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Dio odia il Giappone

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Tokyo, fine anni novanta. Concluse le scuole, Hiro Tanaka e i suoi amici un po’ sballati si dividono tra università e lavoretti part time, rave party e sessioni di shopping sfrenato a Shibuya, fughe oltreoceano e inseguimenti precipitosi. Paranoico e insicuro, innamorato respinto e schiavo delle sue ossessioni, Hiro cerca di trovare se stesso all’ombra di un Giappone che tutto ingloba e immobilizza, togliendo il futuro da sotto i piedi a lui e a tutta la sua non-generazione. Dio odia il Giappone è un romanzo per immagini folgorante e comico, radicale e profetico, scritto nel 2000 e ancora inedito in tutto il mondo fuorché in Giappone. Il più sensibile narratore della cultura pop contemporanea rende omaggio al Paese del Sol Levante fotografandolo nel momento storico in cui il collasso economico e il fanatismo religioso hanno dato vita a un nuovo, pericoloso culto della morte.

224 pages, Paperback

First published January 1, 2001

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About the author

Douglas Coupland

109 books4,691 followers
Douglas Coupland is Canadian, born on a Canadian Air Force base near Baden-Baden, Germany, on December 30, 1961. In 1965 his family moved to Vancouver, Canada, where he continues to live and work. Coupland has studied art and design in Vancouver, Canada, Milan, Italy and Sapporo, Japan. His first novel, Generation X, was published in March of 1991. Since then he has published nine novels and several non-fiction books in 35 languages and most countries on earth. He has written and performed for the Royal Shakespeare Company in Stratford, England, and in 2001 resumed his practice as a visual artist, with exhibitions in spaces in North America, Europe and Asia. 2006 marks the premiere of the feature film Everything's Gone Green, his first story written specifically for the screen and not adapted from any previous work. A TV series (13 one-hour episodes) based on his novel, jPod premieres on the CBC in January, 2008.

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Retrieved 07:55, May 15, 2008, from http://www.coupland.com/coupland_bio....

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132 (39%)
3 stars
125 (37%)
2 stars
35 (10%)
1 star
4 (1%)
Displaying 1 - 30 of 32 reviews
Profile Image for Bruno.
255 reviews144 followers
February 12, 2016
Ho divorato la prima parte del libro e l'ho trovato il libro ideale: divertente, terribilmente ironico e molto cinico. Le illustrazioni spassosissime aggiungono quel tocco visivo in più che rende la comicità della narrazione ancora più esilarante. I capitoli brevi velocizzano la lettura.

(Quando arriva il 'ma'?)

Eppure, non so perché, la seconda parte mi ha tremendamente annoiato. Mi sono accorto che arrancavo nella lettura e che avevo totalmente perso interesse per le vicende narrate, specialmente tutta la parte dedicata a Vancouver. Ho letto una sfilza di recensioni entusiaste qui su Goodreads, il che mi fa pensare che sia stato solo un problema mio e della mia soglia dell'attenzione inspiegabilmente calata. Avrei voluto dare almeno 3 stelle perché lo reputo un libro valido, ma quando subentra la noia qualcosa vorrà dire.
Profile Image for Agnese.
44 reviews7 followers
January 30, 2013
"Dio odia il Giappone" è una storia narrata in prima persona da Hiro Tanaka,ragazzo sballato ma forse più profondo di quanto egli stesso immagini. Attraverso i suoi racconti (a volte interrotti dalle lettere indirizzate al proprio "Clone" futuro e dalle illustrazioni pop di Michael Howatson), ho vissuto le esperienze di Hiro, le sue paranoie,la follie inspiegabili e le mancanze di punti di riferimento.

