Con questo terzo volume, Echo arriva a metà del suo cammino.
Dopo lo scontro nel deserto tra Julie e Cain, Dillon è comprensibilmente sconvolto per i poteri mostrati dai due. E quando tenta di strattonare Julie per ottenere delle risposte, non fidandosi più di lei e ritenendola anzi complice nella morte di Annie, il metallo della tuta reagisce stordendolo e quasi uccidendolo.
Sarebbe contento di terminare l’opera Cain, che ha raggiunto praticamente illeso i due, ma Julie reagisce di nuovo. O meglio, reagisce la sua tuta… una grandissima esplosione, altro metallo che si aggiunge sul suo corpo (con conseguenti problemi logistici che andrà poi a esporre).
Per fortuna Dillon si sveglia, e i due vengono contattati da Ivy che li informa della presenza del dna di Annie nella tuta. Il che spiegherebbe anche il perché a volte Annie si sovrappone a Julie.
L’agente però abbandona la caccia (più che caccia, opera di convincimento psicologico dato che ha giustamente paura dei poteri di Julie e si tiene a debita distanza) quando riceve notizia che la propria figlia si è presa la meningite.
E’ stata salvata, ma rimarrà sorda… la donna prende una decisione importantissima quando la avvisano che le analisi fatte sul dna di Julie prima e dopo l’esplosione mostra delle grosse anomalie: a parte che adesso la donna dispone di due corredi di dna allo stesso tempo -impossibile ma vero-, mentre prima aveva una predisposizione al cancro, ora questa è scomparsa. E lei è più sana di quanto non sia mai stata in vita sua.
E’ questo a fare scattare la molla.
Annie è stata uccisa perché voleva far spostare fondi dall’uso bellico del metallo all’uso biologico e medico.
Ora il capo del progetto vuole eliminare ogni prova, per motivi suoi, e ha assoldato anche uno scienziato coreano che sembra essere riuscito a trovare il modo di distruggere il metallo. Ospite umano compreso.
Will è contrario, ma non ha voce in capitolo. E Will è la persona che Annie ha detto dovrà essere contattata da Dillone Julie, se vogliono salvare il mondo. E loro stessi. E magari vendicarne la morte, già che ci siamo.
E a tutto questo aggiungiamo una Pam fuggita dal centro di cura, e in grossa crisi? Ma si, aggiungiamola!
La storia continua a piacermi, anche se questo volume è sembrato durare meno degli altri, purtroppo.