Benvenut*, o' car* lettor*: se stai leggendo questa recensione, significa che: a. stai guardando nel posto giusto per un fantasy giovane e fresco e b. non hai idea su come approcciarti al libro perché, andiamo, siamo tutt* un po' scettic* sui titoli che non conosciamo: sono così anche io, dunque non fartene una colpa.
Cosa possiamo dire di questo romanzo?
"The Hunt: Che la caccia abbia inizio" è un libro fantasy scritto da Charlie Moon nel 2023 -tu che stai leggendo dal futuro, non pensare che sia troppo vecchio! Il libro non invecchia, fa come il vino: migliora!-.
La trama è semplice semplice: cittadina del Galles, gruppetto di ragazzi che ripercorre in flashback la loro storia, che gira intorno a questa casetta sull'albero con la funzione di fortino, per ripararli dal mondo e farli sentire ancora quei piccoli bimbi in cerca di avventure.
Le superiori -high school, in questo caso la traduco così- sono le superiori: chi le vive bene, chi le vive male, chi vorrebbe che finissero, e ogni personaggio rappresentato vive la propria vita nella tranquillità, nel trauma, nel questioning, nell'ombra.
Sono adolescenti, bisogna anche capirli.
Questioni amorose varie, la protagonista -Charlie- che lotta tra la scelta di fare coming out con il suo migliore amico o tenerselo per sé per evitare che lui possa allontanarsi -non faccio spoiler, così ve la godete pure voi: ammetto che mi è scesa la lacrimuccia-.
Poi abbiamo Jake, ragazzo tenebroso e un po' controverso, fratello della meravigliosa Jasmine, quella sorella che vorremmo un po' tutt* perché, insomma, è proprio badass.
Lance è un po' il ragazzino strano che tutti eviterebbero perché è strano, ma ha una grande passione per i rettili e per il mondo che lo circonda -approcciandosi, però, a modo suo, e lo apprezziamo così com'è-.
E poi Hailee, l'amore di Charlie, lontana per cause di forza maggiore che hanno portato la protagonista a pensare a mille motivi per cui quella giovane, tanto bella quanto fuggente, si sia allontanata da loro.
Da lei. Le fa davvero tanto male, lo si può carpire dalle righe.
Tutto sembra andare abbastanza bene quando, durante il ballo della scuola -che invidia, anche io voglio il ballo- Jasmine viene rapita da queste losche figure munite di "superpoteri", e, per fortuna della povera malcapitata, riesce a fuggire e seminare quelle persone malvage.
Il problema? Beh, Jake, il fratello, si è t r a s f o r m a t o in un'aquila.
E il resto, ragazz*, è storia.
DUUUNQUE.
Ammetto di non essere un gran estimator* del fantasy Young Adult, perché la mia testa ha iniziato a virare verso lavori un po' più complessi a livello di lessico, di trama e di personaggi -no, niente Brandon Sanderson ancora, con calma-.
Ma, d'altra parte, rimane comunque molto piacevole immergere la testa in qualcosa di fresco e di giovanile perché ci riporta un po' indietro, a quelli che siamo stati -o saremo: non ho ancora vent'anni ma capite che la mia anima e la mia mente ne hanno già un'ottantina abbondante-.
Lo stile scorre bene, semplice e coinciso, niente fronzoletti, niente descrizioni chilometriche, niente dettaglini buttati a caso giusto per allungare: è un lavoro onestissimo che merita il suo audience.
Fascia di età, direi, compresa tra i tredici anni in su -non ha età, lo Young Adult, anche se molte volte lo releghiamo solo ai ragazzini che vogliono leggersi cose un po' così, ma purtroppo lo snobbare i generi esiste da una vita ed esisterà per sempre-.
Da parte di un ottantenne mentale, il libro merita, non è un lavoretto buttato a caso dall'ennesim* persona del web che "oooh ho scritto un libro, regaz, andatelo a leggere" -capita spesso che vengano scritti libri molto brutti per ampliare il marketing, ma come sappiamo Charlie è Charlie, e l*i è un lava cake al cioccolato, dunque è troppo buon* per voltare le spalle *coff coff spoiler without contest coff coff*-.