Le vicende sono bizzarre e,nell'immediato,suscitano un'ilarità benevola. Tuttavia,tra una riga e l'altra o nascosta tra i capitoli stile "Caro clone", ho percepito amarezza,tristezza,rassegnazione. Hiro non riesce a comunicare coi suoi genitori e questo dato di fatto,negli ultimi capitoli, viene portato a conseguenze estreme. Hiro scappa ma cerca anche (persone,attenzione,risposte..), come se avesse bisogno di qualcosa. Hiro,tra tutte le pazzie e insensatezze che compie,a tratti lucidamente si scopre stanco e desideroso di cambiamento. Tutto questo e molto altro dà vita a un protagonista problematico,contraddittorio e interessante. Intorno a lui gravitano altri personaggi (Tetsu,Reiko,Kimiko,Naomi,i genitori..),meno approfonditi ma molto densi e lapidari nelle loro apparizioni più o meno saltuarie. Inoltre,in diverse situazioni,emerge la figura del "gaijin" e si torna spesso sulla questione dell'integrazione dello straniero in Giappone,cosa vista con grande scetticismo e che meriterebbe senz'altro un ulteriore approfondimento.

A livello di forma, il libro è decisamente piacevole,sia per lo stile colloquiale sia per la struttura (capitoli brevi,a volte anche di una pagina o poco più). Buona anche la scelta della lunghezza globale: il racconto è abbastanza essenziale e non si dilunga eccessivamente. Come accennato prima,varrebbe la pena informarsi su molte altre tematiche giusto accennate,quali la religione e il contesto sociale giapponese.
Profile Image for Loredana Gasparri.
7 reviews7 followers
May 25, 2013
I was struck by the title. When I read it, my direct, mental and personal reply: of course he doesn't! This is the story of the unsatisfactory life of Hiro Tanaka, told by himself. When he starts, he's a weird teenager, looking for himself, trying to be himself without coping with the Japanese system, but unable to find his own path. He wants to be original, he looks upon his country, his family and the society he's living in with contempt. He wants to oppose himself (to whom? His family, who doesn't care so much for him? The Japanese society, which is interested in everybody complying with rules and being an excellent subject? Maybe all of this), but cannot carry his rebellion further than a void life, spent amongst drugs, suspicious friends and situations. He'll find a balance, after a trip to Canada, a stunning disclosure about his own family. I really liked this book, even when the atmosphere got destitute, in some points. He's the opposite to Ms Yoshimoto and her lyrical paintings of the Japanese society, even at its worst.
Profile Image for Yupa.
784 reviews128 followers
June 1, 2019
Stile furbetto, colloquiale, ammiccante, com'è doveroso(?) quando si narra di gggiovani, e con tutte le parolacce giuste al posto giusto.
Ma dietro lo stile c'è poco, un libretto con una o due scenette comiche ben riuscite e per il resto la solita storia di gggiovani alienati, condita con sesso e droga, ovviamente sintomi di degrado.
Unica particolarità l'ambientazione giapponese, peccato che l'autore insista a farci sapere a tutti i costi che lui il Giappone lo conosce meglio degli stessi giapponesi, infilando qua e là parole in lingua locale non richieste e fuori luogo (davvero ha senso scrivere "cucina" o "mamma" in giapponese e spiegarlo in nota?).
Profile Image for Ilmatte.
365 reviews19 followers
September 18, 2014
coupland a me fa questa impressione. che ti faccia capire che il mondo ti stia prendendo in giro, con la vita fatta di lego, il profumo di cervo in calore, i qr code colorati e i 5500 oggetti presi a caso. o con l'epifania di un ragazzo giapponese, che si accorge di quanto sia assurda la società in cui vive, passando da Tokyo a Vancouver. mi chiedo cosa penserebbe un giapponese - anzi no, il mio "amico" giapponese paranoico - leggendo questo libro.
e invece per tutta la prima metà mi sono chiesto come facesse a sembrare così giapponese, e poi ho capito.
ho messo insieme la faccia di coupland coperta di chewing-gum, le torri gemelle, la fila per le foto, Vancouver, tutti i suoi libri che finiscono allo stesso modo, e ho capito: è lui, che ti prende per il culo. e mentre leggi, ride.
Profile Image for Alessandra.
383 reviews16 followers
December 3, 2013
Douglas Coupland condensa il meglio della sua capacita' comica ed ironica in una storia meno surreale del solito e tratteggia il ritratto di alcuni adolescenti giapponesi che personalmente avrei voluto conoscere.

