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Minchia di re

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In una piccola isola siciliana tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento si consuma la storia di Pina, una ragazza che per sfuggire a un destino di sottomissione e inseguire un sogno d'amore si trasforma in uomo con la complicità silenziosa di un intero paese. Pina diventa Pino e la sua nuova identità la consegna a una nuova esistenza dove tutto ciò che a una femmina sarebbe proibito diventa possibile: la libertà, il potere, l'amore per un'altra donna.

196 pages, Paperback

First published January 1, 2004

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About the author

Giacomo Pilati

8 books2 followers

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Displaying 1 - 7 of 7 reviews
Profile Image for Arwen56.
1,218 reviews338 followers
March 15, 2015
Qualche anno fa, una conoscente mi ha prestato il CD del film Viola di mare. Mi era piaciuto. Buone interpretazioni e bella fotografia. Ho poi scoperto che era stato tratto da un romanzo, Minchia di re, appunto. E ho pensato che valesse la pena leggerlo, per sapere quanto la pellicola avesse saputo catturarne.

Come spesso accade, non vi è un’esatta coincidenza. Però il film non tradisce, nella sostanza, il narrato. Diciamo che punta maggiormente l’attenzione sull’evoluzione della storia d’amore tra Pina e Sara e ne privilegia l’ottica, probabilmente per motivi di maggior commercialità, ma non trascura neppure gli altri aspetti.

Temporalmente, siamo nella seconda metà dell’Ottocento e, geograficamente, in una non meglio specificata isoletta siciliana. Potete dunque ben immaginare la situazione. Pina nasce femmina, e resta figlia unica, in un tempo e in un paese difficili, in cui l’espressione Masculo è! esprimeva una delle più grande gioie che potesse provare un genitore (principalmente di quello di sesso maschile, a dir il vero, ma per le ovvie conseguenze, anche di quello di sesso femminile).
E questo particolare, deluso padre-padrone, nonché marito-padrone (e pure cognato-padrone, si arguirà poi) non le renderà affatto la vita facile.

Ma la situazione si complica ulteriormente. Perché Pina è femmina, ma non ha alcuna intenzione di sposare lo “zito” che le ha trovato il padre. Perché ama Sara. Pina è una donna e si sente donna. Ma vuole al suo fianco un’altra donna. Non un uomo.

Ed è a questo punto, quando la situazione familiare si è fatta talmente esplosiva da poter degenerare in tragedia, che erompe, abilmente descritta, l’eterna, raffinata e immarcescibile arte dell’apparenza. Non maschera, non travestimento, bensì realtà considerata tale da tutti, al punto da diventare più vera del vero.

Non è che il romanzo sia un capolavoro, ve lo dico subito, ma racconta con intensità un fatto preciso, uno scontro di volontà, molto dolore e una quotidianità e un modo di sentire che forse non sono ancora del tutto scomparsi a tutt’oggi. La scrittura è scarna, ridotta all’essenziale, ma non per questo meno efficace.

