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The History of an Obsession: German Judeophobia and the Holocaust

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The state-sponsored genocide known as the Holocaust was the greatest crime of this century and a seminal event of modern times. In this major work, Klaus Fischer unravels the complex history of Judeophobia in its four essential forms: Christian, nationalistic, social-discriminatory, and biological-racial. He argues that German defeat in World War I cleared the way for the pathological Judeophobia that formed the core of Nazism. When Hitler turned Germany into a racist totalitarian state, Jews changed from "Christ-killers" or alien outsiders to racial subhumans, or deadly bacilli. Fischer carefully explores the German-Jewish relationship in modern times in all its dimensions. He reveals how the Nazis' anti-Jewish prejudices became public policy in the Third Reich, and traces the interaction between ideological obsession and bureaucratic decisions that led to the Final Solution. Finally, Fischer shows the global implications of the Holocaust by exploring how collectivized and aberrant thinking, when it becomes institutionalized in a modern technological state, can cause even greater horrors in the future.

Hardcover

First published April 1, 2001

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Klaus P. Fischer

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Profile Image for Ivan.
361 reviews52 followers
November 25, 2017
Pubblicato negli Stati Uniti nel 1998 con il titolo The History of an Obsession, lo studio di Klaus Fischer ripercorre la nascita e lo sviluppo dell'antisemitismo ("giudeofobia" il termine da lui usato) razziale e biologico caratteristico della Germania, dalla seconda metà del XIX secolo fino alla prima guerra mondiale, l'evento traumatico che darà inizio alla vera ossessione nazista omicida per gli ebrei. Gli anni del primo dopoguerra e della Repubblica di Weimar faranno da acceleratore a questa ossessione che si trasformerà poi nell'incubo dello stato razziale nazista e nell'olocausto. Trattato con dovizia di particolari il sorgere dell'antisemitismo razziale è ben spiegato nelle sue componenti e implicazioni. E' una buonissima sintesi e descrizione di tutti gli studi sull'argomento comparsi tra il dopo guerra e gli anni Novanta, che integrano quelli particolareggiati già fatti e compresi da George Mosse nelle origini culturali del Terzo Reich. Se lo studio condotto da Hilberg sulla persecuzione e distruzione degli ebrei europei resta sempre un caposaldo per completezza e sistematicità, anche se pubblicato nel lontano 1961, l'analisi e la descrizione che Fischer fa della politica razziale omicida dei nazisti dal 1933 al 1945, non è una ripetizione pedissequa perché prende in esame e riporta i risultati degli studi e testimonianze che nel frattempo si sono aggiunte. La lettura del procedere incalzante della persecuzione, l'aumento progressivo della sua intensità, l'esplosione di odio parossistico che giunge all'omicidio di massa legalizzato e di stato, trattata con abile dosaggio di documenti, testimonianze dell'epoca, riflessioni acute, ci da la sensazione continua di un inabissarci nella fogna più schifosa della malvagità di cui l'uomo è capace, o meglio, di una discesa quasi dantesca in gironi infernali successivi e concentrici che ci conducono alla manifestazione del Male assoluto e demoniaco.
Molti interessanti i profili biografici degli ebrei discriminati e perseguitati dall'Ottocento fino alla catastrofe, le loro testimonianze, ricordi, emozioni, non solo i "grandi" come Einstein o Freud, ma uomini e donne molto meno noti e importanti. Queste figure presentate in tutta la loro umanità comprensiva anche di affetti, emozioni, sensazioni, speranze, angosce, dolore e che fanno da contraltare a quelle dei loro persecutori e assassini, non solo a quelle sulfuree e diaboliche di Hitler, Himmler, Goebbels etc., ma anche alle altre più squallide e "quotidiane" dell'uomo qualunque impregnato di pregiudizi razziali, sono una dimostrazione vivente e sanguinante dell'infondatezza di ogni superiorità e diversità razziale e biologica di esseri umani su altri.
L'ultimo capitolo è dedicato al rapporto tra popolo tedesco e olocausto, allo shock e all'ammissione di responsabilità di fronte alla terribile evidenza, ma anche alle forme di deresponsabilizzazione e di rimozione difensiva messe in atto a suo tempo, nonché alle ultime tendenze della destra xenofoba attuale, al revisionismo storico, per non tacere del negazionismo, per fortuna limitato a pochissime frange.
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