Contro ogni luogo comune, alimentato dai media che si occupano solo di sette sataniche perché più appassionanti, il libro ci svela che queste organizzazioni sono tante e sono presenti tra noi. Lucia Annunziata
Le sette non sono solo piccole comunità di persone deboli o disperate plagiate da un qualche “santone”, come la stampa tende a presentarle. La realtà è ben diversa, e più pericolosa: non solo questi gruppi rovinano vite e famiglie, ma trovano agganci fra parlamentari, imprenditori, uomini di spettacolo e professori. Facendo della segretezza la propria cifra, organizzazioni di questo tipo sono riuscite a inserirsi in grandi istituzioni pubbliche e private, fino a raggiungere i vertici dello Stato. Docenti formati da Scientology insegnano ai nostri ragazzi con il benestare del governo; l’Ontopsicologia ha goduto dell’amicizia di Marcello Dell’Utri e per anni è stata indirettamente in affari con Fininvest; Damanhur controlla di fatto alcuni comuni piemontesi e allunga i propri tentacoli in Parlamento; il Movimento Umanista si è fatto partito e diffonde le proprie idee dalle fila dell’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro; la Soka Gakkai copre il dispotismo verso gli adepti con il volto buono del buddismo radical chic, e gode di testimonial eccellenti. Ricco di documenti inediti e testimonianze dirette, questo libro presenta la prima inchiesta sulle sette italiane, sabotandone l’arma più potente: l’omertà che le circonda.
Nel nostro Paese decine di sette operano nell’ombra intrecciandosi con le istituzioni, accumulando denaro, rovinando vite. Scientology, Damanhur, Ontopsicologia, Soka Gakkai, Umanisti... Con le testimonianze dei fuoriusciti, la prima mappa dei culti pericolosi.
Un libro che fa luce sulle cosi dette sette religiose in italia, spiega in maniera perfetta cosa sono, di cosa si occupano e come fanno il lavaggio di cervello alla gente. Peccato che non hanno inserito anche il cattolicesimo che di lavaggio di cervello ne sa più del diavolo.
Molto ben fatto ed interessante, ho scoperto Sette che non conoscevo. Avendone fatto parte anche io di una setta (citata anche nel loro libro), capisco bene molte cose e comprendo come si possa finirne dentro purtroppo. Ho avuto la fortuna di poterne uscire nel giro di poco, essendo solo una simpatizzante, quindi non mi hanno fatto pressioni, oppure minacce e simili, ma se non fossi stata pigra e più legata al fatto dello stare a casa comodamente a non fare anche nulla, temo che avrei aderito al 100% come pensavo di fare fino a quasi alla fine della mia esperienza. Occhio perché tutti ci possono cadere in un momento di dolore o solitudine.