Una piccola isola vulcanica ai margini estremi del Mediterraneo meridionale, Tari. Uno squisito resort di lusso arrampicato sulle rocce del versante disabitato dell’isola e raggiungibile solo via mare, Villa Metaphora. Pochi ospiti internazionali, ricchi e famosi, in cerca di qualche giorno di tregua dalle pressioni del mondo. Da queste premesse nasce una vicenda avventurosa, drammatica, ironica, sentimentale. Di capitolo in capitolo, la storia si snoda in una successione di punti di vista: l’architetto e imprenditore milanese proprietario del resort, la sua assistente e amante tarese, un giovane marinaio nato anche lui sull’isola, un potentissimo banchiere tedesco e sua moglie, una giornalista francese in incognito, due anziani coniugi italiani dediti al gioco delle deduzioni, una star del cinema americano e suo marito, inventore di un metodo brevettato per risolvere i problemi altrui, una giovane italo-irlandese alla ricerca delle sue origini, un falegname dall’animo artistico, uno star-chef spagnolo che soffre di isolofobia, un politico italiano in cerca di sostegno da parte dei “poteri forti”. Quattordici modi di pensare, quattordici stili narrativi, ognuno ben distinto dagli altri. Con Villa Metaphora Andrea De Carlo scrive il suo romanzo più ambizioso e provocatorio, raccogliendo la sfida di raccontare il mondo di oggi con le sue virtù e i suoi difetti, i suoi vizi, le sue paure, le sue insostenibili contraddizioni.
Il libro mi è piaciuto molto fino alle ultime trenta-quaranta pagine (su 925, direi una buona percentuale!). Il finale però mi ha deluso perché dopo aver passato 900 pagine ad analizzare con cristallino dettaglio le idee, le reazioni, le emozioni dei personaggi, metà di questi vengono brutalmente abbandonati, non si sa come finisce la loro storia. Si intuisce, certo, ma le loro emozioni/sensazioni ecc? Nada? Insomma, scrivere un romanzo di oltre 900 pagine e non riuscire a risolvere del tutto il finale mi pare paradossale. Detto questo, il libro è scritto davvero bene, ogni personaggio con la sua voce e il suo carattere che si tramuta in una scrittura personalizzata, in un crescendo di cambi di punto di vista molto interessante, che non fa affatto pesare la lunghezza della storia, soprattutto considerato che tutto si svolge nel resort di lusso abbarbicato sul lato disabitato di un'isola sperduta nel Mediterraneo. Consigliabile leggerlo in vacanza, come ho fatto io, se no non si finisce più...
(read in german translation) what a wonderfully accomplished novel by andrea de carlo! it has everything a good novel should have: an interesting setting - a newly opened luxury resort on a tiny italian island in the mediterranean; a cast of varied and interesting characters, each with their own problems and stories - from the star-architect and owner gianluca perusato, for whom the resort is a pet-project turned difficult, with lots of problems and exploding costs, to his younger girlfriend and « assistent manager « lucia, and her cousin carmine, the factotum of the resort (finding appropiate staff on the tiny island being more then challanging); the rest of « staff », including a spanish star cook and paolo, a sculptor and wood artist, creating furniture from drift wood; then - the guests of the five suits - lynn lou shaw, an alchohol etc dependent hollywood star and her husband, brian neckart, international coach and problem solver (except his own); lara laremi, lynn lou’s friend (invited by lynn lou - she wouldn’t be able to afford the price of a suite, 5000/night!): werner reitt, german banker, ceo of high finance, and his wife, brigitte - and, later, his assistant, matthias; and, later, goma, an italian politician who absolutely wants to meet reitt;simone poulanc, leftist french journalist posing as rich single to write a devastating review; and an older italian couple. all of them are interesting in their own way, the author tells the story from different pov’s, going from one character to another, managing to keep the voices distinct, it works wonderfully. to avoid spoilers, let’s just say that, during the 7 days of the opening week of the resort, everything that can go wrong does so, and then some more. the storytelling is excellent, wise, funny (satirical is probably a better word), and the surprises keep coming, it becomes a true page-turner in the second half, and does so without ever loosing it’s depth and philosophical value - what an achievement! the german translation was excellent, the book (diogenes) has a little more then 1000 pg, and i have deeply enjoyed every single one of them and could very well imagine reading it again very soon (now? :-)) couldn’t recommend it more!
Eine sehr intensive Geschichte um eine Zivilisation, die buchstäblich bergab geht. Ein Luxusressort in Schwierigkeiten, distinguiertes Klientel und lauter kuriose und überraschende Wendungen und Verwicklungen. Sehr interessante Charaktere, die überzeugend eigenständige Stimmen mit Wiedererkennungswert besitzen. Leseempfehlung! (Auch wenn man sich manchmal durch die Seiten durchbeißen muss.) 4.5 Sterne.
