Amo molto la Graham per i gialli e i suoi paranormal (la saga Krewe of Hunters), ma in versione storica sinora l'avevo letta come SHANNON DRAKE (serie western meravigliosa), sempre con grande appagamento.
Anche la sua serie "Florida Civil War" è molto conosciuta, però purtroppo da noi sono arrivati soltanto due volumi.
Questo PRIGIONIERA, peraltro arriva, dopo il primo capitolo, appunto non pubblicato in Italia, in cui viene narrato il matrimonio forzoso di Tara Brent e Jarrett McKenzie, che avrei voluto moltissimo leggere.
Qui la storia viene riassunta e intuiamo qualche sprazzo, però per me Jarrett e Tara (che pure appaiono come comprimari) stravincono alla grande sulla coppia James/Teela.
I fratelli McKenzie sono figli dello stesso padre, ma mentre Jarrett è bianco, anche se cresciuto dalla seconda moglie indiana e quindi comunque legato alle genti native della Florida, il minore James è un mezzosangue, in bilico tra due mondi.
Dopo aver scelto di vivere come Orso che corre, ha visto morire la bellissima moglie pellerossa e la figlia più piccola, per cui ha affidato l'ultima figlia rimastagli al fratello, facoltoso proprietario di una piantagione, e vive ai margini della società civile, mediando e affiancando le tribù superstiti dei Seminole nella loro ultima disperata lotta contro l'esercito statunitense che vuole confinarli verso le riserve dell'ovest, per dare le terre ai coloni.
Quando il romanzo inizia, siamo nel 1837, la guerra infuria ormai da tempo, i trattati di convivenza sono stati violati (soprattutto a causa dei bianchi; direi che la Graham è piuttosto netta nel prendere posizione e nel dimostrare simpatia alle tribù sterminate, piuttosto che ai bravi soldati blu che lottano per il "loro" paese) e per dare l'ultimo colpo di grazia l'esercito si avvale di ufficiali spietati come il maggiore Warren. In tutto questo il maggiore decide di chiamare a sè la figliastra ribelle, che ha appena rifiutato il pretendente da lui proposto. Per sfuggire a quest'uomo brutale e violento, Teela accetta la provvisoria ospitalità di Jarrett e di sua moglie, e qui si imbatte in colui che scambia all'inizio per un avvenente gentiluomo.
Ma sotto la camicia bianca e la rendigote, c'è il bellissimo corpo di Orso che corre...
Si tratta pur sempre di un introvabile, con 24 anni di età, per cui si indulge a un certo melodramma. Di solito gradisco abbastanza le trame tumultuose, ma ho trovato la protagonista un po' troppo sopra le righe.
Se James è giustificato nel suo essere tormentato e dilaniato, pure provato dal lutto, di Teela ci viene detto in continuazione che ha una chioma rosso fuoco, che è indomita, tumultuosa, ecc., però sostanzialmente non fa altro che fare di testa sua, senza pensare, e esponendo a rischi e gravi pericoli se stessa e coloro che vorrebbero aiutarla. Direi che c'è un baratro tra lei e la lucida, riflessiva Tara.
Da subito, poi, si attacca all'indiano senza mollarlo più, peggio di una colla, anche se la scena dopo lo detesta, in un continuo prendersi, lasciarsi e rincorrersi, in mezzo agli agguati e alle battaglie.
Nel complesso, a parte Teela, il romanzo si legge bene, e la Graham inserisce un corredo di informazioni storiche e analisi delle politiche del tempo, che gli conferiscono una buona credibilità storica.
Infine Orso che corre deve tenere fede alla presunta forza amatoriale del selvaggio rispetto al quieto bianco, quindi si dà da fare con costanza: scene di passione garantite.