Piu' lontano che d'abitudine dai toni da fine del mondo, e supportato da spettacolari illustrazioni a meta' tra il Manga ,la pubblicita' e Takashi Murakami, Dio odia il Giappone merita tantissimo di essere letto.
Profile Image for MariaStefania -  Маша.
323 reviews
March 31, 2018
Tre stelle stiracchiate. Mi aspettavo molto di più. Invece in alcuni passaggi l’ho trovato troppo poco incisivo (non vorrei arrivare ad usare la parola superficiale perché non penso lo meriti).
Si legge in un attimo ma per quello che avevo letto e sentito sul web, mi aspettavo qualcosa di molto profondo, un ritratto del Giappone più onesto di quello fatto da molti giapponesi, invece mi è sembrato uno sforzo poco più che caricaturale.
Profile Image for vediallavoceleggere.
77 reviews25 followers
December 30, 2019
📍 Tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta del Novecento, a Tokyo, Hiro finisce le superiori e, come molti suoi coetanei, non ha un obiettivo. Non è particolarmente legato alla sua famiglia, non ha un talento da coltivare, non ha desideri. Vive in uno squallido appartamento della periferia di Tokyo insieme a Tetsu, il suo migliore amico, e salta da un’azienda a un’altra: viene sempre licenziato per la sua condotta. Ma le giornate di Hiro scorrono lentamente senza novità o stimoli. L’evento che sconvolgerà la sua vita sarà un attentato alla metropolitana che lascerà Naomi, sorella di Tetsu, quasi morta. La terribile conseguenza di questo incidente è l’asportazione di un polmone per Naomi, ma anche il consolidamento dell’amicizia tra Hiro e Tetsu.

Tra viaggi in Canada, disillusione, inesperienza e droghe, i due ragazzi arrivano a venticinque anni senza aver concluso nulla. I loro occhi sono rivolti sempre al passato.
All’improvviso Hiro è costretto a tornare in patria, perché una storia che vede protagonisti i suoi genitori richiede la sua presenza. È questo il momento in cui tutti i dubbi di Hiro trovano una risposta, lasciandolo però con una terribile domanda: “Perché?”.

📖 «Negli ultimi giorni della Seconda guerra mondiale, l’Imperatore ci ha comandato di andare a morire come gioielli infranti, poi hanno distrutto il nostro popolo, e noi lo abbiamo ricostruito. Adesso è di nuovo il momento della distruzione. È nel nostro sangue giapponese. È la nostra maledizione e la nostra benedizione: ricostruire e reinventarci sempre, ogni volta.»

“Dio odia il Giappone” è un romanzo strano. Non posso dire che mi sia piaciuto, ma nemmeno che mi abbia lasciata indifferente. La storia procede senza colpi di scena per tutta la prima metà del libro, ma dal momento dell’attentato c’è una climax che stringe il cuore sempre di più. Anche se alcuni aspetti sono affrontati in modo superficiale, io, come Hiro, mi sono ritrovata a capire il senso di tutto soltanto nelle ultime pagine, alla chiusura del cerchio.

Credo di essere di fronte a una storia unica, che solo con il tempo potrò capire fino in fondo...
Profile Image for Monica De giudici.
304 reviews16 followers
July 6, 2024
C'era una volta, a Tokyo, un ragazzo con nessun talento particolare, a parte quello di lanciarsi con tutta la sua forza contro le vetrine di malcapitati negozi. Beh sa anche fare cose come tagliare tutti i raggi della bicicletta ai mormoni che si permettono di convertire e sedurre le sue più belle amiche.

