiratore""
""Che questa gente, che vuol tutto uguale, per quanto mi dite si divide di già in frazioni. Bene, non avranno più nazioni, avranno le frazioni ""
Ma soprattutto mi ha fatto male constatare che già 100 anni fa le rivoluzioni si sognavano, pochissimi le tentavano e il resto si lamentava sia del governo che dei rivoluzionari"
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