Un libro interessante sino alla prima meta' dopodiche avviene di tutto e di piu, le descrizioni dei luoghi ed i personaggi sono ben descritti e permettono al lettore di entrare nel racconto, peccato poi che avvenimenti e personaggi assurdi ed improbabili riempiano l'altra meta' del libro....la fine e' l'apoteosi dell assurdo. Dedicato agli uomini e alle donne che cercano ancora un filo conduttore
Difficile inquadrare questo libro... sicuramente ben scritto e a tratti anche molto avvincente, la personalità dei personaggi è ben delineata anche se leggermente stereotipata. La trama cattura fino a metà circa, poi l’assurdo delle vicende raccontate fa scadere tutto. Il finale poi è l’apoteosi di tutto ciò: le vicende vengono prese in esame al dettaglio durante tutto il libro (900 pagine per descrivere 5 giorni) mentre il finale sembra quasi buttato lì per caso.
Un capolavoro! De Carlo e' un maestro nella descrizione di personaggi con personalita' svariate e delle loro interazioni, e' questo secondo me e' il suo libro migliore fino ad ora. Non mi sorprende che molti non siano riusciti a finirlo perchè non è un libro facile, e sono parzialmente d'accordo con alcuni commenti che in alcuni punti è un pò troppo lento e potrebbe essere forse in generale un pò più corto (per esempio tutta la scena coi russi potrebbe anche essere stata lasciata fuori). Ma ciò non toglie che la trama sia sviluppata benissimo e con un ritmo nel complesso appropriato ed estremamente coinvolgente, E' vero che diventa tutto un pò surreale ma è un specia di ''realismo magico'' che funziona benissimo in questo romanzo, e la conclusione e' perfetta. Si capisce gradualmente sempre di più come andrà a finire e la risoluzione mi sembra molto appropriata e anche un po quasi ironica ma anche scherzosa, accettando di 'rivelare' e 'salvare' i personaggi a cui l'autore in fonod vuole più bene.
Secondo me un romanzo bellissimo e sofisticato e all'altezza di qualsiasi altro della letteratura mondiale. Graze Andrea de Carlo!
Il romanzo è ambientato in una piccola isola vulcanica non troppo lontano da Lampedusa, Tari. Un architetto ha la folle idea di ristrutturare un antico casale per trasformarlo in un pregiato resort di lusso, abbarbicato sulle impervie rocce del versante disabitato dell’isola e raggiungibile solo via mare. Dopo anni di problemi di varia natura finalmente Villa Metaphora è pronta per accogliere i primi ospiti, tutti ovviamente facoltosi e, in teoria, alla ricerca di una vacanza fuori dai soliti schemi. Quattordici personaggi, quattordici vite per creare un romanzo che fotografa mondi articolati e complessi, per porre gli uomini di oggi sotto una lente d’ingrandimento. L'architetto e imprenditore milanese proprietario del resort, Gianluca Perusato; Lucia, la sua assistente e amante tarese; Carmine, il cugino di lei, giovane marinaio tuttofare, nato anche lui sull’isola; Werner Reitt, un pezzo grosso di una banca tedesca coinvolto in uno scandalo sessuale, e sua moglie; la signora Poulanc, una giornalista francese in incognito; i signori Cobanni, due anziani coniugi italiani che si divertono con il gioco delle deduzioni; Lynn Lou Shaw, una star del cinema americano, e suo marito, inventore di un metodo brevettato per risolvere i problemi altrui; Lara, una giovane italo-irlandese alla ricerca delle sue origini; Paolo un falegname dall’animo artistico; Ramiro, uno star-chef spagnolo che soffre di isolofobia; ed infine Gomi, un politico italiano in cerca di sostegno da parte dei “poteri forti”. Confinare per una settimana i personaggi su un’isola pressoché inaccessibile e lontana da agi e modernità, concede all’autore l’arma giusta per indagare l’anima dei suoi protagonisti, per far sì che gli stessi si confrontino e si scontrino. Il risultato è stato quello di abbattere il muro dell’apparenza, indagare senza tabù e ipocrisie tanti aspetti dell’uomo; con spirito pungente e sarcastico l’autore ne coglie vizi e virtù, sia nelle vesti imposte dai ruoli sociali sia nell’intimità della vita privata. DI capitolo in capitolo cambia il punto di vista da un personaggio all’altro e questo all’inizio potrebbe lasciare un po’ spiazzati ma poi si inizia ad apprezzare questa cosa che permette di conoscere meglio ogni singolo personaggio. Quella che De Carlo mette in evidenza è una società avida, gretta, insensibile, opportunista, immorale. Potrebbe sembrare pessimista in modo esagerato ma sicuramente stimola una riflessione profonda per capire in quale mondo viviamo. C’è tanta realtà in queste pagine, tanta Italia e tanto mondo odierno. Nota di demerito la mancanza di traduzioni di alcune frasi dette dai vari ospiti che sono in lingue quali il tedesco, lo spagnolo, il russo e che possono risultare incomprensibili nonostante il contesto. Personalmente ho mal tollerato i capitoli raccontati da Carmine per il linguaggio non facilmente comprensibile e che impone un notevole rallentamento rispetto alla lettura in generale.
Die Villa Metaphora ist ein gerade erst eröffnetes Luxushotel an der unzugänglichen Seite der sehr abgelegenen italienischen Insel Tari. Der Architekt Perusato hat sich hier einen Traum verwirklicht und obwohl noch gar nicht alle Arbeiten abgeschlossen sind, treffen schon die ersten Gäste ein.
