Brian Johnson ha una cotta per il capo che dura da troppo tempo e zero speranze di vederla concretizzata. Almeno finché Philip DiMarco non si accorge di lui, e la sua cotta impossibile rischia di diventare possibile. Peccato non faccia in tempo a crederci un minimo che subito arriva l’ennesimo tentativo non richiesto di sua madre di trovargli un ragazzo. Patrick Collins è irritante, pomposo e da subito lo guarda dall’alto in basso, metaforicamente e non. Insomma, un vero stronzo. Eppure, fra un caffè amaro e una visita in ospedale, fra una partita a biliardo e una pagina di diario, Patrick comincia a diventare una presenza stabile e ingombrante nella sua vita, mentre Phillip rivela parti di sé che Brian non conosceva. Possibile che abbia individuato lo stronzo sbagliato? Per chi fra i due varrà la pena colmare i quattro passi di distanza a cui tiene tutti? INFO SUL LIBRO "A quattro passi di distanza" è uno stand alone.
coma di un personaggio secondario, gaslighting, menzione di outing
scene di sesso esplicite, tradimento, uso moderato di alcol
Una bella commedia romantica. Ho apprezzato molto lo stile, scorrevole e ironico, i dialoghi frizzanti. Alcune cose, di Patrick e della parte finale, mi sono risultate un po' meno convincenti del resto, ma resta decisamente una bella lettura e un libro coccolo che merita assai.
Piaciuto moltissimo. Brian è un ragazzo che ha una cotta perenne per il suo capo e una madre che tenta a tutti i costi di accasarlo. Supportato da amici e da un tassista un po’ particolare, si troverà ad affrontare una relazione malsana con Phil (il suo capo), uno strano rapporto di odio/amore con Patrick e una situazione drammatica con la madre. Il libro è stato molto divertente ma ha toccato anche un argomento importante, quello del Gaslighting. La manipolazione che Brian subisce da parte di Phil è chiara a tutti meno che a lui e quante volte abbiamo visto questa cosa accadere nella realtà. Quindi bravissima l’autrice che ha trattato il tutto in modo equilibrato, alternando momenti allegri a momenti meno allegri, rendendo la lettura molto scorrevole.
A quattro passi di distanza è il primo romanzo di Venda J. Croft ed è una lettura coinvolgente e piacevolissima, che sa colorarsi di ironia e ilarità, ma che affronta situazioni e argomenti dolorosi e complessi. Brian, il protagonista, è un giovane uomo cui ci si affeziona facilmente. Mi ha fatto sorridere con il suo rapporto "intimo" con la sfortuna e mi ha commosso con la sua insicurezza, che lo porta ad essere diffidente eppure tremendamente vulnerabile. È umanissimo e vero nei suoi pensieri e nel suo modo d'agire, imperfetto e reale con il suo modo di fare affettuoso che, però, sa diventare scostante tagliente e non sempre a ragione. Ho compreso così a fondo i suoi sentimenti ed emozioni, che lo avrei voluto abbracciare e consolare anche quando si comportava sconsideratamente. È stato appassionante vedere come, pian piano, abbia aperto gli occhi sulla realtà che stava vivendo, lasciando cadere pregiudizi infondati e quei filtri di abbellimento che, smussando e levigando l'immagine, non gli permettevano di cogliere i segni e di essere obiettivo. Al suo fianco ci sono familiari, amici, nemici presunti o sotto mentite spoglie, nonché un tassista sui generis (adorato 😍) che rendono la lettura movimentata. C'è tanto su cui riflettere tra queste pagine e la cosa meravigliosa è che lo si fa mentre si ride o ci si commuove. Le pagine volano sotto gli occhi con un ritmo allegro e uno stile fluido e accattivante. L'immagine di copertina è perfetta. 4 stelle e mezzo Hugs&kisses
4.5!! Ho amato questo libro: per quanto sia abbastanza leggero, vi sono tematiche da non sottovalutare, come la manipolazione e il gaslighting. recensione completa presto sul profilo @lettricestressata! grazie venda per questa possibilità di leggerlo in anteprima ❤️
Voto: 4.5 RECENSIONE A CURA DI ELYXYZ Ci sono libri con cui entri in sintonia fin dalle prime righe e non riesci a staccarti dalle pagine, ed è quello che è successo a me con “A quattro passi di distanza”, opera di un’autrice nostrana che terrò d’occhio in futuro (sì, so che sembra quasi una minaccia, ma non lo è, signora autrice!), perciò cominciamo con qualche considerazione random: Brian è un ventottenne che lavora presso un giornale come correttore di bozze ed è segretamente cotto del suo capo quarantenne, un uomo bello, sofisticato e irraggiungibile… fino a quando non lo è più, perché inizia a flirtare con lui in modo più o meno spudorato. Dato che sua madre cerca di accasarlo con ogni cosa che respiri, Brian non crede al doppio miracolo – smettere di avere la mamma che gli ansima sul collo e fare sesso con l’uomo per cui spasima da secoli – e inizia questa frequentazione particolare. Nella sua vita, Brian è benedetto con un gruppo di amici fraterni che ci sono sempre per lui al momento del bisogno, che tifano per lui e che non lesinano in tirate d’orecchi all’occorrenza. Ho amato molto questo gruppetto e l’affiatamento che dimostra. Continua sul nostro blog!
