I knew Dylan long enough to know that he didn't start out as a monster.
He became one. That's what makes his fate so scary.
The next Dylan could be your son. Your neighbor. Your best friend. Not some
faceless, anonymous killer who comes out ofthe dark and snatches your loved ones.
A regular person who faces the cruelty of the real world just like the rest of us—and in whom something erodes away over time.
It's too late to stop Eric and Dylan. But maybe if we realize what we're doing to
one another and take action now, we can save the kids who would otherwise go
down the same path. - Brooks Brown
Avevo dodici anni a quell'epoca, tredici li avrei compiuti due mesi dopo, quando i due adolescenti Dylan ed Eric compirono quello che dopo tutti scoprirono essere un vero e proprio attacco terroristico all'interno della scuola, che entrambi frequentavano: la Columbine High School.
Quel massacro è rimasto impresso nella mia memoria per sempre e, qualche volta, mi ritrovo a navigare in internet per cercare sempre più dettagli su cosa è realmente successo quel giorno.
Ovviamente per avere le mie risposte, per sapere il perchè quei due ragazzi erano così pieni di rabbia e odio. Perchè erano così depressi e disturbati da commettere un atto così tragico.
Brooks Brown, amico intimo di Dylan Klebold (che diventerà amico anche di Eric Harris successivamente) cerca di darsi e darci delle risposte, ripercorrendo fatti accaduti prima, dopo e durante il massacro. Il libro è stato pubblicato nel 2002, solo tre anni dopo il massacro.
Mi è piaciuto, se può essere usata questa frase su un argomento così delicato, su un libro basato sulla realtà, che lo rende ancora più sconvolgente.
Su alcune cose non sono d'accordo con lui che cerca di raccontarci, di farci credere come Eric sia stato il più "terribile" tra i due, come abbia attirato Dylan, magari facendo leva sui problemi personali che il giovane aveva a quei tempi.
Credo solo che, terribilmente, il fato abbia fatto incontrare due persone piene di risentimento verso una scuola che non li aiutava, verso un istituto che chiudeva gli occhi se qualcuno veniva preso di mira (aggiungerei crudelmente).
Verso compagni che li ignoravano o deridevano, torturandoli psicologicamente per molto tempo (non parlo solo della Columbine, ma anche delle scuole che avevano frequentato precedentemente).
Non voglio assolutamente trovare una "scusa" per ciò che hanno fatto, continuerò a condannare il loro atto vile e crudele, ma dopo qualche anno a bollarli solo come dei "pazzi psicopatici" ho un'altra percezione dei fatti, di come alcune cose si sarebbero potute evitare, se qualcuno li avesse ascoltati e aiutati, invece di ignorare e perdere le speranze perché quei due erano "strambi".
Una grossa causa di quel fatto sanguinoso è stata la NEGLIGENZA da parte della POLIZIA.
Hanno fatto un pessimo, un TERRIBILE lavoro su tutti i fronti.
Quando Brooks fu minacciato di morte da Eric nel '98 e i genitori ne parlarono con la polizia, non venne fatto nulla, Eric fu solo costretto a scusarsi con i genitori di Brooks, che non gli credettero, intimandogli di stare alla larga dalla loro casa e da loro figlio. Eric era un ragazzo che non lasciava correre una sciocchezza, estremamente vendicativo, quindi non lasciò correre una cosa del genere. Continuò a quasi perseguitare quella famiglia e quel ragazzo orchestrando giochetti ai danni di Brooks. Tutti sapevano chi fosse (magari Dylan lo aiutava, anche se fu lui ad avvisare Brooks della minaccia, dicendogli di leggere sulla pagina web di Eric cosa aveva scritto, chi lo sa! In questo libro, Brooks si domanda se Dylan non l'avesse fatto per avvertirlo, ma solo per vedere la sua reazione, anche se poi dirà a Brooks di non parlarne con Eric) ma nessuno fece alcunché.
LA POLIZIA se ne lavò le mani, ignorando successivamente le parole e LA MINACCIA di Eric Harris ai danni di Brooks (quest'ultimo scoprì - solo dopo la strage - la seconda minaccia, dove Eric un po' di tempo prima di fare pace con Brooks aveva descritto minuziosamente sul suo diario tutto quello che avrebbe voluto fare alla famiglia di Brooks la mattina del 20, prima di andare alla Columbine. Di come avrebbe ucciso prima i suoi genitori e poi avrebbe preso il suo tempo per bloccare Brooks, orinare e sputare su di lui, prima di ammazzarlo). Se la polizia, dopo la prima denuncia, avesse preso la questione seriamente, se avesse scavato più a fondo, quante cose potevano essere evitate?
