Paese colpevolmente trascurato, se non ignorato, dalla cultura italiana, la Corea possiede uno dei più vasti patrimoni di letteratura orale di tutto l'Estremo Oriente.
Le influenze cinese e giapponese e quelle ancor più forti del Buddhismo e del Confucianesimo non hanno sepolto o appittito la vivacità intrinseca del carattere originario coreano, particolarmente fantasioso.
In queste fiabe, la maggior parte delle quali mai tradotte al mondo, emergono alcuni elementi fondamentali: l'inviolabilità del rispetto tra padri e figli (e figli e padri); la considerazione degli animali, molti dei quali rientrano nel mito; il sostrato sciamanista del paese, al quale si rifanno tante storie di geni, spiriti, fantasmi; l'ideale dell'Amore, pur considerato dalla società, rigidamente strutturata in classi, un sentimento marginale; il sogno della metamorfosi, concepita come legge del contrappasso, e, soprattutto, la capacità di accettare un'endemica, sempre presente povertà, ma anche di impegnarsi per reagirvi.
Maurizio Riotto insegna lingua e letteratura coreane all'Istituto di Lingue Orientali di Napoli.
Tanto, tanto tempo fa, in un villaggio situato in una profonda vallata, viveva un povero taglialegna, chiamato Tŏkpo, che era un ragazzo oltremodo onesto e dall'animo gentile. Tutte le mattine Tŏkpo si alzava di buon'ora per recarsi a far legna sulla vicina montagna... Tanto tempo fa, C'era una volta, Un giorno... parole che ci fanno tornare subito bambini, che hanno il potere di evocare tempi lontani, figure leggendarie, vite semplici o straordinarie, eppure spesso dimentichiamo quanto questi componimenti siano legati alla storia e alla tradizione dei popoli cui si riferiscono. In Fiabe e storie coreane, Maurizio Riotto orientalista e professore di Lingua e letteratura coreana presso l'università degli studi di Napoli, ha raccolto tutta una serie di componimenti (alcuni dei quali mai tradotti in precedenza) che vogliono in qualche modo "far assaggiare" e avvicinare il lettore occidentale a quel grande e inesauribile bacino di storie, leggende, credenze e superstizioni, che è alla base del patrimonio letterario (orale e scritto) della Corea. Il volume, di circa 240 pagine, è suddiviso in 7 sezioni volte a presentare gli aspetti principali della vita del Paese del Calmo mattino. Genitori e figli, animali, amori e metamorfosi, incantesimi e prodigi sono solo alcuni degli argomenti trattati in queste "storie" (del resto, come afferma Riotto stesso nell'introduzione, troppo complesso, se non impossibile sarebbe distinguere tra mito, fiaba, saga e leggenda). E allora ecco comparire sulla pagina figli devoti e ingrati, monaci buddhisti, magistrati e re che riflettono la struttura sociale tipica della Corea del periodo Chosŏn, confuciana, maschilista e burocratica ma accanto a questi ci sono il genio della sorgente e il signore dei demoni, ninfe e animali parlanti, fanciulle coraggiose nel difendere la propria virtù e madri devote, un sostrato di usi e costumi che parlano una lingua diversa, e come sostiene Riotto, forse più antica in cui "il femminile" rivestiva un ruolo decisamente diverso e più centrale. Cosa dire, il mio consiglio è quello di perdersi tra le varie sezioni e le varie storie per scoprire anche i punti di contatto con il bacino favolistico occidentale e quello più ampio dell'Estremo Oriente. Vi capiterà così di incappare nella figura della rana riottosa di La rana verde che con il suo "kulgae, kulgae" fa sempre il contrario di quanto le viene detto da mamma rana, insomma il nostro bastian contrario 😂, oppure nel giovane taglialegna in cerca di una moglie affettuosa e del calore di una famiglia (Il taglialegna e la ninfa) forse la mia favola preferita di tutto il volume. Sì, perché nell'incontro con la ninfa del lago e nella sottrazione delle vesti divine ho ravvisato il punto di contatto con il mito giapponese della Tennyo e dell'Hagoromo (chi non ha amato Ayashi no Ceres, ve lo ricordate?). E ancora La volpe trasformista e i suoi tiri malvagi, del resto in Corea la volpe è sempre identificata come un animale diabolico, che tanta ispirazione ha dato anche al mondo della tv e dei K-drama, per arrivare alle fiabe più legate alla tradizione letteraria. In Storia di Ch'unghyang, Riotto ha presentato, in forma necessariamente rimaneggiata e ridotta, la vicenda d'amore più conosciuta e amata dal popolo coreano, quella della nobile e leggiadra fanciulla imprigionata per anni perché decisa a difendere il suo onore e l'amore per il giovane Mongnyong contro la prepotenza del prefetto di Namwŏn. E così via, le storie si susseguono e si affastellano sulla pagina: crudeli, buffe, magiche a tratti commoventi e al lettore non resta che farsi trasportare in questo mondo "esotico" e magnifico che è la Corea. Una raccolta che mi sento di consigliare a chi voglia un assaggio del patrimonio culturale coreano, una lettura unica, perché non ci sono altre raccolte del genere in lingua italiana, ma soprattutto interessante per gli apparati che la compongono. Assolutamente imperdibile è infatti l'introduzione di Maurizio Riotto che spiega molti dei tratti, delle simbologie e delle credenze che caratterizzano le fiabe della raccolta, così come le note che spesso approfondiscono varianti e tradizioni "regionali".
