Il titolo fa riferimento ad una trovata di Massimo Viviani, il "barrista" del BarLume di Pineta. Egli ,infatti, non è quel tipo di imprenditore che mira soltanto a fare soldi; nel suo bar, l’interesse primario è quello di allietare la giornata di tutti e di rendere migliore il mondo almeno per un po’. Per questo motivo ha inventato un sistema basato sulla fortuna: quando si paga, alla cassa, si può decidere di fare il gioco della carta più alta contro il gestore. Se il cliente prende una carta più alta di Massimo, allora la consumazione è un omaggio, se, invece, la pesca Massimo, paga doppio.
La storia gira intorno ad un cold case: la misteriosa morte, avvenuta vent'anni prima, di un famoso immobiliarista. Ora , a distanza di tanto tempo, molti dubbi gravitano intorno a questo decesso. E se la morte non fosse avvenuta per cause naturali. Cosa c’entra la morte del dottore che l’aveva in cura?
Sarà Massimo a risolvere il mistero. Come ogni storia che si rispetti, Massimo non è da solo. Accanto a lui ci sono, Tiziana, la banconista del bar, i quattro “bimbi” da reparto geriatrico: Ampelio, il nonno di Massimo, e i suoi tre compagni di avventura, Ampelio, Aldo e il Rimediotti . Questi quattro "bimbi" aiuteranno Massimo nelle sue indagini dando origine a situazioni davvero esilaranti.
«Non è che tutti gli anni possono ammazzare qualcuno per farvi passare il tempo», sbotta disperato Massimo il barrista.
Pur essendo personaggi secondari , ho apprezzato la loro caratterizzazione. Devo dire che dei quattro, il più antipatico è il Rimediotti.
Non avevo mai letto nulla di Marco Malvaldi e devo ammettere di essermene un po' pentita. E' un romanzo giallo, piacevole, divertente, con scene comiche che a volte ti fanno proprio scoppiare a ridere.
La trama è avvincente e scorrevole, come da giallo classico il lettore viene invitato a continuare la lettura perché la curiosità di scoprirne di più lo inchioda alle pagine.
"La carta più alta" è una narrazione scorrevole e gradevole; la trama è ben strutturata e intrigante.
Ho apprezzato le battute e l'uso del dialetto.