Il protagonista è un magistrato che ha appena varcato la soglia della pensione. Nella solitudine incandescente di una Rimini estiva, Franco si ritrova a difendere gelosamente la sua quiete assediata dal popolo dei vacanzieri, dal caldo e da una vicina di casa invadente: una giovane vistosa e misteriosa al punto da suscitare la curiosità e la tenerezza del maturo magistrato. In un presente nostalgico sullo sfondo di una città estranea prendono vita le figure femminili di un passato ricco di passioni: il grande amore per la moglie e il ricordo doloroso della madre che lo ha abbandonato; un vecchio caso giudiziario di una bellissima e sfortunata etiope uccisa dal figlio che porta Franco a inseguire l’immagine della propria madre e la sua esuberante e fosca bellezza. Nel corso del romanzo, tra episodi così diversi tra loro si alternano passaggi ironici e surreali: Rufini è bravissimo a giocare col lettore attraverso un abile uso dei più diversi registri narrativi, riuscendo a restituire tutto un universo psicologico e culturale dal quale scaturiscono personaggi tratteggiati a tutto tondo e caratterizzati efficacemente.