⭐½
Delusione confermata
Quando si abbandona un libro, e lo si lascia in stand-by per tanto tempo, ti trascini sempre dietro una vocetta che ti ripete "eddai, su, e riprendilo! Non fare come al solito la bruttissima persona orribile che storce il naso e non concede seconde chance!".
In questo caso, poi, la morte dell'autrice aumentava i livelli di ansia/angoscietta/senso di colpa.
Inoltre, avendolo in cartaceo e avendolo messo in scambio su Acciobooks dopo averlo abbandonato, continuavo a ricevere richieste di gente interessata ad accaparrarselo. Sicché un pochino di dubbio che fosse valido e che io fossi, al mio solito, un'insensata lettrice che non capisce un cazz..ehm, ecco. Quel dubbio lì mi è venuto. E quindi me lo sono tenuto per il 10 dicembre, per fare ammenda nel migliore dei modi leggendolo per il compleanno dell'autrice. Che porella è morta, come vi dicevo prima. E vabbè, questo mi spiace.
Chiusa la parentesi di cui non frega nulla a nessuno, l'ho aperta solo per farvi capire un pochino il contesto che mi ha vista riprendere in mano questo libro e trasformare quel "non ci siamo" appena mormorato, seppur con un pelino di sdegno, qualche annetto fa in un "NO!" maleducato e tutto maiuscolo mugugnato in questi giorni.
Mi aspettavo un manualetto, anche rinunciabile volendo, su come viaggiare da sole. Un discorso da donna a donna, da disadattata trasformata in viaggiatrice solitaria e sgamata ad altre disadattate che vogliono viaggiare e diventare sgamate o che lo sono già e vogliono solo arricchire la propria sgamataggine o verificare le proprie skills.
E invece questo è tutto tranne che quel che promette.
Anzi, peggio. Perché se per la prima parte sembra una sorta di memoir della Perosino che si racconta e autocelebra, poi diventa un diario angosciante e a tratti supponente e a tratti ancor più autocelebrativo non solo dei suoi viaggi ma del suo modus peregrinandi, delle persone che incrocia, dei ricordi di bambina e anche di cose che col viaggio non c'entrano nulla! Né con quello solitario né col viaggio in generale.
Chiude con una botta di femminismo che, mi spiace, ma non ci stava nemmeno bene. Nel senso che non è che ce ne fosse tutto 'sto motivo.
Insomma, io non lo consiglio a chi vuole viaggiare, da sola o in compagnia. Di viaggio dice poco. Ma se volete sapere come viaggia la Perosino e perché e dove è andata e in alcuni casi con chi. Ecco. Allora potete prenderlo in considerazione.
Non è scritto male e a tratti scorre. Ogni tanto si inceppa, ma glielo perdoniamo.