Ci sono libri con cui entri in sintonia fin dalle prime righe e non riesci a staccarti dalle pagine, ed è quello che è successo a me con “A quattro passi di distanza”, opera prima di un’autrice nostrana che terrò d’occhio in futuro (sì, so che sembra quasi una minaccia, ma non lo è, signora autrice!), perciò cominciamo con qualche considerazione random: Brian è un ventottenne che lavora presso un giornale come correttore di bozze ed è segretamente cotto del suo capo quarantenne, un uomo bello, sofisticato e irraggiungibile… fino a quando non lo è più, perché inizia a flirtare con lui in modo più o meno spudorato. Dato che sua madre cerca di accasarlo con ogni cosa che respiri, Brian non crede al doppio miracolo – smettere di avere la mamma che gli ansima sul collo e fare sesso con l’uomo per cui spasima da secoli – e inizia questa frequentazione particolare. Nella sua vita, Brian è benedetto con un gruppo di amici fraterni che ci sono sempre per lui al momento del bisogno, che tifano per lui e che non lesinano in tirate d’orecchi all’occorrenza. Ho amato molto questo gruppetto e l’affiatamento che dimostra. Una menzione d’onore va al tassista Dylan, “grillo parlante” e confidente autoeletto, fa anche un po’ da fata madrina a Brian nei frangenti di necessità e i loro incontri sono davvero memorabili! Brian ha anche un diario, che è un po’ un altro confidente e un po’ flusso di coscienza, ma non voglio rovinarvi la scoperta del loro rapporto. Quello di cui vorrei parlare ora è il co-protagonista, ossia Patrick, che è amico di famiglia, presente come il prezzemolo e odiato da Brian per un approccio malriuscito fra i due e malintesi vari. Patrick è considerato uno di famiglia dai genitori di Brian, che sperano di accasarlo con lui prima di sapere dell’esistenza di Philip. Ora, Patrick ha la sindrome del santo martire, per quanto mi riguarda, perché – oltre a essere figo, generoso, presente e discreto – ci rimette di suo per non turbare gli altri. Il sottotitolo di questo libro potrebbe essere “Tutti pazzi per Brian”, ma solo leggendo capirete perché. Di questo libro ho amato lo stile incalzante dell’autrice; l’ironia che traspare mi ha catturata e mi ha invogliata a continuare pagina dopo pagina, perché non riuscivo a staccarmene. Le disavventure amorose e la vita quotidiana di Brian incontrano alcuni momenti drammatici e toccano alcuni argomenti delicati, ragion per cui vi invito a leggere gli avvertimenti per una lettura consapevole, anche se non credo, personalmente, che possa turbare l’animo dei lettori. Devo ammettere che ben due personaggi hanno suscitato in me sentimenti ambivalenti: uno è la madre di Brian che ama suo figlio con tutto il cuore, ma è prevaricatrice e impicciona in modo patologico; l’altro è Philip, il terzo incomodo, che è stato realizzato proprio bene: è il cattivo, ma non così cattivo, tanto che arrivi a detestarlo, sì, ma sai che anche lui ha fatto cose buone per Brian. Avrei preferito fosse uno stro**o a tuttotondo, ecco. Sarebbe stato più facile da odiare! Tra personaggi buoni e meno buoni, la chimica scoppiettante di questa storia si fa sentire, rendendola una narrazione ben costruita e ricca di sentimenti ed emozioni, con qualche colpo di scena ben piazzato. Non so se sono riuscita a rendere l’idea di quanto mi sia piaciuto e di come la poliedricità dei suoi personaggi mi abbia colpito, ma questo libro merita di essere letto e ve lo consiglio di cuore!
