Negli ultimi anni si sente tanto parlare di fantastico italiano, con torme di case editrici più o meno piccole che tra alterne fortune si barcamenano come possono all'interno della nicchia. Ora, non voglio spegnere gli entusiasmi (in realtà forse sì, lo voglio), ma la mia sensazione è che si stia progressivamente gonfiando quella che non è nient'altro che una bolla inflazionistica che porterà il settore non al collasso (del resto ciò che non è mai cresciuto davvero non può fisicamente collassare) ma all'assuefazione del pubblico al fantasy italiano, che forse è anche peggio. Dalle ceneri quantomeno si può sempre ricostruire qualcosa, mentre l'ossessivo, immoto rumore bianco di fondo, invece, produce solo l'abitudine, e l'abitudine porta alla noia, e la noia, in definitiva, all'oblio.
Io, per esempio, da un anno a questa parte ho acquistato un gran numero di titoli di autori italiani, sia editi da CE anche blasonate che autopubblicati e, al di là di una o due dignitose eccezioni, posso dire che per lo più ho letto solo solenni schifezze. Sì, tranquilli: io sono uno snob, il pubblico non capisce niente e all'estero non ci leggono perché non siamo raccomandati come quegli altri. Chi sono io per impedirvi di credere alle favolette? Perciò vi prego, continuate pure a dormire sonni tranquilli.
Ora non mi dilungherò in sterili analisi e ricette per risollevare un settore del quale, francamente, non me ne frega più un accidenti. Il fantatico italiano è una poracciata senza ritegno e non vedo per quale motivo dovrei difendere una poracciata senza ritegno. Si continua ottusamente a cercare di fare squadra in quello che è sostanzialmente uno sport per solitari, nel disperato tentativo di far sembrare oro la palta fumante.
Per quanto mi riguarda ho deciso di adottare un approccio darwinista: tra 5, 10 anni, quando le polveri di tutto questo casino si saranno finalmente depositate, si vedranno i risultati della selezione naturale, e io spero di essere ancora lì a osservare la situazione (e probabilmente a borbottare tra me e me, come al solito).
Ma siccome vogliamo farci del male, continuiamo imperterriti a comprare titoli italiani, sperando sempre di trovare la famosa eccezione che mi faccia cambiare idea.
Oggi è il turno di Eraldo Baldini, autore tra parentesi non proprio novellino e anzi di un certo successo (lui stesso ammette di campare grazie alla scrittura, che già di per sé nell'ambito italiano è qualcosa che rasenta il miracolo), pubblicato da una big italiana come Einaudi.
Questo "Gotico Rurale" parte addirittura con la pretesa di essere il "manifesto" di una sorta di nuovo genere del quale il nostro autore sarebbe precursore.
Partiamo subito da un fatto inconfutabile: se dopo circa un quarto di secolo (la prima edizione del libro risale al 2000) non avete ancora sentito parlare di altri libri di genere "gotico rurale", probabilmente il tentativo di Baldini si può definire fallito.
Ma al di là delle trovate di marketing (perché alla fine di questo parliamo in questo caso), di cosa si tratta?
Gotico Rurale è una raccolta di racconti di genere orrorifico/fantastico* scritti a più riprese nell'arco di svariati anni, il cui comune denominatore è il folclore italiano. Tutto qui.
Vi dico subito che dopo aver fatto una fatica boia a leggere 5 o 6 racconti, alla fine ho dovuto cedere e chiudere la lettura in un mesto DNF. Cosa posso dirvi? La vita è troppo breve per leggere ciofeche.
La cosa che più di ogni altra mi lascia perplesso è come Baldini sia riuscito a far pubblicare questi racconti da un editore come Einaudi. C'è perfino una postfazione di Guccini, e questo mi fa meditare sulle miserabili condizioni della classe culturale italiana. Non intendo certamente fare della dietrologia, ma è evidente che tra il blasone della CE e la qualità di questi racconti c'è un immenso, invalicabile baratro. Se io fossi il titolare della casa editrice Pinco Pallino e ricevessi una roba del genere, l'avrei già cestinata al secondo racconto.
Per prima cosa non ho idea di come questi pezzi si possano definire anche solo lontanamente "gotici": in quelli che ho letto non c'è l'ombra della tensione psicologica che un lettore si aspetterebbe da un'opera con una simile premessa. In alcuni casi si tratta di raccontini dotati di un mediocre umorismo più o meno nero, e in altri si fanno debolissimi accenni a una fantascienza, o per meglio dire all'idea di fantascienza che potrebbe avere un signore di una certa età che non ha letto nulla ma proprio nulla del genere in vita sua.
Quando il tanto strombazzato folclore italiano non è ridotto a dei banali riferimenti alla piadina con lo squaquerone, ci ritroviamo davanti (la collina dei bambini) un testo troppo breve e di poco impatto per destare il benché minimo interesse. Sì ok, la crociata dei bambini è una signora premessa, ma a parte quello, non c'è storia, non c'è un personaggio, un'invenzione, non c'è nulla che mi faccia venir voglia di continuare la lettura.
Nel gruppo di lettura con il quale ho preso in mano Gotico Rurale, condividiamo tutti la stessa sensazione, ovvero che il lettore target di questa raccolta non è decisamente quello scafato che ha già letto tanto horror/fantahorror, ma più il lettore casual che magari è curioso di leggere qualcosa che si discosti dal Montalbano di turno ma senza esagerare. Il risultato è una sconcertante banalità.
Qualcuno dirà sicuramente che non ho letto a sufficienza per poter dare un giudizio oggettivo, che i racconti migliori sono tra quelli che non ho letto, eccetera. Il problema, caro amico, è che se non riesci a prendermi dopo 6 racconti, vuol dire che almeno 6 racconti della tua raccolta sono cattivi, e questo dovrebbe farti riflettere, ma sono certissimo che tu, anziché riflettere, preferirai saltarmi alla gola e continuare a pensare che questi quattro raccontini di merda valgano più della carta sulla quale sono stampati. E a me va benissimo così, perché non sono certamente qui per convincere qualcuno di qualcosa, ma solo per dire la mia. Come ho detto, credo ferventemente in Darwin.
L'unica cosa che salvo è la scrittura di buon livello di Baldini: semplice, veloce, adatta al medium racconto. Ciò che non è purtroppo adatto è tutto il resto.
*: naturalmente qui di orrorifico e fantastico c'è solo il fatto che una casa editrice come Einaudi abbia deciso di pubblicare questa roba