"Non vi è cosa più vana del domandarsi chi siano quegli esseri che Edward Hopper mette in scena, o cosa accade tra loro e cosa sta per accadere occorre piuttosto rivivere con lui la sensazione che nessuno può comprendere nessuno, e osservare che se ha fissato sulla tela una situazione e non un'altra, è solo perché ha creduto di riconoscere nell'uno o nell'altro dei suoi protagonisti lo stesso senso di solitudine e di isolamento che egli prova, e insieme un'aspirazione, un brusco turbamento dell'anima che spesso non lo dubitiamo - angosciano lui stesso". (Y. Bonnefoy)
Yves Bonnefoy (1923/6/24-2016/7/1) was a French poet and essayist. Bonnefoy was born in Tours, Indre-et-Loire, the son of a railroad worker and a teacher.
His works have been of great importance in post-war French literature, at the same time poetic and theoretical, examining the meaning of the spoken and written word. He also published a number of translations, most notably Shakespeare and published several works on art and art history, including Miró and Giacometti.
Ottimo percorso delineato da Bonnefoy nell'arte di Hopper che permette di inquadrare e comprendere l'opera del grande artista americano. L'autore discute giustamente come sia stata basilare la dicotomia Europa-America per Hopper, non per una banale e superficiale supposta "americanità" del pittore, quanto per come l'incontro con il tardo impressionismo sia servito per creare la sua poetica. Buona l'edizione con una cronologia completa e molto utile e alcune rappresentazioni delle opere citate (purtroppo in bianco e nero).
La nostalgia che si avverte nei suoi personaggi non può essere che la sua, sempre in cerca, simile a un eliotropio, di ristabilire, come in Squam Light, un rapporto con la luce che sia da presenza a presenza.
Graziosa escursione nell'evoluzione dell'elemento luce e della figura umana nelle opere di Hopper con particolare attenzione ai suoi legami europei. Incomprensibile la scelta editoriale di riprodurre le opere citate in bianco e nero.