L’autobiografia immaginaria di Hokusai (1760-1849), uno dei più importanti pittori giapponesi di ogni tempo; ma anche un romanzo straziante e profondo, che esplora l’essenza dell’immaginazione e della creazione artistica, della verità che si nasconde nel cuore delle cose. Con umiltà e finezza lo scrittore francese Bruno Smolarz mette la letteratura al servizio della storia dell’arte, rendendo Hokusai stesso cantore delle proprie vicissitudini. Il genio delicato di Edo rivive così il suo passato, dagli esordi come incisore e illustratore all’opera monumentale “Cento vedute del Monte Fuji”: nella cronaca minuziosa e al contempo immaginifica delle peregrinazioni, delle inquietudini e delle tragedie della vita del pittore scopriamo un uomo comune e ambizioso affetto da “follia da disegno”, alla costante ricerca della perfezione. Tratteggiando con rapide e decise pennellate i cambiamenti nei costumi e nella vita quotidiana all’epoca degli Shogun, ma anche le mode e le conquiste dell’arte del tempo, Smolarz acquerella la sua “veduta” sul Giappone del diciottesimo e diciannovesimo secolo, elaborata in anni di ricerche e studi. E restituisce all’Occidente la complessità della poetica di Hokusai, artista sempre alla ricerca del significato profondo della realtà, attraverso uno studio costante e metodico che è anche un continuo confronto con la natura stessa.
Livre très poétique sur la vie du grand Hokusai qui a dessiné la Grande vague de Kanagawa. Il ne se considère que moyennement mûr dans son art du dessin à 90 ans. Livre lent et poétique, très beau mais un peu vide.
C'è un'opera che è divenuta talmente iconica da essere conosciuta in tutto il mondo. Un'opera che ci ha fatto appassionare e innamorare del Giappone, delle sue isole, della poesia del suo tratto - perché sì, il Giappone ha un tratto, e del suo monte Fuji.
Avete presente di quale opera stia parlando?
Ebbene sì, sto parlando proprio di La grande onda di Kanagawa di Hokusai, artista giapponese di grande fama. Questa non è che la prima opera di una serie di Trentasei vedute del Monte Fuji, ovvero quarantasei - dieci sono state aggiunte successivamente - xilografie che rappresentano questa meraviglia amata da molti, fotografata da tutti i turisti e non solo.
Io sono talmente innamorata di Hokusai che non mi è bastato acquistare tutto il merchandising possibile trovato nel mio viaggio in Giappone dello scorso anno, e mi sono anche tuffata nella biografia dell'autore. Il titolo è Hokusai, dita d'inchiostro ed è finito tra le mie mani in modo quasi inconsapevole mentre facevo incetta di libri in un banchetto del mercato che li vendeva a un euro.
È una biografia ben scritta, che sembra quasi un romanzo ed è quindi molto fluida, semplice da leggere, mai pesante, anzi invita costantemente il lettore a continuare la storia, a sapere di più.
Si dice che la vita di un grande artista non possa essere semplice, che i migliori artisti sono quelli che più hanno sofferto, quelli la cui vita è stata piena di avventure e in un certo senso di avventure Hokusai ne ha vissute molte e anche molto varie, dai momenti di gloria a quelli di sconforto e di sfortuna, questa biografia li raccoglie tutti trasportandovi in un mondo magico e lontano.
Cette note n’est pas révélatrice de la qualité du livre mais uniquement d’un avis personnel. J’ai bien aimé ce livre, l’autobiographie est jolie et non dénouée d’humour. Mais je ne l’ai pas tant appréciée non plus car elle se concentre vraiment sur le côté artistique d’Hokusai. C’est plutôt cela qui m’a dérangé. Je me doute qu’on ne connaisse pas grand chose de l’artiste mais ça ne m’a pas trop plu que presque seulement le côté artistique du peintre soit abordé.