Negli anni del dopo Concilio e della riforma liturgica, un fermento di rinnovamento attraversa anche il Mondo piccolo degli eroi di Guareschi. Don Camillo deve ora dividere la canonica con un pretino progressista mandato dal Vescovo: don Chichì. E' un sacerdote moderno, spregiudicato, disinvolto e va in giro parlando di "dialogo", "distensione", "comprensione". Sono altri però il "dialogo" e la "comprensione" cui fa riferimento don Camillo che, come se non bastasse, deve pure cercare di capire cosa si nasconde dietro lo spirito ribelle della scapestrata nipote Cat. A Peppone le cose non vanno meglio: la sua retorica rivoluzionaria non convince più, la frangia maoista gli dà problemi e il figlio Michele sta mettendo sottosopra il paese.
Giovannino Oliviero Giuseppe Guareschi, also know as Giovanni Guareschi, was a Italian journalist, writer, humorist. Along with Giovanni Mosca and Giaci Mondaini he founded the humorous magazine "Candido". He was well know because of the "Don Camillo" series based on the stories about the two main characters: Don Camillo, the priest and Peppone, the communist Mayor.
Altro non è che “Don Camillo e i giovani d’oggi”, pubblicato a puntate nel 1966 sulla rivista Oggi; edito quindi in volume da Rizzoli. Ma qui ripreso dagli eredi e… ‘purgato dalle purghe’. Questa infatti (1996) è la versione originale del manoscritto, con il suo vero titolo, come redatta da Guareschi poco prima della morte. Interessante ai cultori perché priva delle “correzioni”, che sarebbero poi state apportate dall’editore prima del lancio per annacquare la vis polemica. Interventi redazionali, politici, formali, che rendessero il testo più ‘consono’ al clima di quegli anni, meno spigoloso (il Concilio Vaticano II era appena terminato e il ’68 si avvicinava a grandi passi). Già allora infatti, per quanto popolarissimo, Guareschi appariva scomodo e obsoleto a certa “intelighentia”, omologata e non. Una lettura sempre fresca. Anzi: in questo caso, più fresca. Poco importa che il testo e il racconto siano stanchi, meno brillanti degli esordi, e che l’autore – provato dalle polemiche e vinto da una società ingessata – avesse acquisito un'amarezza cronica, preludio alla sua fine imminente. Il respiro umano è il medesimo di sempre. Rinvigorisce, anzi, alla lettura, aiutato da ciò che l’Italia nel suo complesso è diventata, negli anni.