Ve lo devo dire? Questo Romance MM in stile Bridget Jones mi è piaciuto moltissimo! Con l'esordio di UNO COLLETTIVO, abbastanza interessante e fresco di Venda J, Croft. Ha una scrittura fluida, scorrevole, che ti crea quella curiosità e attenzione mentre racconta le spiacevoli disavventure sentimentali e non del nostro protagonista, abbastanza cervellotico e riflessivo, Brian Johnson, che come già anticipato, è una specie di disastrosa Bridget in salsa maschile e MM che ci piace! Un ragazzo che racconta semplicemente ogni sua elucubrazione mentale, dalla più divertente, a quella inverosimile, o soffermandosi su dettagli di “poco conto” che invece per lui acquistano considerazione alla costruzione del suo essere. Brian si racconta con i suoi innumerevoli dubbi, fissazioni, gioie, paure e il sentirsi spesso sopraffatto della delusione che la vita gli (ci) regala. Brian si presenta, si delinea e si mette a nudo con noi attraverso il suo migliore amico: il suo diario. Non voglio dirvi di più perché merita di essere letto e poi, forse sono di parte, ma amo quelle storie SLOW BURN. Le leggo e le scrivo. E, soprattutto, dove i personaggi maschili parlano dei loro sentimenti senza tabù o sentendosi non conformi alla società che gli vorrebbe “normali” che poi, non dovrebbe già essere questa la normalità?
Mi è piaciuto molto. La storia è narrata dal punto di vista di Brian, un ragazzo che ha una cotta per il suo capo Philip da anni, che ad un certo punto inizia a flirtare con lui. Inizieranno a frequentarsi ma poi nella sua vita ricompare un vecchio amico di famiglia Patrick. I rapporti tra i due non iniziano nel migliore dei modi, con Brian che non lo sopporta. Non aiuta poi il fatto che Philip e Patrick si conoscano già e che il rapporto tra i due non sia proprio amichevole. La storia è molto scorrevole, c'è questa specie di triangolo che alla fine si risolverà nella maniera per me più giusta e soddisfacente. C'è un po' di angst, molto spicy e un tassista che diventa un po' il grillo parlante/coscienza del protagonista. Un bell'esordio. Ho apprezzato molto anche i due disegni all'interno.🥰
Hey, fan di Bridget Jones, dico a voi! Prendete un Brian Johnson, disastro ambulante, un Philip DiMarco, capo affascinante e un po' manipolatore, e un Patrick Collins, ragazzo della porta accanto sexy, ma un po' str*nzo, e cosa otteniamo? Ma ovviamente questo bellissimo romance MM scritto da Venda J. Croft! Cosa succederà nel romanzo? E perché Brian tiene tutti a quattro passi di distanza, come suggerisce il titolo? Lo scoprirete soltanto leggendo! Con uno stile ironico, leggero, scorrevole e anche un po' sarcastico in alcuni punti, Venda vi trasporterà nella testa e nel cuore di Brian, e tra un diario da scrivere, figuracce, disavventure, incomprensioni, sesso e un pizzico di segreti e bugie, alla fine troverà il tanto aspettato lieto fine. 💛 Ma poi NON È STUPENDA QUESTA COPERTINA? Per me sì. Allegra e super carina, così come l'illustrazione del primo incontro di Brian e Patrick che si trova all'interno.
Dato che quest'anno è stato l'anno in cui ho riscoperto 'Bridget Jones' non potevo non recuperare questa sorta di versione gay della storia...
Brian condivide con Bridget il suo avere un diario, la sua sfortuna cronica, l'attrazione per gli uomini sbagliati, una mamma impicciona che lo vuole vedere sistemato a tutti i costi e un gruppo di amici che adora e da cui è adorato: contrariamente al film sono molto più presenti e ho adorato il focus su di loro (anche se il pay-off di una certa storyline riguardo un certo pg non mi ha soddisfatto interamente considerando che si trattava di una cosa grossa all'interno del gruppo), così come la dinamica tra Brian, Patrick e Philip (che sia un caso che i due spasimanti avessero entrambi un nome che iniziava per P?).
Philip risulta molto più pericoloso rispetto a Daniel Cleaver anche nelle fasi iniziali della sua relazione con Brian, ma ciò non inficia il colpo di scena in cui viene rivelata ufficialmente la sua natura e ho apprezzato che il romanzo seguisse fino a un certo punto il film perché la vicenda ruota per la maggior parte intorno a un evento inedito che permette a Brian di capire meglio chi tiene a lui, un evento realistico le cui reazioni dei personaggi sono state ben rese... solo che avrei voluto capire meglio il perché dei 4 passi del titolo e mi è spiaciuto arrivare alla fine e non avere una risposta completa alla mia domanda, solo qualche ipotesi del perché Brian tiene tutti a distanza (a meno che non si tratti del primo libro di una saga, esattamente come quella di Helen Fielding, per cui sapremo più del protagonista man mano che va avanti - non mi spiacerebbe sapere come si evolve la relazione tra lui e Patrick).
Concludo dicendo che tutti dovrebbero trovare un taxista di fiducia come Dylan: lui è stata davvero la ciliegina sulla torta!