Insomma, un tipo particolare Hiro Tanaka, che affronta la crisi economica giapponese di quegli anni come può, e come può fa fronte alla sua di crisi, in ballo tra l'educazione giapponese tradizionale e troppo rigida in cui si sente così stretto e la difficoltà a rivolgersi verso l'esterno, popolato da stranieri, gaijin, che si vestono così male e parlano una lingua che lui capisce ben poco.

Insicuro si, ma con stile. Sarcastico, illogico, fuori di testa, pure un po' stronzo. Si fa prendere dallo shopping modaiolo compulsivo, scrive lettere a un suo ipotetico clone che secondo lui in futuro non molto lontano sarà creato per dargli consigli su come vivere (o sopravvivere) al meglio, avrà a che fare con attentati, incidenti e pericolose sette religiose, andrà in Canada con un paio di scuse e ne tornerà... in modo alternativo.

Romanzetto breve, diciamo di formazione, leggero, divertente, pieno di illustrazioni, per niente banale. Il tema non è nuovo ma il protagonista regge perfettamente il palco.
Ogni volta che leggo un ISBN edizioni mi chiedo come ha fatto a fallire. Questa collana poi si chiamava "i Vinili". Come non amarli?

Una cosa non ho capito: perchè Douglas Coupland, canadese, ha scritto questo libro che poi pare abbia visto la luce soltanto in giappone e in italia? Voi lo sapete? Sarà vero?
37 reviews2 followers
February 9, 2019
Devo dire che rispetto agli altri due libri che ho letto di Coupland (Generazione X e Shampoo Planet) questo mi è piaciuto , l'ho letteralmente divorato (complice anche la malattia che mi ha costretto a letto questi ultimi giorni). Gli altri due mi avevano annoiato.
Il protagonista principale secondo me assomiglia sempre un po' troppo ai protagonisti dei libri precedenti ma la cosa non mi è pesata mentre leggevo. E' scorrevole, i colpi di scena sono pochi (forse solo uno) arrivano silenziosi senza provocare grossi traumi ma funzionano e danno una grossa impronta drammatica al romanzo. L'autore mostra il Giappone come un luogo molto triste e superficiale e rende perfettamente bene l'idea. Mi è piaciuta anche l'espediente narrativo del dialogo con il suo possibile futuro clone allo scopo esprimere meglio alcuni pensieri e mostrare alcuni tratti caratteriali aggiuntivi del protagonista.
Un libro da leggere.
Profile Image for Alicebv.
70 reviews2 followers
December 31, 2017
Sottotitolo: romanzo di amore e fine del mondo..e in effetti ci sono entrambi nella storia di Hiro, simbolo di una generazione che non crede più nei valori tradizionali..ma ai quali non ha saputo trovare sostituti.. ..e così Hiro si trova a sopravvivere, sapendo di non volersi omologare, consapevole della mancanza di qualcosa, ma senza le idee chiare sul futuro..
Complessivamente, mi aspettavo qualcosa di meglio..la storia e scorrevole, ma piuttosto banale.. ..qualche spunto divertente c’è, ma sicuramente non è un libro che mi ha cambiato la vita!
472 reviews
Read
January 6, 2026
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Profile Image for SiMo.
331 reviews61 followers
October 17, 2023
Non ho ben capito il punto del romanzo: inizia con una trama e termina con un "colpo di scena" che salta fuori totalmente dal nulla, e in generale per tutti il libro non ho capito bene dove l'autore volesse andare a parare. Però mi ha coinvolto, si è fatto leggere volentieri e considerando che è il primo libro che riesco a terminare in un tempo decente da marzo, è un punto a favore
Profile Image for Serena.. Sery-ously?.
1,152 reviews225 followers
Read
February 19, 2020
Sono ancora confusa, ci penso su (mi è piaciuto, ma è veramente fulminato :D)

Popsugar reading challenge A book set in Japan, host of the 2020 Olympics

Around the world in 52 books A book related to the 2020 Olympic Summer Games in Japan

