Scritto molto bene e realistico.
Angela Mazzola è un ispettore alla Mobile di Palermo, dopo aver chiesto di essere trasferita in quella squadra per soddisfare il bisogno di giustizia e di azione.
In una cascina abbandonata, nei pressi di Palermo, è ritrovato il cadavere di un uomo che si scoprirà essere un ungherese. Nei boschi attorno alla cascina, degli uomini stanno giocando a soft-air con armi che non possono sparare proiettili. Allora perché il morto ha una pistola vera, l'arma del delitto, nella fondina?
All'inizio, il capo non le affida dei compiti delicati, ma la ricerca di informazioni più semplici, affiancandole un ispettore della scientifica, Franceso Agnello. Saranno loro due, con caparbietà e colloqui vari, a risolvere il caso legato alla I guerra mondiale e all'influenza Spagnola.
Mi è piaciuto tanto il riferimento alla I guerra mondiale. Un giallo molto originale che tratta di un evento storico poco conosciuto.