«Gli italiani non sono portati per la rivoluzione. Bravissimi nel tiro al piattello e irraggiungibili nell'arte culinaria, la rivoluzione non rientra però nell'elenco delle loro specialità. In centinaia d'anni, mentre francesi, americani e russi si ribellavano all'andamento della propria Storia, gli italiani sceglievano strade alternative quali la diplomazia, l'iniziativa individuale, l'attesa della dipartita naturale del nemico, il superenalotto. Il piantagrane si svolge in un Paese che somiglia molto all'Italia dei giorni nostri. Narra la vicenda di un individuo qualunque che, suo malgrado, si trova a innescare un grande, strabiliante, radicale cambiamento. A causa della sua semplice presenza, tutti cominciano ad agire secondo logica e buonsenso. Addirittura secondo coscienza. Si tratta di un pericolo enorme, che nessuna società occidentale può permettersi di affrontare: il pover'uomo, quindi, diventerà ben presto oggetto di una feroce caccia da parte dei servizi segreti. Qualcuno cercherà di aiutarlo, inviandogli l'angelo custode più grottesco e maldisposto che si possa immaginare: un omino forzutissimo, che frulla parole storpiate dall'ignoranza e da un'oscura sapienza. E così il destino del pianeta e la possibilità stessa di una rivoluzione saranno nelle piccole mani di una coppia stralunata».
Uno stile leggero, un po' ingenuo e ripetitivo si dipana attraverso le vicende del romanzo. Personaggi piatti e a volte disturbanti (vedi Granchio e il suo peculiare "slang") caratterizzano una trama con un potenziale enorme, ma sviluppata in maniera inconcludente. Lo sforzo dell'autore teso a suscitare ilarità (che non arriva) è visibile a occhio nudo. Il finale di una banalità disarmante.
Forse un po' meno spassoso di 'Un calcio in bocca fa miracoli', ma ugualmente originale e, sicuramente, un buon compagno per passare momenti spensierati in allegria. Una cosa che avevo notato l'altra volta sullo stile di scrittura di Marco Presta viene qui confermata: mi piace tantissimo come, spesso, riesce a mischiare sapientemente - con risultati esilaranti - un episodio solenne, ufficiale, reverenziale, inusuale, con qualche riferimento a misere situazioni quotidiane su cui solitamente si sorvola. Un esempio: 'Le orazioni funebri descrivono il carattere del defunto nello stesso modo in cui l'aspetto di vostra sorella, dopo che s'è preparata due ore per uscire con un corteggiatore, somiglia a come è davvero la mattina appena alzata'.
Libro molto bello con delle bellissime idee che forse valeva la pena approfondire, invece vengono un po' lasciate da parte. Forse certe descrizioni potevano essere meno attente o lunghe per meglio invece delineare i personaggi sia quelli principali che quelli secondari.
Tutta la parte finale mi risulta un po' oscura e lasciata un po' troppo aperta. Avrei sperato in qualcosa più incisiva, non positiva o da fiaba con tutti vissero felici e contenti, però non così lasciata a mezz'aria.
Comunque è un libro molto piacevole, pieno di spunti sia sull'Italia che sulle persone, per riflettere.
Favola moderna alla maniera di Stefano Benni che pur non mantenendo tutte le promesse inziali ci gratifica con invenzioni linguistiche originali e trovate deliziose come quella delle piante del vivaio e delle discussioni con cui esse partecipano alle vicende dello sfortunato ed incredibile protagonista
Immagina che all'improvviso ti venga un superpotere. Non la capacità volare, la super forza o i raggi X.... un superpotere un pò scomodo per te, scomodissimo per il resto del mondo. Storia divertente e surreale che fa riflettere su tutte le bugie bianche o nere che diciamo e ci vengono dette ogni giorno.
Totalmente inaspettato. Conoscevo presta di nome per le sue attività radiofoniche, non sapevo fosse uno scrittore, e anche bravo. Un paio di trovate, e un particolare personaggio, varrebbero la quinta stella.
A mio parere, se avesse avuto la struttura di un racconto sarebbe stato molto più efficace. Si sarebbero evitati alcuni episodi non necessari allo svolgersi della trama e forse il messaggio finale (che ad ora mi risulta comunque ancora un po' confuso) sarebbe stato più conciso.
Un libro con del potenziale ma mal sfruttato. Deludente, soprattutto nel finale. Uniche note di merito: lo stile (molto leggero e colloquiale) e una sorta di rapporto crescente tra i due protagonisti, che purtroppo però non sono ben sviluppati.
Un giorno qualunque, la vita di un vivaista subisce un twist improvviso. Una storia che incuriosisce, ma con difetti sparsi tra le pagine e un finale tra lo scontato e l'incomprensibile.
Avevo questo libro non so da quanti anni. Me lo regalò mia sorella appena uscito e non l'ho mai letto. Un giorno, non sapendo cosa leggere, l'ho preso tra le mani e ho dato una possibilità al buon Marco Presta (che sento ogni mattina alla radio). Mi sono ritrovato in un libro ben scritto, che scorre molto bene e che porta con se una trama molto particolare e divertente. Spesso i libri presentano trame molto banali e per niente "accattivanti"; parlo di quei libri dove, una volta posato, ti rendi conto che hai letto qualcosa di talmente banale che non capisci se lo hai già letto o meno. Questo invece ha porta avanti un'idea di base molto divertente e strana che ti convince ogni pagina di più. Lo consiglio davvero a tutti.
Non esistono segnali che ci avvertano all’inizio di un giorno particolare, diverso dagli altri, destinato a centrifugare la nostra esistenza..... Il piantagrane incipitmania.com
Delicato e sottile, con qualche passaggio un po' lento ma nel complesso assai tenero. Ancora una volta Presta dimostra una profonda fiducia nell'essere umano, nonostante tutto.
Adorabile come conduttore radiofonico, fenomenale anche come scrittore. Per la seconda volta Marco Presta non delude le aspettative e riesce in racconto divertente e mai banale.