Jump to ratings and reviews
Rate this book

Il figlio di Bakunìn

Rate this book
Sullo scenario di una Sardegna orgogliosa, un rincorrersi di voci che si intessono e si intricano sfumando nel favoloso, tracciano la storia dell'anarchico e proletario Tullio Saba.
Sergio Atzeni è uno scrittore giovane di radici - inevitabili radici, si apprende leggendolo - sarde, affondate in una cultura distillata e in un sentimento popolari (e nazionali, se la Sardegna è nazione). Più che al ritratto o al paesaggio, conseguentemente il suo raccontare rassomiglia all'affresco: scene e figure dislocate nello spazio della narrazione, ciascuna gravata di una sua vicenda e di suoi simbolismi. Era così il primo romanzo, Apologo del giudice bandito. Ancora di più questo, Il figlio di Bakunìn: Tullio Saba, anarchico che attraversa il Novecento, solitario incantatore, capopopolo medievaleggiante in un mondo che si modernizza dolorosamente. A lui guardano un numero di visi e di figure diversamente segnate, o sagome passanti che lo incrociarono. E lo raccontano chiedendosi chi sia stato; ma raccontando soprattutto di loro. E chi sia fattualmente questo figlio di Bakunìn, alla fine sfuma nelle opinioni, nelle testimonianze, nelle credenze: se sia ladro e assassino o ribelle, se morto o fuggiasco, se appassionato amante o profittatore: se sia traditore o eroe (per citare un famoso racconto di Borges in cui in un gioco di specchi si perde la realtà storica di un personaggio). Solo che il gioco di specchi di Atzeni non ha a che fare con la metafisica della inafferrabilità, piuttosto con la libertà e la sua leggenda. E della leggenda della libertà - vale a dire dei modi in cui la libertà è tramandata, sognata, raffigurata da un popolo - Atzeni raggiunge l'essenza.

121 pages, Paperback

First published January 1, 1991

3 people are currently reading
155 people want to read

About the author

Sergio Atzeni

48 books30 followers
Sergio Atzeni (Capoterra, 14 October 1952 – Carloforte, 6 September 1995) was a Sardinian writer.

Born in Capoterra, southern Sardinia, he moved to Cagliari where, as a journalist, he worked for some of the most important Sardinian newspapers. He also became a member of the PCI (Italian Communist Party), but later left the party, being disullusioned with politics. In 1986, he left Sardinia and travelled across Europe, but in the last part of his life he settled in Turin where he wrote his most important novels, including Il figlio di Bakunìn (Bakunin's Son), Passavamo sulla terra leggeri and Il quinto passo è l'addio. In 1995, he died in Carloforte while swimming in the sea during a holiday back in Sardinia.

All of Atzeni's works are set in Sardinia and were written in Italian. He experimented different techniques and styles across his novels. Most notably, he used a very original language that fused elegant literary Italian and the "patter" used by the working-class in Cagliari and Sardinia, where many words and sayings are borrowed from the Sardinian language. In this way Atzeni reproduces the immediacy of the spoken language in his novels. In some of his novels (e.g. Il quinto passo è l'addio and Bellas mariposas) he also used techniques akin to the "magic realism" style of many Southern American authors, where fantastic elements appear in the realistic setting.

Sergio Atzeni is considered, with Giulio Angioni and Salvatore Mannuzzu, one of the initiators of the so-called "Sardinian Literary Spring", the Sardinian narrative of today in the European arena, which followed the work of individual prominent figures such as Grazia Deledda, Giuseppe Dessì, Gavino Ledda, Salvatore Satta. Some of his novels have been translated in French, but only one, Il figlio di Bakunìn (Bakunin's Son), has been translated in English.

(from: http://en.wikipedia.org/wiki/Sergio_A... )

Ratings & Reviews

What do you think?
Rate this book

Friends & Following

Create a free account to discover what your friends think of this book!

Community Reviews

5 stars
69 (30%)
4 stars
108 (46%)
3 stars
49 (21%)
2 stars
2 (<1%)
1 star
2 (<1%)
Displaying 1 - 29 of 31 reviews
Profile Image for Post Scriptum.
422 reviews120 followers
October 21, 2017
"Un giudizio? Ne ho conosciuto altri, come lui, per cui la rivoluzione era un mito romantico. Quando è diventata pazienza e scrivania, lui ci è morto. Lui solo, per fortuna."

