Sono tornata bambina.
Se non proprio bambina, sono tornata ragazzina, quando la lettura di un libro mi coinvolgeva in prima persona, quando non era la (o il) protagonista a vivere ciò che accadeva, ma ero io che mi sostituivo a lei/lui e ogni parola, scelta, emozione, azione diventava la mia...
Non accadeva sempre, ma fin da bambina riuscivo a scovare quei romanzi in cui era facile entrare, era naturale diventare uno dei personaggi della storia (ok, preferivo il ruolo da protagonista: potete condannarmi per questo?) e per qualche ora, magari per qualche giorno, vivere una vita che non era certo la mia ma che mi sentivo cucita addosso come se lo fosse stata da sempre.
Apro Cuorenero (con quel titolo che mi ricordava tanto il titolo del mio blog: un cuore nero come l'inchiostro) e ci vogliono poche battute per ritrovarmi magicamente in Viola, ragazzina alle prese con due zie un po' strambe, una terza zia famosa scrittrice, Cornelia, misteriosamente scomparsa da qualche giorno, e un amore per niente segreto per i libri - soprattutto quelli scritti da zia Cornelia - incentrati sul bellissimo personaggio di Narcissus Stark.
Sono una ragazzina, mi sarà pur lecito innamorarmi perdutamente del protagonista di un libro? Certo!
E mi sarà altrettanto lecito credergli quando si presenta alla mia porta, credere che sia davvero lui, che sia uscito dal romanzo non si sa come, per ritrovarsi in carne e ossa davanti ai miei occhi? Certo, ancora una volta!
Ritorno per un momento la trentacinquenne che sono nella realtà per invidiare Viola, per immaginare se ci fosse un modo per scambiare la mia vita con la sua, per chiedermi quale sarebbe la mia reazione se mi ritrovassi alla porta, un giorno, un Edmond Dantès vivo e vegeto...
Può una vita d'inchiostro diventare reale? o viceversa?
Ma, domanda ancora più importante: mi sto davvero ponendo queste domande?
Bè, la risposta è fortunatamente solo una: nei libri tutto è possibile.
E allora continuiamo a vivere questa avventura, così piacevole e sognante, così ritmata e condita di colpi di scena, e auguriamoci che non finisca mai!
Il nostro augurio, per fortuna o purtroppo, diventa realtà: la storia non sembra concludersi e ci lascia con l'appetito non saziato, con la voglia di andare oltre e sapere cosa accadrà a Viola e Narcissus...
L'impatto con questo romanzo non può essere quello di lettrice precisa e matura: questa storia va letta con gli occhi di una ragazzina e vissuto come se si avesse quell'età. E' un romanzo che non va analizzato e vivisezionato per trovarci chissà quali errori, o incoerenze o magagne: bisogna solo viverla, e se il lettore ne è in grado, allora vuol dire che la scrittrice ha colpito nel segno.
Non mi resta che sperare che l'autrice continui a scrivere storie come queste, continui a far innamorare i piccoli e grandi lettori, a farli diventare amici dei libri e dei loro personaggi.
Un romanzo che metterò accanto a La storia infinita e a Cuore D'inchiostro, perché mi ha fatto provare sensazioni simili e altrettanto forti.
Grazie!