Se Dante dovesse riscrivere oggi la Divina Commedia non avrebbe che l’imbarazzo della scelta per popolare l’Inferno, ma chi potrebbe ospitare invece nel suo Paradiso? Dovrebbe cercare le versioni moderne dei santi o dei teologi e li troverebbe forse negli scienziati applicati o teorici, le cui invenzioni o scoperte ci permettono di vivere meglio la vita e di comprendere meglio il mondo. E se gli autori dei programmi televisivi dovessero spopolare i talk show dai nani e le ballerine che li affollano, per ripopolarli di giganti dell’intelletto e di acrobati del pensiero, dove mandarebbero i loro agenti a reclutarli? Alla cerimonia dei Nobel, dove ogni anno vengono assegnati i premi per l’economia, la medicina, la chimica e la fisica, o ai quadriennali Congressi Internazionali in cui vengono invece assegnate le medaglie Fields per la matematica. Poiché ad aspettare c’è rischio di invecchiare, Piergiorgio Odifreddi ha collezionato per sei anni, in giro per il mondo, interviste con premi Nobel e medaglie Fields, allestendo un suo personale programma di incontri con cinquanta menti straordinarie che hanno cambiato la scienza e il mondo, e che qui raccontano a un «matematico impertinente» che li solletica e li stuzzica le loro storie, le loro scoperte e i loro pensieri.
Piergiorgio Odifreddi is an Italian mathematician, logician and aficionado of the history of science, who is also extremely active as a popular science writer and essayist, especially in a perspective of philosophical atheism as a member of the Italian Union of Rationalist Atheists and Agnostics.
La qualità del libro è elevata dai personaggi intervistati, non certo da Odifreddi che innanzitutto cerca sempre di infilare le sue idee atee (ma anche più antiteologiche che atee) ovunque, il che lo rende onestamente stucchevole. E poi manca totalmente il pathos, la passione, la curiosità di sviscerare il più possibile la storia di questi personaggi. Non è che una persona risulti interessante solamente perchè ha vinto un premio Nobel o la medaglia Fields; potrebbero anche essere noiosissime benchè geniali, e infatti alcuni di questi lo paiono. Odifreddi compreso. Le interviste via email non si possono proprio sentire...
Siamo a livelli decisamente inferiori di chessò i Bogdanov per quanto riguarda le capacità divulgative. Alla fine la cosa migliore che ne ho ricavato è una lista di persone di cui andare a cercare i loro scritti.
"Always work with people smarter than you" (Scott E. Page). Stare a contatto con menti geniali o forse superiori è una esperienza assai stimolante, una ricchezza insostituibile per chi ha la fortuna di fruirne. Forse non è tanto importante essere d'accordo con loro o comprenderle del tutto, quanto piuttosto avere la sensazione di respirare aria fresca e pura, un grande senso di libertà e allo stesso tempo di stupore verso l'esistente. Per chi non ha un genio in tasca, Odifreddi ha raccolto interviste a premi Nobel e Fields recenti (sebbene il libro sia ormai leggermente datato). Si tratta di un collage eterogeneo e catalogato in base alla professione dei personaggi (economisti, biologi, chimici, fisici, matematici). Ce n'è un pò per tutti i gusti, sebbene i contenuti raggiungano un pubblico necessariamente selezionato - vuoi dalla materia, vuoi dalla conoscenza del personaggio. Ad alcuni la serie di interviste potrà risultare un esercizio privato di narcisismo mostrato in pubblico, ma le cose sono per fortuna meglio di così. Odifreddi cerca di mostrarsi sempre informato su chi ha difronte, cita la versione italiana delle opere disponibili dei personaggi e li introduce brevemente. Forse ha ordinato le professioni in base alla preferenza personale e alla progressiva vicinanza alla professione ideale, che casualmente è la sua (cosa di cui non ha mai fatto mistero). Quel che si vede è che, in ogni caso, le sue domande si fanno sempre più precise e calzanti spostandosi dagli economisti ai matematici, il nostro sembra (a ragione) trovarsi sempre più a suo agio. Non mancano alcune monomanie: oltre alla citata superiorità della matematica su tutte le scienze, e quindi in sostanza su tutto, le allusioni all'ateismo e all'interpretazione spinoziana di dio (sive natura) - che per quanto condivisibili sembrano talvolta forzate. Tuttavia, le interviste sono quasi sempre agili e spaziano dalla biografia a molti interessi dell'intervistato. E ogni personaggio in genere rilascia aforismi, giudizi sintetici o massime che possono colpire e illuminare anche persone non addette ai lavori - questo è un punto di forza del libro. Del resto, rendere simpatici o accessibili personaggi di questo calibro in poche pagine ad un pubblico (che si assume anche non colto, ma certo interessato e sveglio) non è semplice. Ed alcune interviste possono risultare anche memorabili. Da tenere come riferimento per i molti spunti e le bibliografie. Si consiglia all'Odifreddi l'aggiornamento e/o l'estensione.
