Trattato davvero interessante, che racconta la storia del processo agli untori della peste a Milano del 1630, affrontando il tema della tortura e dei problemi causati da essa.
Pietro, analizzando il processo, analizza l'importanza della tortura, che fa confessare cose improbabili e false, tutto con l'obiettivo di salvarsi da altro dolore.
Verri parla di come le persone, sconfitte dal dolore e dalla morte, cerchino un colpevole, qualcuno su cui addossare la colpa, che sarebbe in realtà di carestia e malattia. La ricerca di un colpevole, la paura di ciò che sta accadendo, la tortura e la morte di innocenti, tutto per cercare disperatamente di salvarsi.
Molto interessanti le origini della tortura, che non derivano da Dio (infatti nella Bibbia si va contro a questa pratica) e neanche dai Greci e dai Romani (che torturavano solo schiavi quindi metà colpa dai), ma dai tiranni.
Lo consiglierei? Sì, è davvero interessante, scorrevole e sensato, nonostante sia stato scritto nel settecento. Daje Pietro (però non mi scordo che hai sposato tua nipote).
Anche qui, come nella Storia della Colonna infame, sono raccontati i fatti che portarono il Piazza e il Mora alla tortura e poi alla morte durante l’epoca della peste a Milano, 1630 . Questo libro fu pubblicato alcuni anni dopo essere stato redatto, questo fece in modo che uscisse prima “Dei delitti e delle pene “ di Beccaria e ci fu una sorte di controversia fra loro sul diritto di copy right. Scrivo questo perché è stato abbastanza arduo leggerlo, perché tutto il saggio è inframmezzato da atti scritti in latino o volgare ed altri stralci presi da alcune dichiarazioni del Re di Prussia scritti in francese,riportati in originale e tradotti, ho studiato entrambe le lingue, ma la fluidità non è la stessa della Storia della colonna infame o dei Delitti e delle pene. Questo per dire di quanto questo scritto sia preciso negli atti riportati, quanto le descrizioni siano peculiari e quanto le ragioni sull'inopportunità della tortura vengano ben spiegate anche mettendo in parallelo le giurisdizioni degli altri paesi. Ormai in tutta Europa molti stati stavano abbandonando il metodo della tortura ed applicando processi relativamente giusti con avvocati difensori, testimoni attendibili, giurie non corrotte e conniventi etc. E’ un testo figlio dell’età dei Lumi ed ancora attuale, la tortura esiste ancora anche in paesi occidentalizzati, anche se non è prevista dalla legge è attuata, vedasi il caso del carcere di Abu Ghraib in Iraq e lo scandalo del 2004 o le torture a Guantánamo a Cuba o il nostro scandalo nostrano sul massacro sul corpo già umiliato di Cucchi. Il fatto che si contesta principalmente è che la tortura è inutile, perché un uomo che non può padroneggiare il suo corpo, non riuscirà mai a dire la verità e sotto tortura potrebbe affermare qualsiasi cosa. Ecco le delazioni, ecco i processi solo per dichiarazioni infamanti o per vendetta da parte di chi aveva conti in sospeso con qualcuno. Milano dopo la peste e tutte le condanne a morte agli untori diventò una città senza anima, trafitta dal dolore e dalla stanchezza.
Dopo "Dei delitti e delle pene" questo trattatello si qualifica come un importante tassello del pensiero illuministico italiano nelle sue accezioni più filantropiche. Dimostrare l'inutilità e l'ingiustizia della tortura partendo dalle vicenda della colonna infame resa celebre dal Manzoni è l'obbiettivo che si pone Pietro Verri. Purtroppo non trovò mai il coraggio di pubblicare le sue riflessioni.