Fra testimonianze sincere o menzognere, espressioni d'affetto o d'indifferenza, di stima o di disprezzo, conosciamo Tullio Saba, figlio di "Bakunìn", calzolaio anarchico sardo. E sono le voci del coro di testimoni che narrano storie di antifascismo, storie di lotte e di botte, di fango e d'amore. Soprattutto narrano di Tullio Saba, i cui occhi color di buccia di nocciole, con piccoli spicchi verdi, dentro, color di erba a maggio, guardavano la rivoluzione come "mito romantico".
Tullio Saba è veramente esistito o è la trasfigurazione del sogno di libertà?
E il giornalista, cacciatore di ricordi, lo avrà veramente avuto quell'orecchino?
In fondo, che importanza ha. Si racconta di un piccolo eroe che - come tanti altri - nascosto fra le righe, rende grande la Storia. Quella Storia che par leggenda, ma ch'è vera. Così vera da scalfire anche la pietra più dura.
Profile Image for Dagio_maya .
1,109 reviews350 followers
October 23, 2017
Il paese è piccolo e la gente..mormora

Tullio Saba.
Chi era costui?
Sicuramente non un tipo anonimo, di quelli che ti passano davanti e neppure li vedi.
Sicuramente no.
Perché andando di porta in porta tutti hanno qualcosa da dire.
Voci che si sovrappongono, che si respingono che giocano a ricordare come più gli aggrada.
Tullio Saba c'era e non c'è più.
Così succede a tutti ma non tutti possono dire di aver lasciato un segno.
Poco importa quale sia la verità.
Profile Image for Marina.
898 reviews185 followers
December 25, 2021
Il primo capitolo inizia con una donna che racconta al figlio (giornalista, forse?) di aver sognato Tullio Saba. Gli suggerisce di andare a Guspini se vuole più informazioni su di lui. Gli altri capitoli sono dedicati ciascuno alla voce di una persona (di Guspini, presumibilmente) che lo ricorda, la maggior parte delle volte raccontando all'uomo alcuni aneddoti della vita di Saba. Tullio Saba era "il figlio di Bakunìn", ovvero di un anarchico che citava continuamente Mikhail Bakunin e per questo veniva chiamato così. Padrone di una fabbrica di scarpe che vendeva ai proprietari della miniera per i loro minatori, viene poi lasciato a piedi e da ricco diventa poverissimo, tanto che Tullio deve andare lui stesso a lavorare in miniera.

È un libro corale, con una struttura davvero particolare, fatta di capitoletti ognuno dedicato a una voce. Ogni persona, poi, ricorda Tullio Saba in modo diverso: per qualcuno era un santo, per altri un poco di buono, ecc.

Nonostante la struttura particolare, l'ho trovato sinceramente molto debole, non mi ha coinvolto neanche un po'. Certo, è ben scritto, ma non l'ho trovato niente di che. Non riesco bene a capire le recensioni entusiastiche, le leggerò meglio per capirci un po' di più...
Profile Image for Francyy.
678 reviews72 followers
February 16, 2018
Il libro parte in sordina e poi non riesci a lasciarlo, non appena hai capito come si svolge. Un misterioso personaggio, forse un giornalista, incontra persone che hanno conosciuto in un modo o in un altro Tullio Saba, il figlio di Bakunin, in un piccolo paese sardo. Lo hanno conosciuto figlio del calzolaio, giovane che lavora in miniera dopo essere divenuto orfano, operaio, sindacalista, imputato in un processo per omicidio, anarchico, comunista, musicista, deputato, uomo generoso, folle, coraggioso, bandito. Chi è Tullio Saba? Al lettore scegliere l'aspetto che più lo convince, in un caleidoscopio di immagini. Meritate quattro stelle
Profile Image for Gabriele Bitossi.
Author 4 books13 followers
Read
October 20, 2024
Chi era Tullio Saba?
Un minatore, un anarchico, un compagno, un amante perfetto, un ciarlatano, un borghese caduto in rovina?
Questo personaggio così mitico, eppure così quotidiano, attraversa il '900 e la sua identità multiforme viene ricostruita dalle persone che l'hanno conosciuto o solo sfiorato.

C'è qualcuno che mente? Qualcuno che "colora" la sua versione per esaltare il proprio vissuto e infangare Tullio?