Profile Image for Gualtiero Dragotti.
119 reviews
May 9, 2020
La stessa freschezza di Generazione X in un'opera a tratti datata ma che per certi versi riesce ad essere ancora attualissima.
Profile Image for Silvia.
38 reviews1 follower
October 31, 2021
Un tiepido ritratto del Giappone e qualche parolaccia di troppo.
May 23, 2025
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Profile Image for Pitichi.
611 reviews27 followers
April 15, 2016
B-movie alla giapponese

Douglas Coupland: una rivelazione! Non so esprimere in altri termini l'entusiasmo per aver scoperto un autore del genere.
Dio odia il Giappone è un libro strano, che si compone sostanzialmente di due parti: una prima parte statica, in cui assistiamo al nichilismo e allo spleen adolescenziale del protagonista, Hiro, relegato in una Tokyo asfittica, popolata di ubbidienti burattini e di gaijin, gli americani espatriati in Giappone, assurde caricature dell'uomo e della donna di successo. Poi, all'improvviso, la follia terrorista irrompe come un brutto b-movie nella vita di Hiro e del suo amico Tetsu: il punto di svolta, la brusca deviazione nella traiettoria ormai consolidata del loro grigio avvenire.
I due partono per il Canada, con una missione che è un po' un pretesto per fuggire da casa, da quella assurda routine quotidiana fatta di lavori occasionali, videogiochi, divertimenti simulati, vestiti alla moda e mozziconi di sigaretta. Vancouver diventa un miraggio, un falso spiraglio di vita autentica, un castello di carte che crollerà con la stessa semplicità con cui era stato imbastito.
Questo romanzo è inframmezzato da illustrazioni geniali di Michael Howatson, che danno corpo ai pensieri di Hiro, come in un fumetto, e dalle lettere che il protagonista scrive ad un suo ipotetico Clone, per insegnargli i trucchi della sopravvivenza e metterlo in guardia contro il suo destino di reietto, impresso nel suo stesso DNA.
Davvero non ci sono parole per descrivere Dio odia il Giappone, bisogna solo aprirlo, leggerlo ed assaporarne ogni pagina.