A me è piaciuto.
Profile Image for gaia arnone.
74 reviews5 followers
March 24, 2019
Giacomo Pilati ci racconta una storia di amore e di rivoluzione, in una Sicilia tra fine ‘800 ed inizi ‘900, tratteggiando l’immagine di una donna, anzi, di tante donne, capaci di cambiare il loro destino solo per amore. “Minchia di Re” è il nomignolo volgare che in siciliano si riferisce alla Viola di Mare, un pesce ermafrodito capace, ad un certo punto della sua esistenza, di cambiare sesso per potersi riprodurre e rimanere in vita, per poi tornare allo stato di partenza. E’ proprio quello che fa Pina, figlia del curatolo delle cave di tufo di una delle meravigliose isole incastonate nel Mediterraneo, che, innamoratasi di una donna, difende strenuamente il suo Amore, mettendosi contro l’ostile e violento padre-padrone e soprattutto contro la mentalità ristretta dei suoi compaesani. Sarà l’amore della madre a salvare Pina: è proprio lei, infatti, che suggerisce al marito, di salvare la faccia e così anche la loro unica figlia, comunicando alla piccola e bigotta comunità che la loro Pina è in verità Pino, e che, semplicemente, fino ad allora si erano sbagliati tutti.
Dopo numerose percosse e una lunga prigionia, Pina non desiste: è disposta persino a lasciarsi morire in nome del suo amore; Il curatolo dal canto suo, ha sempre desiderato un figlio maschio… l’erede a cui lasciare tutto il suo impero e soprattutto il comando alla cava di tufo e perciò accetta di buon grado il suggerimento della moglie e mette in atto la variazione anagrafica esercitando sulla gente del posto e sulle autorità tutto il suo potere. Pina è finalmente libera di amare Sara, ma dovrà farlo vestendo panni maschili e svolgendo compiti assai duri, uno su tutti, quello di fronteggiare una comunità che conosce la verità imperfetta e la sottolinea con sguardi di disprezzo e sussurri indignati.

E’ una storia tragica quella di Pina: da qualunque punto la si guardi è a mio parere una sconfitta! Questa donna, che ho adorato dalle prime pagine, è apparentemente forte e caparbia ma non trova la giusta pace che merita. Curiosa e ribelle sin da bambina, Pina, incurante delle botte del padre rigido e anaffettivo, tesse in lungo e in largo la sua isola, instaurando una strana amicizia con Cecè, un tipo ombroso che vive allevando sanguisughe, e che sarà la figura più vicina ad un padre mai conosciuta per lei, capace di trasmetterle con saggezza ciò che le serve per capire, per capirsi… è proprio lui che le racconta la storia della viola di mare, e la aiuta a resistere alle botte della vita, non solo a quelle del padre. Pina, sboccia proprio come i fiori selvatici che colorano la sua isola, e capisce che l’amore per Sara, sua amica e confidente da sempre, cresce con lei ed è la più naturale delle cose… Pina è sole, vento e mare..è fatta di quel tufo tanto noto alla gente del luogo, solido, utile a costruire ma tanto friabile se colpito con forza. Si piega al volere del padre una prima ed una seconda volta, ottiene di vivere il suo amore ma imbrigliando ancora una volta la sua reale natura. Le catene imposte dalla società la mortificano ulteriormente ma lei non si abbatte e cerca sempre di superare le barriere imposte. E’una piccola donna, Pina, ma capace di affrontare una rivoluzione sessuale in tempi non sospetti e sfidare le piccole menti dei suoi compaesani, pagando un prezzo altissimo per il suo coraggio…. Il romanzo è tutto da leggere! Ho amato moltissimo il film che mette in scena la storia (Viola di Mare, del 2009, con un cast eccezionale) e che, contrariamente ai miei principi, ho visto al cinema prima di leggere il libro…ma ho apprezzato ancora di più il romanzo, che aggiunge tanti dettagli ricchi di sensibilità alla storia che ho appena accennato nella breve descrizione. Giacomo Pilati, affronta con estrema delicatezza un tema spinoso e attualissimo, riuscendo a commuovermi ed emozionarmi quasi quanto lo ha fatto il film.
Ho trovato molto originale la trama, (che ho scoperto poi essere basata su una storia vera!!) i capitoli, sono deliziose pennellate della mia Sicilia: bella e crudele, viziosa e puritana, blu come il mare e rossa come la terra che si alza con lo scirocco. Consiglio assolutamente la lettura di questo romanzo e poi la visione del film, per entrambi vale davvero la pena spendere qualche ora del nostro tempo!!
Profile Image for Mariavittoria Giaroli.
76 reviews1 follower
February 4, 2019
Ho voluto leggere questo libro dopo aver visto da molto tempo il film. Mi piace la narrazione ma purtroppo non amo la scrittura "parlata" siciliana, o meglio, non la sopporto nella parte di prosa. È una storia molto scorrevole tranne in qualche punto dove è difficile seguire (sempre a causa dell'italiano che non c'è).
Profile Image for Scrittevolmente.
274 reviews35 followers
October 16, 2013
Dopo pochine pagine dall’inizio ero scettica su quanto avrei potuto apprezzare questo romanzo, e il motivo è tra i più banali: la prosa è mischiata a numerosi elementi di dialetto siciliano, così come la costruzione sintattica di molte frasi, che mi hanno fatto inciampare un poco nei primi capitoli.
Poi, mano a mano che entravo in confidenza con la narrazione e che la storia prendeva forma, ho cominciato a farmi guidare dall’intreccio e dal racconto di Pina che più cresceva e più era in grado di delineare vicende controverse, urticanti, drammatiche, e anche tragicomiche.
Minchia di re è ambientato in una delle regioni in cui il maschilismo è più tradizionalista, inveterato, pressante, dove le neonate sono malvolute e le donne servono solo accanto al focolare, dove sono gli uomini a tenere le redini di tutto ciò che conta, e la società patriarcale è ferrea, un monolite che pare impossibile sradicare.