Può darsi, ma, in fondo, a chi importa?
Profile Image for Maria Scanu.
55 reviews2 followers
January 8, 2022
Una piccola gemma scritta da uno che è morto tragicamente e troppo presto, rimanendo una promessa eterna della letteratura italiana.

In poche pagine Sergio Atzeni fa compiere al protagonista anonimo di questo libro, voce narrante, un viaggio identitario nella Sardegna Mineraria, nel tentativo di ricostruire l'immagine di Tullio Saba, la cui figura misteriosa si confonde nei ricordi e nelle vite di chi lo ha conosciuto o ne ha solo sentito parlare.

Le poche certezze su chi fosse veramente Tullio, il figlio di Bakunin, sfumano nei ricordi delle persone intervistate dal narratore, perché la memoria è un Giano Bifronte, sembra suggerirci Atzeni, che nel riesumare frammenti di vita li modifica e li mescola tra loro, restituendoci un quadro imperfetto.

Così al Figlio di Bakunin, anarchico di Guspini diventato comunista, vissuto da minatore, soldato, bandito, mascalzone, eroe popolare, non si riuscirà ad attribuire un'univoca identità, piuttosto in essa dovranno trovare posto tutte le contraddizioni emerse dalle memorie altrui.

Per molti sardi, me compresa, il tema delle radici e dell'identità è come la "saudade" per i portoghesi e i brasiliani, perciò questo libro lo so raccontare solo dal di dentro, cioè da isolana che segue le tracce delle proprie radici piantate nelle gallerie minerarie del Sulcis e perse chissà dove al Centro della Terra.

Però un elemento forte, che strappa questo libro al sardocentrismo l'ho riscontrato: dall'incipit al finale si ritrovano le stesse atmosfere di Rulfo in Pedro Paramo. Atzeni ci porta a Gúspini, a Gonnosfanadiga e a Carbònia e sembra di essere a Comala; sebbene in Bakunin il Tempo (della storia e del racconto) sia ben delineato a differenza che in Pedro Paramo, la Sardegna è quel posto in cui ti sembra che il Tempo Che Passa sia giunto a destinazione e diventa solo un'illusione.

Perciò il consiglio è di leggerlo, anche se non siete sardi, ma avete voglia di conoscere il nostro Juan Preciado.

In più, se vi piace il libro, vi consiglio con tutto il cuore di andare nel Sulcis e lasciarvi incantare dalle miniere di Montevecchio e Ingurtosu, dalla Galleria di Porto Flavia e dal paese di Buggerru, che a fine Ottocento era considerata la Piccola Parigi.
Profile Image for Sean McLachlan.
Author 81 books104 followers
January 12, 2014
No, I didn't read this in Italian, but for some reason the English translation from Italica Press isn't on Goodreads.
This novella recounts the deeds of a left-wing activist in a small Sardinian mining town during the time of Mussolini. Bakunin, the famous anarchist, doesn't actually make an appearance here; the protagonist's father is nicknamed "Bakunin" for his own political activism.
Actually, "protagonist" isn't quite the right term, because the subject of this book is dealt with entirely through third-person accounts from various villagers. We discover early on that these accounts aren't entirely reliable (some people even get key names wrong) and this is what makes this an interesting experiment in fiction. We learn of this man through the eyes of sympathizers and enemies, men and women, all of whom have different opinions and impressions about him. All of them, however, are deeply impressed by him and the changes he tries to make in a conservative society. Even those who dismiss him as stupid or unimportant seem to be doing that as a reaction to his being quite the opposite.
This is a book that will make you think of your own legacy. No matter how much you try to affect those around you, no matter how much of a mark you make on the world, how you are remembered is entirely up to those you survive you.
If you're willing to take a bit of experimentation in your fiction, give this a try. The Italica Press edition is still in print, although there are numerous weird typos ("buried" is consistently misspelled with two "r"s and the last sentence of the book ends with a comma) and you can pick it up easily enough.
Profile Image for Cami.
78 reviews37 followers
July 8, 2022
"Non volevo impedirgli d'essere comunista, né volevo che abdicasse alla sua fede. Mi bastava che limitasse il suo comunismo al tempo libero, alle chiacchiere d'osteria, e la smettesse di sabotare la produzione."

