La scienza cerca di scoprire quali sono le leggi che regolano l'universo, il nostro pianeta, il nostro corpo, mediante osservazioni ed esperimenti. La conoscenza scientifica rende liberi, ci sottrae a paure irrazionali, a quel terrore che i nostri antenati provavano davanti a fenomeni naturali inusuali, quali l'apparizione di una cometa, un'eclisse di Luna o peggio ancora di Sole. La curiosità che caratterizza il genere umano l'ha portato, attraverso secoli di osservazioni, a decifrare pian piano il libro dell'universo, la «cupola stellata» a cui accenna il titolo di questo libro. In una conversazione appassionata con Marco Santarelli, Margherita Hack ripercorre nodi essenziali che riguardano lo sviluppo della scienza in sé e i rapporti della scienza con gli altri saperi. In primo luogo dà conto degli sviluppi della cosmologia e della nostra conoscenza dell'universo, ove continuamente si susseguono nuove scoperte, tra le più recenti quella relativa al bosone di Higgs. La Hack affronta poi i rapporti, a volte burrascosi, tra scienza e religione, rivendicando con coerenza la possibilità e l'urgenza di un'etica laica. Il volume tratta anche le relazioni più ampie che riguardano la scienza e la società: i rapporti tra ricerca scientifica e democrazia, lo stato dell'università italiana, la «fuga dei cervelli», il problema irrisolto delle due culture.
Un libro che riporta la genialità e la prontezza di una delle donne italiane più incredibili che ci siano mai state. Idee che parlano della società dei giorni nostri in modo calzante e puntuale. Meravigliosa la parte finale, in cui espone come ha scoperto la sua passione per l’astrofisica. Ho solo una critica che sento l’impellente bisogno di portare: perché concludere un libro che tratta, citando il titolo, del “dialogo su scienza ed etica” con una domanda su cosa ne pensa delle donne che, come lei, decidono di non avere figli? Una domanda che trovo di pessimo gusto e che, a mio avviso, non era utile alla discussione, potendosene tranquillamente fare a meno. Mi chiedo se a un uomo con gli stessi risultati della grande Margherita Hack qualcuno avrebbe mai posto la domanda sul perché non abbia voluto avere figli…
This entire review has been hidden because of spoilers.
Un libro che si legge in fretta e facilmente, probabilmente il testamento spirituale della grande astrofisica che ha fatto tanto per la divulgazione scientifica e la libertà di pensiero in Italia. Lo stato dell'arte della ricerca astrofisica, le sue idee, qualche notizia sulla sua storia personale. Interessante il fatto che quella che i cattolici hanno voluto spacciare come nemico ateo n. 1, in realtà in merito all'esistenza di Dio manifesti una posizione alquanto neutra: non si può provare, quindi, come scienziata, la questione non mi interessa, punto.
Quando si parla di ricerca si rischia di andare presto fuori tema, parlando di "cervelli in fuga" e strumentalizzazione. Ma la Hack ci ricorda che la Ricerca è l'unico mezzo che l'uomo ha di far luce nei misteri che ci circondano e d'impegnarsi per il miglioramento della qualità di vita di ogni essere umano. Da qui la necessità di liberarsi dai pregiudizi, che impediscono di aprirsi al nuovo e al diverso.
Margherita Hack ci parla poi (II capitolo) di Scienza, religione ed etica laica, mostrando che la mancanza di una fede religiosa non implica la mancanza di un'etica e di una morale. Anzi, un'etica non legata ai precetti di una religione è, per la Hack, più vera.
Infine una citazione dal libro: " Che si tratti di scienza, di religione o di politica, la libertà d'opinione va difesa anche a costo ddi violare la legge."
Un testo di grande attualità che spazia dalle ragioni della laicità alle grandi domande sull'universo, da riflessioni sull'attuale panorama politico-culturale ad argute critiche sull'uso superficiale dei social network. Una bella testimonianza da parte di una grandissima donna, ancor prima che insigne scienziata.
Questo libro presenta le idee di Margherita Hack sulla ricerca, la politica e la religione in forma di intervista. Margherita Hack è sempre stata un'ottima divulgatrice e esprimeva le sue idee in modo chiaro e sintetico.