Durante il massacro, i poliziotti, i dannati agenti speciali della SWAT, non mossero il culo per aiutare i ragazzi intrappolati nella scuola, rimasero fuori, senza entrare, se non dopo tante ore (grazie a questo, il professore Dave Sanders morì dissanguato) semplicemente perché avevano paura e non erano addestrati in operazioni del genere.
Sul serio? La SWAT non era addestrata ad affrontare una cosa del genere?
A distanza di diciassette anni mi viene ancora da ridere sull'assurdità di questa dichiarazione perché, ci credo. Molti dei sopravvissuti quel giorno SI SALVARONO da soli, come quel ragazzo che si lanciò dalla finestra della biblioteca dopo il suicidio di Dylan ed Eric.
Ci sono alcune prove che uno (dei tanti) ragazzi uccisi nella biblioteca non fosse stato ucciso nè da Eric nè da Dylan, ma da alcuni poliziotti.
I bossoli sparsi intorno al ragazzino appartenevano alle pistole usate dai poliziotti e, successivamente, sparirono dalla scena del crimine.
Lo sceriffo intraprese una personale battaglia per mettere in cattiva luce Brooks e il ragazzo fu anche coinvolto "nell'investigazione" come possibile terzo responsabile della strage. Volevano far credere alla gente che Brooks aveva aiutato Dylan ed Eric e in molti credettero alle sue allusioni, tanto che il ragazzo (oggi trentacinquenne) fu spesso allontanato dalla comunità e bollato come "killer".
Si parla anche di come la musica e il cinema violento furono la causa della strage, altra cosa assolutamente ridicola.
Brooks spiega come una cosa del genere veniva usata dalla gente che voleva "risposte facili" e dell'assurdità di dare la colpa a Marilyn Manson, ai KMDFM e ai Rammstein (le ultime due band erano le favorite dei due ragazzi, MM lo disprezzavano, ma il cantante fu comunque accusato di quella strage dai cattolici e da tutta la comunità).
Eric Harris era razzista, amava quelle idee, si dice abbia scelto il 20 Aprile per il massacro perché era la data di nascita di Hitler. Sì, era un coglione con idee assurde, ma anche nel suo passato possiamo trovare qualcosa che ha influito sulla sua psiche e, successivamente, il bullismo, la negligenza degli insegnanti, la strafottenza di coloro che avrebbero dovuto accompagnarli in quel percorso importante e l'alienazione (la sua e quella di Dylan) hanno dato una grossa mano a distruggere quella poca sanità mentale che ancora possedevano.
Per concludere, sono d'accordo con Brown.
Il 20 Aprile 1999 è accaduto per tanti fattori tragici, tanti puntini oscuri che si sono collegati e hanno dato il via alla strage quel giorno.
Per molta gente, Dylan ed Eric erano degli psicopatici, questa è un'altra risposta facile che ci si vuole dare.
Sì, si divertirono quel giorno, ridevano e sbeffeggiavano i compagni prima di ammazzarli, li insultavano, ma Eric lasciò andare Brooks (gli disse semplicemente: "Brooks, i like you now. Get out of here. Go home") quella mattina e Dylan permise a John Savage di scappare via (uno dei superstiti che si trovava nella biblioteca quel giorno).
A detta di Eric: "almeno cento persone quel giorno non DEVONO morire, gli altri invece sì".
Nei video che la polizia non ha mai voluto rilasciare e che, a detta di molti, sembra siano stati definitivamente distrutti (e questa cosa mi fa incazzare parecchio, perché non ne capisco il motivo) Eric chiede scusa ai suoi genitori. Certo, viene spiegato quanto Eric fosse un bugiardo patologico, ma perché mentire quando sapeva di dover morire? Perché non dire ciò che pensava realmente in quei video?
Perché, almeno come penso io, gli dispiaceva davvero per loro e per le persone che sarebbero state influenzate dalle sue azioni.
Dalle sue e quelle di Dylan.
Per me, questa non è psicopatia.
Per me si arresero, definitivamente e tragicamente.