Chi è Tullio Saba? È un comunista sovversivo, è la riduzione della storia, forse è la Sardegna. La sua figura si evince a tasselli, attraverso una finta inchiesta che Atzeni mette su, onorando la volontà e la saggezza popolare di chi Tullio Saba l'ha vissuto e conosciuto. Le voci del coro, che cantano e bestemmiano, di un uomo che non si sa e non si vuole sapere, che vediamo attraverso filtri variegati, di amanti offesi, donne infatuate, anziane, amici, ex colleghi e libertine. Ieri s'è, oggi si era.
Profile Image for paola.
239 reviews29 followers
November 28, 2018
"Stanotte ho sognato Tullio Saba. Aveva la pelle del viso bianca come cera, e gli occhi spalancati, spaventati, o forse un po' tristi... Una camicia militare americana del tempo di guerra, lacera, a brandelli. Mi ha detto «Tutti mi hanno dimenticato, anche gli amici, anche le donne».
Te ne ho mai parlato?
Era un bravo ragazzo. Minatore. Compagno. Anche dirigente del partito. Un po' matto.
[...]
Vuoi che ti racconti la sua storia? [...]
Vai a Guspini, i guspinesi hanno buona memoria, era un loro compaesano, sanno tutto, se chiederai racconteranno.
E scoprirai quel che resta di un uomo, dopo la sua morte, nella memoria e nelle parole altrui".

Chi è stato Tullio Saba, figlio di Antoni Saba (detto Bakunìn per le sue idee anarchiche)? Un eroe? Un vigliacco? Un seduttore? Un buon figlio? Un damerino? Uno scansafatiche? Un sovversivo? Una vittima?
E che fine ha fatto?
30 interviste (alcune lunghe pagine, alcune di poche righe), condotte da un giovane con i capelli lunghi e l'orecchino a seguito del sogno di sua madre. 30 racconti che, nel tentativo sfuggente di inquadrare Tullio Saba, mettono a fuoco - oltre che una rete di ricordi, di amicizie e affetti - la realtà sociale nei centri minerari della Sardegna (Guspini, ma anche Carbonia, Buggerru quando ancora era 'la piccola Parigi'), una realtà fatta di invidie e dicerie tra compaesani, di rivalità tra paesi vicini, di drastica riduzione del benessere dei lavoratori con l'avvento del Fascismo. 30 racconti che sono uno spaccato di vita affascinante tanto quanto l'indefinibile Tullio Saba. 30 voci chiaramente caratterizzate e distinte che si accompagnano a quella della madre del 'ragazzo con l'orecchino e i capelli lunghi' e alla voce del ragazzo stesso e si uniscono a formare un racconto unico e ammaliante, che con i suoi non detti, con le sue contraddizioni, con i suoi silenzi crea un gioco di specchi in cui la verità resta inafferrabile, come l'orizzonte che si ritrae ogni volta che sembra di avvicinarvisi. ·

PS. nel 1997 da quest'opera è stato tratto il film omonimo diretto da Gianfranco Cabiddu.
Profile Image for Paola Bersi.
72 reviews
January 5, 2019
Un libro insolito. L'ho scelto casualmente in libreria, perchè attirata dal titolo. Dicono che l'arte di presta ad interpretazione, e ognuno può vederci ciò che vuole. Così è l'uomo.
Profile Image for Juanma.
77 reviews1 follower
May 10, 2021
La descripción del ser para otros a través de sus voces es la base narrativa de esta novela corta.
Profile Image for Ilgattopanza.
10 reviews
January 1, 2026
🤍 Il figlio di Bakunìn 🤍

"Se a Guspini viene Bakunìn", proprio così dice, parola per parola, come lo ricordo, "Io gli offro da bere e da dormire a casa mia, come se fosse mio fratello. E se Bakunìn mi dice 'Antoni, perché non bruciamo la chiesa?' io gli rispondo 'Andiamo, Bakunìn' e gli accendo i tizzoni"


Questo romanzo corale segue le tracce di un giovane comunista cercando di ricostruire la sua storia tramite piccole testimonianze di personaggi che l'hanno conosciuto o che ne hanno sentito parlare.
Ho trovato entusiasmante la scelta di rendere le testimonianze non totalmente affidabili, come davvero succede nei paesi affidandosi alle dicerie. Mi piaceva quando i vari personaggi si contraddicevano a vicenda.
Nel complesso il libro è bello, scritto molto bene.
Ammetto che, purtroppo, non ho mai sentito reale curiosità nel capire chi fosse questo Tullio, non sono riuscita a simpatizzare con questa figura misteriosa.
Alcune testimonianze mi hanno messa a disagio.
Capisco l'intento di rendere voci autentiche di un'epoca, ma il modo in cui alcune testimonianze (soprattutto quelle legate a molestie e oggettivazione) vengono descritte mi è sembrato esagerato, quasi compiaciuto. Ricordo che provai qualcosa di simile durante la lettura di Bellas Mariposasdello stesso autore.

