Scappare
Questo romanzo dal titolo stravagante è il seguito di “Lontano da Crum”, con un incipit che coincide esattamente col finale del libro precedente: Jesse, determinato ad andarsene per sempre (?) dal luogo dell’infanzia e adolescenza, cerca un passaggio sulla Statale munito di una valigia di cartone e poco altro.
Quanto ai “cannibali” del titolo, non si tratta che del nomignolo affibbiato dagli abitanti di Crum (West Virginia) ai teppisti del Kentucky che, dall’altra riva del fiume di confine fra i due stati, sono soliti bersargliarli di pietre, quando va bene e non hanno un fucile a pallini a portata di mano…
Comincia così sul ciglio della Statale, l’unica via che costeggia il miserando borgo di Crum, il lungo viaggio del protagonista, ennesimo “vagabondo in cerca di fortuna” che percorre le strade e la narrativa americana, una lunga fila di solitari sradicati le cui gesta e peripezie sono state raccontate in varie forme da Mark Twain, Salinger, Kerouac, Updike e altri fino al Demon Copperhead di Barbara Kingsolver, l’ultimo in cui mi sia imbattuto finora.
Per potersi distinguere in una compagnia così folta e autorevole lungo sentieri alla lettera particolarmente battuti, occorrono doti di originalità fuori dal comune e Maynard trova la sua peculiarità e il suo marchio di fabbrica in uno stile diretto caratterizzato da un linguaggio molto esplicito, ruvido e sboccato, ma anche ironico e divertente, senza escludere scene di sesso ed episodi di violenza alternati a pause di apparente pace e serenità che danno a Jesse l’illusoria e fugace sensazione di aver trovato il suo posto nel mondo.
Romanzo di fuga e on the road quindi, ma anche di formazione per un ragazzo che, dal West Virginia al Kentucky fino alle coste della South Carolina dove addirittura troverà un lavoro di bagnino, paradossale per un montanaro degli Appalachi, sarà sempre alla ricerca di cibo, denaro, sesso, forse amore, e con l’ansia di sopravvivere sfuggendo a coloro che amano perseguitare quelli come lui, nella fattispecie un predicatore fuori di testa o un feroce e spietato vicesceriffo.
Alla fine, così come è fuggito da Crum al termine del precedente romanzo, Jesse abbandonerà anche tutti questi luoghi, non solo perché braccato ma soprattutto alla ricerca di libertà e futuro, poiché “C’è una Crum sepolta nel profondo della maggior parte di noi… può essere diversa per ciascuno di noi, un luogo così penoso, così vacuo, così veritiero, così estremo, così oscuro, così abrasivo, così formante, così maledettamente formante che esiste una sola cosa che vi può venire in mente di fare. Scappare”.