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A pala e piccone (Gli alianti)

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Puoi innamorarti dell’archeologia?Sì, se incontri un Maestro, di quelli che non smetteresti mai di ascoltare, e lo segui ciecamente di scavo in scavo, sotto il sole rovente, a pala e piccone, senza mai soldi o quasi; e la sera sono birre su birre, fiumi di discorsi in un miscuglio di lingue, fino a non poterne più.Mentre lei fugge con il primo irlandese che passa, proprio quando torna a scavare a Tiermes, dove era nato il vostro amore, in un deserto di avvoltoi. E tu la insegui in Spagna, oppure insegui il tuo desiderio di sentirti ovunque straniero con la scusa di inseguire lei. Intanto ti tocca non avere più vent’anni, e la stanzetta nell’appartamento condiviso diventa pesante come il pensiero di scavare e scavare in un cimitero infinito, piccola tomba anche tu.Allora smetti di accanirti sui morti e vai a cercare pace tra i vivi, per sempre rimpiangendo i vent’anni che non avrai mai più.Un romanzo molto comico, molto come la vita di un sognatore.

126 pages, Kindle Edition

Published December 10, 2024

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Vincenzo A. Scalfari

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October 26, 2025
"Io vedevo che noi non avevamo svuotato che un piccolo cimitero, e c’era ancora da fare un lavoro enorme, un enorme e folle lavoro che nessuno mai potrà fare, e nessuno mai potrà nemmeno iniziare, e questo lavoro sarebbe l’impossibile lavoro di svuotare l’enorme cimitero percorso da noi viventi, perché noi viviamo in un gigantesco cimitero, di cui noi siamo le tombe, sì, noi stessi siamo il tumulo della nostra cultura, fatta di ricordi passati e di attimi trascorsi, che in un attimo sono già morti, e sebbene noi siamo cose vive, e cerchiamo di fare cose che ci rendano ancora più vivi, e bramiamo la vita, lei ci sfugge, e noi camminiamo trasportando con noi le nostre cose morte, e raccontiamo e parliamo di cose morte, e il presente si fa impossibile, e l’attimo si fa impossibile, e noi tentiamo attività longeve e durature, e innamoramenti che ci fingiamo eterni, e catturati da uno sguardo attento, da un bel sorriso, da una voce diversa dalle nostre, ci innamoriamo, per sospendere la nostra morte, perché dentro abbiamo il tumulto, e pensiamo che con l’amore troveremo la pace, ma anche questa pace che noi cerchiamo è il cimitero, e io, dopo aver avuto vent’anni, non ho più avuto vent’anni. [...] E invece tutto si muove, e a me tocca di immanere nell’unica realtà possibile: accettare la bellezza di ogni età che verrà, dirmi che a settant’anni il mondo si capisce di più e meglio, che tutto quello che adesso mi pare una merda subirà un suo processo di normalizzazione, o sarò forse io a cambiarci idea sopra e mi farò piacere anche la merda, oppure ancora che per una fortunata serie di circostanze arriverà un momento in cui raggiungerò per davvero una piena e completa assenza di patemi".

Scalfari racconta con ironia e onestà intellettuale le sfide e le contraddizioni del diventare adulti, il desiderio di eternizzare l’attimo sospeso attraverso l’amore e la conoscenza, e la consapevolezza dolorosa di quanto ciò sia impossibile. È un racconto che cattura con la sua miscela di profondità e leggerezza, capace di far sorridere e riflettere.
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