No, tu sei di tuo padre e tuo padre è come Dio, lo rappresenta dentro le quattro mura della tua casa. Se non ubbidisci a tuo padre non vuoi bene al nostro signoruzzo e lui poi ti manda all’inferno.

È in questo clima che nasce Pina, figlia dell’uomo che dirige gli operai nelle cave di tufo e che dà loro da mangiare e di che vivere. Pina ha la lingua lunga e svelta, fin da piccola riflette poco prima di dire ciò che pensa, e per questo la sua giovinezza passa tra l’indifferenza degli affetti e le percosse, fino al giorno in cui viene gettata in una cantina in cui rimane per due anni e in cui forse sarebbe rimasta per sempre, se solo la famiglia non avesse accettato la sua rinascita.
È in quel momento che Pina capisce che è l’apparenza che conta, non la sostanza, e che quando il potere – ovvero suo padre, il signorotto dell’isola, e il sacerdote della chiesa – afferma una cosa, tutti coloro che stanno sotto l’accettano incondizionatamente.
Pina si renderà conto di essere come la minchia di re, un pesce che in un dato periodo dell’anno cambia sesso e diventa una viola di mare, per poi tornare maschio dopo aver deposto le uova. Si renderà conto che l’unico modo per poter amare Sara è dover uccidere una parte di sé per poi rivivere come Pino, come uomo, vestire panni maschili e comportarsi come se fosse sempre stato così, fino alla morte.

Per leggere l'intera recensione: http://scrittevolmente.com/2013/08/08...
Profile Image for Zam.
23 reviews
February 15, 2016
" Minchia di re " è un libro che mi provoca sentimenti contrastanti.
La storia di fondo è semplice, intrigante, e realmente accaduta : due ragazze si amano nella Sicilia di fine ottocento, e una, Pina, decide di diventare un ragazzo, Pino, per poter amare alla luce del sole la sua ragazza, Sara.
Il problema di questo libro per me non sta quindi nella storia, che ripeto, è una bellissima storia- ma nella narrazione ( il libro è infatti raccontato da Pina/Pino ). Il fatto è che per raccontare una storia in prima persona bisogna essere veramente bravi e abili, sennò si perde un po' sia il senso della trama, che della narrazione, nonché quella magia letteraria che un narratore dovrebbe riuscire a trasmettere al lettore, facendolo appassionare alla sua storia. Questo è il destino del libro, complici anche digressioni inutili. È un libro che, per tutti questi motivi, non mi ha lasciato nulla se non la sensazione di aver sprecato delle ore utili della mia vita.
Profile Image for Federica Dei Cas.
393 reviews
October 18, 2023
'E lui magari contento è. Lui così mi ha fatta e a te pure. Che se ci voleva diverse non ci faceva innamorare'
Displaying 1 - 7 of 7 reviews

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