In un passato molto remoto mi sono imbarcata nella lettura di un corposo tomo contenente l'intera opera di Wallace. All'epoca mi piacque molto, cosa oggi del tutto irrilevante, visto che non ricordo assolutamente nulla del libro in questione.
Così, visto che il tomo sembra essersi perso nei meandri della mia libreria, mi sono industriata di rileggere, man mano che li trovo, alcuni dei romanzi e racconti di Wallace. Grazie al bookcrossing (e ad una paziente caccia al tesoro) ne ho trovati ben quattro: Il mistero delle tre querce, L'angelo del terrore, La porta delle sette chiavi e, in ultimo, La nave dei misteri.
Ho deciso di iniziare da questo, un libretto di un centinaio di pagine che potevo portare agevolmente con me durante l'estate.
La storia sembrava promettente: la giovane Penelope viene assunta dai coniugi Arthur e Cinthya Dorban come segretaria. Fin da subito la coppia è quanto di più sospetto ci si possa aspettare, anche al di fuori del romanzo giallo... La ragazza è trascinata in una serie di avventure così colorita che a metà della lettura non si capisce più nulla di ciò che sta accadendo. Fatti e personaggi si accalcano in un'atmosfera di perenne (ed eccessivo) mistero, con gli avvenimenti che sembrano del tutto sconnessi tra loro. Forse sarebbe bastata una maggiore cura nell'introdurre i personaggi... Questo mi pare uno dei rarissimi casi in cui la storia poteva essere sviluppata meglio in più pagine.
Fun Fact: tra tanti cattivi, solo le donne sono veramente cattive. Gli uomini minacciano, ma nessuno sembra essere intenzionato a torcere un capello alla protagonista, a parte l'altra donna...