Bellas mariposas
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for GiulsProietti.
75 reviews7 followers
January 22, 2025
Un protagonista narrato ma assente, la ricostruzione di una vita nelle parole e nei ricordi degli altri.
Chi diventi quando sono gli altri a raccontarti?

Azteni, in questo "mocumentary letterario" racconta la vita - inventata - di un personaggio misterioso e sfuggente, che sembra nascondersi tra le pagine negandosi al lettore, e nel farlo crea 30 voci tra loro perfettamente distinguibili, 30 personaggi che si caratterizzano in poche righe.
Una meravigliosa scoperta.

Riportare il finale di un libro credo sia la massima forma di spoiler... Ma è davvero troppo bello.

"Non so quale sia la verità, se c'è verità. Forse qualcuno dei narratori ha mentito sapendo di mentire. O invece tutti hanno detto ciò che credono vero. Oppure magari hanno inventato particolari, qui e là, per un gusto nativo di abbellire le storie. O, ipotesi più probabile, sui fatti si deposita il velo della memoria, che lentamente distorce, trasforma, infavola, il narrare dei protagonisti non meno che reso conto degli storici".
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for ilovecomics.
91 reviews7 followers
February 27, 2022
Non conoscevo Sergio Atzeni e mi ha colpito questo suo delizioso romanzo breve, che ho trovato lirico, a tratti struggente.

Quante vite ha vissuto Tullio Saba? Una sola, ma ci sembrano mille nelle testimonianze qui raccolte, testimonianze di chi l'ha conosciuto, di chi ne ha solo sentito parlare, di chi riporta voci ascoltate non si sa dove, di chi l'ha combattuto, di chi l'ha amato, di chi ne è stato compagno di vita e di avventura.

Una storia ambientata nel Campidano, una Sardegna paesana in cui è l'industria mineraria a reggere l'economia, ma questa Sardegna si fa universale nella descrizione della vita nella provincia italiana della metà del '900, con i ruoli tradizionali tra uomini e donne, le rivalità tra i paesi, le tensioni politiche tra rossi e neri, le lotte sociali. Un'Italia in cui i destini dei singoli erano spesso segnati in partenza, difficile sfuggire alla sorte assegnata, rimanevano i sogni a rendere accettabile la vita, sogni politici, amorosi, di riscatto. Dai destini già segnati solo alcuni coraggiosi, o semplicemente matti come Tullio Saba, cercavano di fuggire, ribellandosi allo status quo ... tutti quelli che non ci accontentavamo, che avremmo voluto un mondo o almeno un lavoro diverso ...

Chi era veramente Tullio Saba? Carabinieri, minatori, giudici, serve, signorotti, signorine, maestri, compagni di vita e di lotta, tutti raccontano il loro Tullio e le loro testimonianze sono spesso contradditorie, forse perché si portano dentro anche un po' dell'anima del testimone. O forse perché la vita ricordata di ciascuno di noi è così, è inevitabilmente anche contraddizione …
Profile Image for Stefania Oluic.
202 reviews3 followers
March 18, 2025
Una bella sorpresa questo libro, scritto sotto forma di intervista, è un omaggio alla Sardegna.

Una regione che è una nazione, un popolo orgoglioso e fiero delle proprie origini, che nulla ha da spartire con chi viene “dal continente “

Chi era Tullio Saba?

I ricordi di chi l’ha conosciuto sono labili, la memoria muta e si trasforma, la verità si perde nel tempo.

Per alcuni era un buon uomo, gran lavoratore, altruista e generoso.
Per altri, invece era un opportunista, un bugiardo, donnaiolo e traditore.

La narrazione copre mezzo secolo, dal fascismo al dopoguerra fino agli anni Ottanta: ognuno racconta la sua verità, mischiando il proprio vissuto con gli eventi storici, sociali e culturali del paese.

