Storia raccontata in forma di soliloquio da due sorelle, Clara e Virginia, dal carattere diametralmente opposto. Entrambe, giunte alla vecchiaia, ripensano e raccontano della loro vita di ragazze di buona famiglia votate a mantenere viva la tradizione e salvaguardare le apparenze.
Apre le danze Clara, la zitella, quella che è rimasta con i genitori fino alla fine, che ha schivato qualsiasi occasione di trovare l’amore e che a me ha fatto subito simpatia; da l’impressione di essere una persona estremamente orgogliosa, intransigente, rigida nei modi e parca nelle dimostrazioni d’affetto. Con la Clara non si sgarra!
Continua poi Virginia, la sorella ribelle, egoista e piuttosto vanitosa. Memore del racconto di Clara, partivo piuttosto prevenuta nei suoi confronti. Invece leggendo la sua versione dei fatti, Virginia mi ha suscitato tenerezza e tristezza allo stesso tempo; dalle sue parole, traspare una persona estremamente insicura, molto sola e, nonostante le apparenze, di carattere molto più debole rispetto alla sorella. Attraverso i due racconti, il lettore può comprendere quale sia la ragione che sta alla base del muro, dell’incomunicabilità che si è venuta a creare tra le due sorelle...
Mi è piaciuta un sacco questa impostazione in cui il lettore viene fatto partecipe delle due versioni (perché ci sono sempre due versione dei fatti). Il libro è molto scorrevole e di facile lettura.
Lo consiglio, specie se vi piace il Trentino.
PS: ‘Scolta Isabella ma poi, alla fine, la Clara e la Virginia hanno risolto?