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I «blues»

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I personaggi e, ancora più spesso, le protagoniste di Tennessee Williams, sono individui costretti a "compensare alle crudeli deficienze della realtà con l'esercizio di un po' di immaginazione". La necessità di un'illusione, cioè la follia, nasce negli insoddisfatti, nei delusi, in coloro che la vita ha privato di un unico bene e, travolgendo l'equilibrio morale, stabilisce una nuova tensione di desiderio, istintivo, animale, febbrile. La poetica di Williams si propone di riprodurre e, quando si può, rivelare la verità misteriosa, resuscitandola con cechoviana minuzia allusiva di particolari e contrappunti di musiche. La sua atmosfera teatrale carica di rumori, suoni, echi lontani, è già in sé un tentativo di fare concerto, di far rimbalzare ogni parola contro un muro sonoro.

79 pages, Paperback

First published January 1, 1965

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About the author

Tennessee Williams

757 books3,731 followers
Thomas Lanier Williams III, better known by the nickname Tennessee Williams, was a major American playwright of the twentieth century who received many of the top theatrical awards for his work. He moved to New Orleans in 1939 and changed his name to "Tennessee," the state of his father's birth.

Raised in St. Louis, Missouri, after years of obscurity, at age 33 he became famous with the success of The Glass Menagerie (1944) in New York City. This play closely reflected his own unhappy family background. It was the first of a string of successes, including A Streetcar Named Desire (1947), Cat on a Hot Tin Roof (1955), Sweet Bird of Youth (1959), and The Night of the Iguana (1961). With his later work, he attempted a new style that did not appeal to audiences. His drama A Streetcar Named Desire is often numbered on short lists of the finest American plays of the 20th century, alongside Eugene O'Neill's Long Day's Journey into Night and Arthur Miller's Death of a Salesman.

Much of Williams' most acclaimed work has been adapted for the cinema. He also wrote short stories, poetry, essays and a volume of memoirs. In 1979, four years before his death, Williams was inducted into the American Theater Hall of Fame.

From Wikipedia

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Displaying 1 - 7 of 7 reviews
Profile Image for Anastasia.
60 reviews176 followers
February 24, 2017
Normalmente non mi limiterei semplicemente a riportare le parole d'altri per descrivere un testo, ma in questo caso Gerardo Guerrieri nella prefazione ha centrato talmente bene il punto che mi sento di farlo. Cito alcune parti focali:

“[..] ed ecco queste due civiltà messe di fronte, l'una, quella degli antichi conquistatori, divenuta fragile e sensitiva per una specie di rapida e paradossale evoluzione storica, l'altra, quella dei già vinti, all'assalto, senza timore né cura di tradizioni, nel culto della violenza, con un ininterrotto impeto vitale. Che difesa può opporre l'esangue figlia del pioniere a questa ondata che l'assale alle spalle? O la figlia dell'emigrante che appena toccato il suolo d'America si sente travolta da quell'instabilità, abbandonata dalle tradizioni in cui era nata? I personaggi di Williams si trovano qui, fra queste due categorie di déracinés: i deboli nell'età del ferro. Ma la loro sorte non sarebbe segnata come quella dei che gli antichi sfracellavano precipitandoli dalle montagne, se essi incontrassero un po' d'amore. Amore, che qui significa aiuto a riaccettare la vita, a riallacciarsi con la storia, a non perdersi nella memoria, nella nostalgia, nell'orgoglio. Senza portare l'interpretazione troppo in là, è evidente qui almeno una cosa, che una certa coincidenza di condizioni provoca in costoro uno stato anormale, morboso della sensibilità nel quale un trauma è una ferita mortale. Perché al trauma si allea una solitudine senza rimedio. Sia l'emigrante che l'ex aristocratico si trovano nelle stesse condizioni di disagio e partecipano allo stesso martirio di vana ricerca della stabilità, della consuetudine, della norma cui erano abituati. E quando cedono, anche la loro capacità morale cede. E resiste soltanto in loro un istinto di felicità che li domina: e che non è altro che il loro istinto di conservazione traspostato nell'immaginazione; la realtà è smentita e si accetta di vivere nella favola.
Anche la morale, in questo processo, si è perduta; siamo al momento in cui i bisogni vitali sopprimono l'attività morale dell'individuo e lo spingono a riaffermare i propri desideri, con l'intensità di colui che sta per annegare.
[..] È pirandelliano, ad esempio, e dei più dolorosi, il richiamo di Williams alla pietà di fronte all'illusione: “che colpa ha lei se si vede costretta a compensare alle crudeli deficienze della realtà con l'esercizio di un po' di immaginazione” (The Lady of Larkspur Lotion, 27 in Wagons). L'illusione fa da compensazione, [..]. La necessità di compensazione nasce negli insoddisfatti, nei delusi, in coloro che la vita ha privato di un unico bene (una famiglia, una tradizione, un amore); la privazione di questo bene travolge in loro l'equilibrio morale, e stabilisce una nuova tensione di desiderio, istintivo, animale, febbrile; l'antica censura freudiana si apre ai loro desideri repressi, il loro mondo sentimentale sbanda: divengono, così, immorali. Il loro candore è perfetto perché i loro ricordi sono immacolati, la loro fede non trema. Il modo di sperare [..] è senza millennio, essi non sperano tanto che la società muti, ma che ci sia sempre quella in cui sono nati. [..] Qui nessuno pensa o spera di cambiare. L'evasione nel futuro è divenuta disperato attaccamento a un punto nella traiettoria del tempo, a un'immagine isolata e cara, insostituibile, a una religione lontana, a un Dio misteriosamente fisso e scomparso, in un mondo abbandonato all'instabilità, alla volgarità e alla violenza.
[..] La poetica di Williams si propone appunto questo: riprodurre e quando si può, rivelare la verità che era nell'essere misterioso, risuscitandolo con cecoviana minuzia allusiva di particolari e contrappunti di musiche. [..] alla musica affida la precisazione di stati d'animo, ricordi, atmosfere. L'atmosfera carica di suoni, echi lontani di Williams è già in sé un tentativo di fare concerto, di disporre un fluido vitale, sensitivo, sospeso, in cui le parole rimbalzino e i personaggi siano in rilievo: contro un muro sonoro.”

Williams è sempre intenso, anche in situazioni espresse nel giro di un breve atto unico.
Profile Image for Elisa.
10 reviews3 followers
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August 11, 2024
La febbre da Tennessee Williams mi ha portata anche ai suoi «Blues», una raccolta di quattro atti unici: The Dark Room, Portrait of a Madonna, The Long Stay Cut Short, This Property is Condemned.
Lo stile, i temi e i personaggi restano abbastanza aderenti a quelli di «Un Tram che si chiama Desiderio» e, come in quel caso, Williams conferma di essere un ottimo scrittore di conflitti, e di dialoghi, oltre che d’essere provvisto di una grande delicatezza nel tratteggiare le atmosfere e le proprie protagoniste.
Quello che cambia è il respiro narrativo che, per ovvi motivi strutturali, si fa più breve e più condensato; ma anche la natura del conflitto in parte si semplifica, lasciando da parte le contrapposizioni che scaturiscono da estrazioni sociali differenti (come era il caso di Blanche e Stanley): qui infatti la classe di appartenenza è decisamente quella più umile, in forma abbastanza omogenea – se ne distacca soltanto il personaggio della signorina Collins, la quale sembra avere un passato da proprietaria del Sud, ma, in ogni caso, ormai in rovina già da diverso tempo.
Assume, a questo punto, molta più rilevanza il disagio psicologico: le protagoniste di questi drammi, dalle varie età – si passa dalla bambina all’anziana –, sono ancorate a un passato ormai perduto e vagheggiato, così come ciò che desiderano fortemente è imbattersi in un po’ di tenerezza, rispetto, amore. Invece, sono costrette a confrontarsi con il ruvido pragmatismo di chi le circonda e con una solitudine profondissima, che le condanna per sempre a una frattura insanabile tra la società da cui si sentono respinte e il mondo delle illusioni in cui trovano rifugio.
E tutto ciò spesso passa attraverso il rapporto con il sesso: nella sventura, nella ferita dell’abbandono, ecco che la ricerca di conforto fa da miccia al desiderio sessuale, che, incapace di affermarsi come forza pura e vitalistica, finisce per piegarsi a certe “storture”: la figlia della signora Pocciotti, lasciata dal ragazzo, si rinchiude nel buio della propria camera, nuda, e rifiuta qualsiasi interazione che non sia quella con l’ex; la sig.na Collins sfoga il proprio desiderio sessuale nella fantasia di venire ripetutamente stuprata da un vecchio fidanzato, adesso marito di un’altra donna; infine Willie, la bambina-prostituta, che ha “ereditato” gli amanti della sorella maggiore morta di tubercolosi, assunta a modello da emulare e mescolata alle fantasie sulle dive del cinema.
Nonostante la diversa estrazione sociale rispetto a Blanche, anche nelle parole di queste protagoniste (tranne nel primo atto, dove la ragazza in questione non compare mai in scena e dunque non parla) risuona, in forma riadattata, la stessa tensione poetica, sognante, tipica della follia e della mistificazione – si riconosce lo stesso tentativo di abbellire con un po’ di “magia” le brutture del reale.
Una piccola menzione finale va anche alle didascalie di Williams che, con forza espressionista, attraverso particolari oggetti, fenomeni atmosferici o colori regolano la temperatura emotiva del testo: come l’uragano che si abbatte sulla zia Rosa, che è stata appena allontanata dai nipoti, oppure il cielo bianco, vuoto e lattiginoso, di Willie, o ancora il sole accecante della sig.na Collins, che non concede neppure un po’ di ombra.
Profile Image for Gregorio.
38 reviews1 follower
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November 11, 2025
Da “Proibito”


