Recensione difficile da fare. Credo sia un libro (racconto?) stratificato, denso che per me è rimasto davvero sfuggente. Ho capito solo in parte e poco, nonostante fossi davvero curiosa di sapere. Vorrei informarmi meglio e magari rileggerlo in futuro. Si tratta di un racconto ricco di riflessioni, brandelli di ricordi, con un susseguirsi di eventi passati autobiografici.
Il prologo è la parte che ho preferito, mi è sembrato un breve accenno distopico / fantascientifico del quale, però, non ho saputo coglierne la motivazione. Dovrebbe essere un testo per preparare il lettore al resto del racconto...ma in che modo esattamente? Ecco la prima cosa che non ho capito con certezza. In questa parte la protagonista, insieme a molti altri, si dirige in treno verso la "Sala da tè della Signora Meng", un luogo dove potranno bere del tè e rimuovere i ricordi dolorosi, precipitando nell'oblio, mentre chi si rifiuta rimarrà per sempre in una sorta di limbo. Questa narrazione surreale è forse una metafora di quanto raccontato a seguito? Quindi lei sceglie di non dimenticare, di non rimuovere, e di riportare la sua esperienza in questo racconto?
Infatti, a seguito inizia la parte principale del libro: "Memoria autobiografiche", dove l'autrice ripercorre la Rivoluzione Culturale filtrata dalla sua esperienza e da quella del marito.
Infine, la Postfazione (Il manto dell'invisibilità) l'ho apprezzata. Una riflessione finale con un ragionamento per assurdo in cui l'autrice si interroga sul ruolo della memoria (che poi collega difatti tutte le parti del testo).
In generale ho apprezzato questo scritto e sono certa di poterne trarre ancora tanto, avrei voluto però essere più informata ancor prima di iniziarne la lettura (N.B. un ringraziamento a chi ha inserito le diverse note esplicative che sono state fondamentali per capire molte parti!).