Nach und nach versammelt sich eine bunte Mischung Persönlichkeiten auf diesem speziellen Fleckchen Erde am Fuße eines aktiven Vulkans. Die Gruppe besteht ua aus einer egozentrischen und weltfremden amerikanischen Schauspielerin, ihrem Mann, der viel Geld mit Coaching verdient, einem liebenswürdigen älterem italienischen Ehepaar, einer zynischen und bissigen Französin, die undercover Journalistin ist, einem deutschen Ehepaar - er aus der Hochfinanz - das kühl und unnahbar wirkt... ideale Zutaten für das Drama, das sich zuerst auf menschlicher und später auch auf physischer Ebene entwickelt.
7 Tage und 1000 Seiten später sind einige erschöpft, andere verschollen und der ein oder andere hat es auch nicht überlebt. Andrea de Carlo gelingt es sehr gut menschliche Abgründe zu skizzieren und wirft die Frage auf nach dem, was im Leben wirklich zählt. Teilweise hat das Buch jedoch Längen, besonders am Ende. Nach über 4 Wochen mit dieser exzentrischen Menschenansammlung bin ich auch erstmal froh wieder festen Boden unter den Füßen zu haben und mich anderen Themen widmen zu können.
Für Leser, die zwischenmenschliche Dramen mögen, Naturkatastrophen und eine Prise Aberglauben nicht verabscheuen.
Mi ha fatto compagnia da settembre a dicembre.. L'ho preso a piccole dosi, una decina di pagine per volta prima di andare a dormire. Decisamente impegnativo, se non altro per la mole, più denso dei soliti romanzi di De Carlo e molto differente anche stilisticamente: la solita storia d'amore che rende il protagonista matto come un setaccio di sensazioni e aspettative occupa una piccola parte della storia. Il resto è occupato dalla carrellata di personaggi attorno ai quali si svolge la vicenda, a cui l'autore dà voce inventandosi un registro differente e peculiare, che li rende unici e memorabili al pari di persone vere. Dietro ognuno di loro c'è una quantità di ricerche notevole per raccontare carriere, passioni, personalità, paesi di provenienza. Tutto quello che riguarda i personaggi offre anche il pretesto, caro a De Carlo, per parlare dell'attualità politica e sociale e fare a pezzi il presente. Spesso genuinamente divertente (il mio fidanzato mi sente spesso ridere dal bagno), mi ha coinvolta in un pantano di sentimenti, ambizioni, conflitti e relazioni confinati dentro un'isola tanto meravigliosa quanto impervia e inospitale, fino al finale catastrofico che mi ha un po' angosciata, ma non ho trovato improponibile come altri lettori. Mi ha tenuto tanta compagnia, mi ha intrattenuta, emozionata e divertita. Bello.
Non il suo libro migliore da un punto di vista della storia raccontata, ma oltre ad essere intrigante, questo libro ha una peculiarità quasi unica. De Carlo abbandona completamente il suo tipico stile di scrittura, e abbraccia stili diversi a seconda di chi è il personaggio principale di ogni capitolo. Giro d'applausi per uno di questi in particolare, che è praticamente scritto in un dialetto inventato! Standing ovation a priori.
VILLA METAPHORA di Andrea De Carlo Forse la protagonista è proprio la piccola isola vulcanica di Tari. Villa Metaphora si trova sull'isola, presuntuoso progetto di ristrutturazione e trasformazione in resort di un architetto di fama internazionale. La vicenda è narrata attraverso i diversi punti di vista dei personaggi presenti nella villa.
Man braucht zwar viel Durchhaltevermögen weil es extrem langsam erzählt ist, aber wenn man sich auf die Figuren einlässt und Zeit hat, lohnt es sich auf alle Fälle. Am besten hat mir gefallen, dass die Kapitel immer aus unterschiedlichen sichten geschrieben waren, so wurde es auf Dauer nie langweilig.
Sehr gut geschriebene Charaktere und Szenerie, zieht sich aber zum Ende hinaus ein wenig. Macht trotzdem durchweg Spaß zu lesen und erinnert an die Serie „The White Lotus“ oder den Film „Triangle of Sadness“
Storia sicuramente ben elaborata brn scritta. Ma decisamente decisamente troppo lungo È una serie tv arrivata alla trentesima stagione senza piu nulla da dire.
Un esercizio di stile lungo come l'inverno in Alaska, in cui la massima aspirazione di De Carlo è farci sapere che riesce a scrivere piccole battute di dialogo in cinque lingue straniere, ma soprattutto interi monologhi interiori in una lingua inventata che è la sola cosa che salverei del libro.
due per lo stile con cui conduce una storia senza senso... la trama è davvero da zero assoluto, esagerata. fino a metà il libro è davvero carino, poi incredibilmente cade nel dramma...
al di sotto delle aspettative, ho amato alcuni personaggi come Lara, Paolo e il cuoco Ramiro, ma in definitiva troppo ridondante e dispersivo, mi manca il vecchio stile di DeCarlo!