TOM: Ti sei fatta male?
WILLIE: Un po’ scorticato il ginocchio. Meno male che non ho messo le calze di seta.
TOM: (scendendo dal terrapieno) Sputaci, così non brucia.
WILLIE: Già.
TOM: Così si curano le bestie, sai. Leccandosi le ferite.

[…]

WILLIE: Perché non sei a scuola?
TOM: Speravo che ci fosse vento per far andare l’aquilone.
WILLIE: È che cosa te lo faceva sperare
TOM: Il cielo era così bianco.
WILLIE: È un segno?
TOM: Già.
WILLIE: Capito. Sembra che l’abbiano spazzato con una scopa. Vero?
TOM: Già.
WILLIE: È bianco, proprio. Come un foglio di carta pulita.
TOM: Mmm… mmm.
WILLIE: Ma il vento non soffia.
TOM: Macché.
WILLIE: È troppo in alto per sentirlo. In alto in alto, in soffitta, a far polvere ai mobili che ci sono lassù.

[…]

WILLIE: Sai dove è Alva adesso?
TOM: A Memphis?
WILLIE: No.
TOM: A New Orleans?
WILLIE: No.
TOM: A St. Louis?
WILLIE: Non lo indovini mai.
TOM: E dove è?

Willie non risponde subito.

WILLIE: (solennemente) In compagnia dei vermi.
TOM: Cosa?
WILLIE: (violentemente) In compagnia dei vermi, al cimitero, al camposanto. Mi capisci quando parlo?

[…]

WILLIE: Non è morta come al cinematografo. Quando uno muore al cinematografo, suonano i violini.
Profile Image for Marta.
896 reviews13 followers
September 4, 2020
American Blues

The Dark Room (1956) ***
Portrait of a Madonna (1941) ***
The Long Stay Cut Short, or, The Unsatisfactory Supper (1948) *****
This Property Is Condemned (1946) ****
Profile Image for Valis.
16 reviews1 follower
January 28, 2020
Probabilmente meno conosciuto di altre opere, in questo libretto di poche pagine c'è tutto Tennessee Williams. New Orleans è il sottofondo ideale per quattro drammi intensi che si intrecciano con la miseria e le sue sfaccettature.
Displaying 1 - 7 of 7 reviews

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