“Fiabe e Storie Coreane” è un libro a cura di Maurizio Riotto che è insegnante di letteratura e lingua coreana all’Istituto di lingue Orientali di Napoli, e che ha selezionato e tradotto una raccolta di fiabe e storie coreane, suddividendole all’interno di questo libro per argomenti.
Tali temi sono anche quelli alla base della mentalità della cultura coreana e all’interno del libro vengono raggruppati sotto i seguenti capitoli: “Genitori e figli”, “Animali”, “Geni, Spiriti e Fantasmi”, “Amori”, “Metamorfosi”, “Incantesimi, prodigi e altre stranezze”, “Cose di questo… e dell’altro Mondo”.
Premetto che sono una persona ignorantissima in questo ambito. So poco e nulla sulla storia della Corea e sulle influenze filosofiche e culturali che la caratterizzano, ed è proprio per questo che ho voluto cominciare a leggere qualcosa al riguardo. L'opinione che vi do sul libro è quindi l'opinione di una persona qualsiasi (che non ha seguito alcun corso universitario di letteratura coreana), molto curiosa e molto innamorata del Mondo (e della Corea).
Dalle storie raccolte emerge il rispetto, la lealtà e il senso dell’onore che sono emblematici del modo di pensare coreano, ma emergono anche altre credenze tipiche del popolo orientale come la metamorfosi e la filosofia buddista.
Ho trovato il libro davvero ben costruito con note precise e dettagliate riguardo ai termini che vengono utilizzati e alle zone geografiche dove le storie sono ambientate. Vi sono anche riferimenti ad alcune varianti molto diffuse nella letteratura orale, della fiaba riportata.
Come sottolinea il Professor Riotto la Corea è un Paese “colpevolmente trascurato, se non ignorato, dalla cultura italiana” e questo libro apre gli occhi sulle loro meravigliose tradizioni, e costituisce uno spunto di crescita intellettuale, permettendoci di cogliere all’interno delle storie le influenze dell’Oriente e arricchire, quindi, il nostro bagaglio culturale in merito, ma anche di crescita personale grazie ai valori e gli insegnamenti che queste storie mettono in luce.
La lettura di questo libro è incantevole, ci trasporta in terre lontane e, a seconda della fiaba in cui ci stiamo immergendo, ci può far commuovere, sorridere, divertire e soprattutto riflettere. Io l’ho adorato: era da tanto che non leggevo un libro di fiabe così bello.
Ho trovato il libro davvero ben costruito con note precise e dettagliate riguardo ai termini che vengono utilizzati e alle zone geografiche dove le storie sono ambientate. Vi sono anche riferimenti ad alcune varianti molto diffuse nella letteratura orale, della fiaba riportata.
Come sottolinea il professor Riotto la Corea è un Paese “colpevolmente trascurato, se non ignorato, dalla cultura italiana” e questo libro apre gli occhi sulle loro meravigliose tradizioni, e costituisce uno spunto di crescita intellettuale, permettendoci di cogliere all’interno delle storie le influenze dell’Oriente e arricchire, quindi, il nostro bagaglio culturale in merito, ma anche di crescita personale grazie ai valori e gli insegnamenti che queste storie mettono in luce.
Una raccolta di storie davvero bella!A traduzione permette di godere appieno della lettura perché resa molto semplice, adatta anche a chi è poi giovane. Ricca di informazioni relative alla storia della Corea che permette di capire maggiormente le storie qui inserite.