C’era una volta, tra la spiaggia con gli ombrelloni e la campagna dove si può imparare a guidare il trattore, un’officina piena di attrezzi e un pugno di bambini a cui piaceva andare forte con le minimoto. E tra questi ce n’era uno che voleva sapere il perché di tutte le cose, che amava il modo di correre di Eddie Lawson e Valentino Rossi e sognava di diventare un giorno come loro. E poi c’era un ragazzino che passava i pomeriggi a capire come funziona un motore, che la domenica cantava in macchina con babbo e mamma andando alle gare con la moto nel baule, che in trasferta all’estero si portava la piadina per le grigliate tutti insieme a fine gara e che cercava di far ubriacare le ragazze straniere su viale Ceccarini ma non sempre gli andava bene. E un giovane uomo che sulla moto ci stava un po’ stretto ma che amava vincere. Non solo in pista ma anche a calcetto, a beachvolley, sugli sci, a biliardino, ovunque ci fosse della bagarre. E che aveva scelto una ragazza e quattro amici, sempre gli stessi, e cantava "Siamo solo noi" perché gli piaceva Vasco Rossi, ma anche "’O surdato ’nnammurato" e "Like A Rolling Stone". Un guerriero che con la squadra giusta sapeva fare miracoli e se c’era da prendersi a torte in faccia non si tirava mai indietro.
Per chi lo ha vissuto, lo ha tifato e lo ha amato e per chi ha pianto con e per lui, questo è un bellissimo omaggio al grande Sic per farci scendere un'altra lacrima mentre fa nascere un sorriso malinconico. Un libro con tantissime e meravigliose fotografie, che illustra il Sic nella sua naturalezza e purezza. Consigliatissimo per tutt* gli/le appassionat* di motociclismo!
Libro commemorativo scritto in maniera differente dal solito. In realtà non è un discorso continuato, ma sono una serie di testimonianze delle persone vicine a Marco Simoncelli che creano un racconto continuativo e ordinato nel tempo. L'unico aspetto negativo è che per la versione stampata, contenente un'infinità di foto, è stata usata la carta lucida che non favorisce la lettura.