Il libro è un insieme di interviste agli ultimi premi nobel, una serie di colloqui vivaci che preparano l’ambiente ideale ad avvicinarsi alle grandi menti. Il problema fondamentale, che non fa apprezzare al pieno ciò che è narrato, è la specificità degli argomenti. Quando sono poste domande tecniche inerenti al lavoro svolto dal personaggio di turno, che l’ha portato al premio nobel, è difficile capire la risposta. Non sono esposte in modo semplice le teorie degli intervistati, rendendo così molte domande solo per gli addetti ai lavori. Spesso si citano teorie o altri ricercatori, senza offrire a chi legge uno strumento per capire di cosa si stia parlando. E’ proprio un peccato, perché potrebbe offrire uno spunto per approfondimento o stuzzicare la curiosità, invece ci si ritrova a saltare gran parte della risposta per i termini on comprensibili.
Teorie a parte, è interessanti scoprire come sia nata la passione per una materia o l’idea iniziale che ha portato a una teoria. Alcuni personaggi sono particolarmente simpatici, concedono a Odifreddi sprazzi della loro vita privata. Altri invece sono freddi e glaciali, quasi a voler mantenere un distacco da chi legge. In generale però è subito evidente come, al fianco di una vita quotidiana normale, abbiano dei momenti di genialità che permettono loro di arrivare dove nessun altro aveva mai osato spingersi.
Il lavoro che svolgono permette di loro di rimanere in contatto con altri membri della società scientifica o letteraria, predisponendo così un ambiente culturale in cui le idee circolano liberamente. E’ proprio grazie a questo dinamismo e alla capacità di cogliere un risultato importante, che le nuove teorie rivoluzionare sono ideate. E, come emerge dalle interviste, ogni nuova scoperta contribuirà a fornire una base per future ricerche.
Tutto sommato una lettura piacevole, magari da affrontare mischiando le interviste, in modo da alternare la medicina alla matematica, la chimica all’economia, e sentirsi immersi in una scoperta dietro l’altra.
Odifreddi come intervistatore/divulgatore non mi entusiasma ma riconosco che ha comunque le capacità per relazionarsi con personaggi di questo calibro, cosa non banale da fare. Complessivamente questa serie di interviste a premi Nobel per la scienza mi è piaciuta. Anche se non ho una preparazione specifica particolare, è stato come ascoltare casualmente una conversazione tra persone che non conosco sulla metro: si colgono brani, impressioni, atteggiamenti e sentimenti; si comprende che oltre quelle poche frasi rubate ci sono tante cose da scoprire e approfondire. In particolare ho trovato interessanti le interviste agli economisti, forse perché trattano temi che hanno maggiore attinenza con la vita di tutti i giorni, mentre è più difficile comprendere alcuni tecnicismi matematici o fisici. Da notare come tra questi scienziati ci sia spesso una relazione personale, a volte un'amicizia, altre volte una rivalità, che è comunque sintomo di collaborazione, ma può anche essere interpretata come un gioco tra attori di un mondo chiuso dove non entrano o quasi, ad esempio le donne o gli africani. Viene messa in risalto anche l'attitudine personale di ciascuno: tutti sono geniali, per definizione, molti estroversi, tanti impegnati socialmente, alcuni più riservati, e una minoranza perfino disturbati mentalmente.
perplesso...in verità, in verità vi dico che l'idea non era male, che la grande scienza e i grandi scienziati meritano sempre una vetrina, che portare il lettore ignorante nel mare magnum delle scienze applicate sia istruttivo, ma... ma occorre che gli argomenti di cui si sta dibattendo, nell'intervista, risultino almeno in parte comprensibili per chi legge, altrimenti il libro non serve a niente...qui sta la bravura dello scrittore, e qui sta la differenza fra Odifreddi e, che ne so, un Montanelli che ti racconta la Storia o un Salvadore che ti spiega come fanno gli edifici a stare in piedi. Deludente...
Sarebbe un libro interessante... ma senza un background sugli scienziati che hanno vinto i Nobel e sulle ricerche che glieli hanno fruttati, è una lettura pesante, noiosa e ahimè frustrante. Io mi sono sentita incredibilmente ignorante nel leggerlo!
Interviste con personaggi stimolanti, curiosi, a a volte odiosi, ma Oddifreddi fa le domande giuste. Speriamo esca anche il volume relativo ai Nobel della letteratura.