Di Tullio Saba, personaggio di fantasia anarchico e antieroe, si scopre tutto e non si svela nulla.
Resta un mistero persino la sua morte.
Profile Image for Fefs Messina.
210 reviews6 followers
September 24, 2018
Il mio primo approccio con Atzeni è stato positivo.
In questa originale inchiesta trainata da uno sconosciuto giornalista, viene fuori la figura di Tullio Saba, personaggio sardo che ha lasciato un'immagine di sè ancora ben viva nella comunità in cui ha vissuto. Si susseguono i punti di vista dei numerosi narratori, uno diverso per ogni capitolo, ognuno con la sua versione della storia. Narrazione più o meno simile al romanzo thriller Anima di Wajdi Mouawad, nonostante lì i narratori dell'intreccio siano gli animali.
Un racconto che da uno scorcio di Sardegna, quella sotto il fascismo, quella dei paesani e dei minatori. Molto interessante!
Profile Image for Michele Corona.
17 reviews
February 13, 2025
Libro molto scorrevole e con una struttura che ho apprezzato.
La descrizione di un uomo misterioso secondo la visione di chi lo ha conosciuto nelle diverse stagioni della sua vita.
Lettura leggera, ma non banale.
Profile Image for Leonardo.
49 reviews1 follower
October 23, 2023
In questa storia immaginaria un giornalista cerca informazioni su Tullio Saba, il figlio di Bakunin. Incontra una persona per capitolo, alcune telegrafiche.
7 reviews
October 20, 2025
Crolla l’armatura della miniera quanto crolla quella dell’ideologia. Una prosa dolce per un’architettura perfetta
252 reviews
January 29, 2025
"Atzeni
Il figlio di bakunin
Non so se perché l'ho trovato familiare ma la prosa mi è piaciuta, sempkice, discorsiva, da intervista con le.sole risposte.
Dovrei sentire il parere di un continentale
""""...certi in paese dicevano che aveva il sopracciglio ad angolo a furia di spiare dappertutto, e le orecchie a sventola a furia di origliare dietro le porte chiuse..."""
Profile Image for Doyle.
361 reviews50 followers
January 2, 2022
Un récit original où le fils spirituel italien révolté de Bakounine, à contre-courant de la réaction fasciste, est décrit par les yeux de celles et ceux qui l'ont connu, de toutes les manières même contradictoires et infâmantes. Un récit politiquement peu subtil mais pas désagréable non plus
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Tostoini.
31 reviews33 followers
November 16, 2010
Un libro bellissimo.
Scritto in maniera essenziale, poetico e amaro, un libro con dentro la Sardegna, i sardi, ma senza banalità, senza facili rappresentazioni oleografiche e stereotipe.
Un libro sull'inafferrabilità dei ricordi e sulla verità, su quello che resta di un uomo nella memoria di chi l'ha incontrato.
Un bel libro insomma.
Uno dei migliori, forse il migliore in assoluto per me, dei libri di Sergio Atzeni, scrittore che avrebbe meritato più attenzione in ambito nazionale, e la meriterebbe anche adesso.
E il libro da cui è stato tratto l'omonimo film, ma senza dubbio il libro è infinite volte migliore...
Profile Image for Monia B.
35 reviews3 followers
February 27, 2021
"...E scoprirai quel che resta di un uomo, dopo la sua morte, nella memoria e nelle parole altrui." Così viene fuori un uomo che è tante persone diverse, oppure una sola, vista attraverso quel caleidoscopio che sono i ricordi, le dicerie, le leggende. La storia di un uomo che racconta anche la storia di un popolo e di un'epoca.
6 reviews
October 7, 2024
Il modo più bello per immergersi nella vita del Novecento della Marmilla, tra guerre, Ventennio e anni di piombo. Una storia affascinante, che descrive con acuta precisione la variegata società sarda del secolo scorso. Autore impeccabile nella presentazione delle testimonianze che compongono il libro.
Profile Image for Lucio Aru.
Author 1 book35 followers
April 22, 2016
Una lettura breve e piacevole che tocca di sfuggita diversi temi interessanti. Tradizione, la vita del paese, la chiacchiera, la guerra, il fascismo e perfino l'amore in qualche sua forma. Tante storie per raccontarne una, per descrivere un uomo. Da leggere
Displaying 1 - 29 of 31 reviews

Can't find what you're looking for?

Get help and learn more about the design.