La mia recensione completa su http://librisucculenti.blogspot.it/20...
Profile Image for Logolepsy.
323 reviews25 followers
January 11, 2023
"Il più sensibile narratore della cultura pop contemporanea rende omaggio al paese del Sol Levante fotografandolo nel momento storico in cui il collasso economico e il fanatismo religioso hanno dato vita a un nuovo, pericoloso culto della morte.", dice la trama del libro nella primissima pagina. Fotografandolo? Davvero?
Ecco l'unico aspetto negativo di questo "romanzo d'amore e fine del mondo". Mi era stata promessa un'istantanea del Giappone in crisi di fine anni '90, ma io non l'ho trovata. Anzi, per esserci c'era, ma era parecchio fuori fuoco, poco delineata, per niente nitida. La situazione del Giappone non viene descritta, solo criticata, e anche in modo poco specifico, rendendo difficile, almeno per un lettore poco informato sui fatti storico-sociali del Paese, la totale comprensione della critica sociale che, in questo libro, dovrebbe essere forte.
Per il resto, però, il romanzo è decisamente bello. Ben scritto e coinvolgente, il protagonista, Hiro, è un personaggio totalmente fuori dagli schemi, una sorta di disadattato. Indisponente, arrabbiato e cinico, la sua storia, tragicomica, risulta molto divertente in quanto raccontata da lui stesso col suo tono diretto e irriverente. Gli "sketch" di "Caro clone", poi, rendono davvero bene: un autoritratto ironico presentato con una nota di rammarico unita ad una inevitabile rassegnazione.
Un bel libro, piacevole da leggere e non troppo impegnativo (anche se avrebbe potuto esserlo di più). Una lettura sicuramente consigliata, soprattutto per gli appassionati (e gli informati) del Giappone.
Profile Image for Stefania.
10 reviews
April 23, 2020
Di taglio cinico e diretto, il fantastico Coupland schiaffa tra le pagine la cruda ma scialba realtà dei figli dei primi anni '80. La storia verte su Hiro, un ragazzo che non ha la minima idea di che farne della propria vita se non divertirsi e cambiare continuamente lavoro in cerca della sua libertà. Questo è infatti il desiderio del giapponese medio dell'epoca, sentendo però le pressioni sociali della generazione precedente - vittima ineluttabile della freddezza e rigidità del dopoguerra - costretti a seguire una sola via, la tradizione.
La storia si incentra anche su altri personaggi, protagonisti del continuo cambiare di Hiro, fino a quando egli stesso non comprenderà l'ironia della vita ed gli obiettivi intrinsechi.
Lettura altamente consigliata, divertente e leggera, nonostante i suoi numerosi spunti di riflessione.
Profile Image for Sergio Frosini.
247 reviews17 followers
December 1, 2012
Gradevole, lo stile è quello classico un po' esagerato "ma sottotono" di Coupland, che racconta (o meglio fa raccontare dei suoi squinternati protagonisti) eventi da triste farsa eccessiva senza quasi scomporsi; il giappone ei giapponesi descritti sembrano proprio "privi di senso" come ce li immaginiamo noi occidentali, non so valutare quanto corrispondano alla realtà. Averlo letto con continuità, senza momenti di "stanca", direi che depone già in favore del libro.
Profile Image for Taksya.
1,053 reviews13 followers
April 25, 2016
Tre stelle solo perché si lascia leggere velocemente e perché il protagonista adora Star Blazers.
Un ritratto del Giappone fatto da un rappresentante della generazione degli anni '80, più o meno.
Una sorta di elenco di stereotipi raccontati dal protagonista che poco incidono sulla conoscenza del paese da parte di chi già non lo conosce.
Un elenco di cose da spuntare che non diventano noiose solo perché il libro finisce prima.
Profile Image for LH.
135 reviews17 followers
June 19, 2013
Coupland wrote a book in Japanese. Yes he did. It's been translated into Italian. A very good read about aimless young folk who get caught up in great gusts of big issue worldly themes like love and death and madness and fake religion. Then they go back to being aimless young folk again. Recommended (if you can read Italian or Japanese!)
Profile Image for GONZA.
7,449 reviews127 followers
January 7, 2013
Divertente e agghiacciante al tempo stesso. Dieci anni della vita di un giovane giapponese, tra attentati al sarin, parenti affiliati ad una cellula terroristica, mormoni canadesi espatriati in Canada e la vita a Vancouver vista con gli occhi a mandorla. Un Coupland come te l'aspetti.
Profile Image for Little Icelander.
41 reviews3 followers
January 5, 2014
Se ti piace Coupland, non deve mancare nella tua libreria. Se invece non lo conosci, potrebbe essere un buon inizio. Uno sguardo pop sull'apocalisse interiore, resa con la leggerezza che gli pertiene.
Profile Image for Francesco.
29 reviews
May 4, 2015
qual'è il posto di Hiro Fukuta nel mondo? Quand'è il nostro posto nel mondo? Con ironia Hiro/Douglas ce lo mostra
Profile Image for ila.
23 reviews5 followers
July 7, 2015
Eh, non so, a me Coupland piace... e questo libro "giapponese" mi è molto piaciuto.
Profile Image for Chiara (Catullina).
299 reviews69 followers
December 1, 2019
Libro originale, divertente. Diversissimo dai libri che sono solita leggere. Capitoli cortissimi, flash, e immagini stile manga a pagina intera. L'ho divorato.
Profile Image for Giulia.
73 reviews35 followers
September 2, 2016
3.5
Una volta credevo che Dio odiasse me in particolare, Hiro. Ma Dio non odia me: Dio odia il Giappone.
Displaying 1 - 30 of 32 reviews

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