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La scacchiera nera #3

Il maestro degli inganni

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Nello stesso istante, a migliaia di chilometri di distanza, tre ragazzi entrano in possesso della Scacchiera Nera. Il Guerriero, l'Arciere e il Ladro Nero sono le sole pedine rimaste in gioco e sembrano invitarli a fare la prima mossa... Ryan, il Guerriero del Fuoco, Morten, l'Arciere d'Acqua e Milla, il Ladro Nero, si sono trovati loro malgrado a interpretare ruoli che non gli appartenevano nello spietato mondo della Scacchiera Nera. Ora, due nuove pedine comparse da poco potrebbero dimostrarsi decisive per stabilire le sorti della secolare Guerra contro l'Ingannatore. Ma la sua ultima mossa sembra aver capovolto ogni cosa, portando tra le file dei suoi Luogotenenti un nuovo, insospettabile alleato: Guerriero del Fuoco. Ryan tradirà i suoi amici o intende battere il Maestro degli Inganni al suo stesso gioco?

568 pages, Hardcover

First published October 16, 2012

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About the author

Miki Monticelli

24 books73 followers
Dunque… Chi sono?
Domanda amletica… a cui rispondo con i pochi dati di fatto. Sono nata a Prato e qui vivo dal lontano 1975. Liceo Classico, Laurea in Ingegneria Elettronica.
All’università durante la pausa pranzo tanto per divertirmi (o forse afflitta dai postumi del ‘pranzo’ in mensa) ho cominciato a scrivere assurdità… brevi ridicoli raccontini pseudo horror che troverete navigando in questo blog. Poi ho finito un libro. Un altro e un altro ancora. Ci ho preso l’abitudine perché è un po’ come fare cruciverba. Un giorno ho inciampato in un editore ed eccomi qui.

Dal 2016 mi trovate anche con lo pseudonimo di AVERY Q. ISAACS, ma solo per la fantascienza.
Buona lettura!

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54 (32%)
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4 (2%)
1 star
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Displaying 1 - 11 of 11 reviews
Profile Image for Grace.
181 reviews1 follower
September 10, 2016
Senza dubbio è il migliore dei tre che compongono la serie.
Con i due precedenti ha purtroppo in comune parecchi difetti: linguaggio abbastanza povero da causare continue ripetizioni (e paradossalmente poi trovi in bocca a personaggi ragazzini parole desuete o troppo colte: salta molto all’occhio come i protagonisti più giovani parlino non rispecchiando né la loro età né la loro nazionalità, facendo inoltre uso di riferimenti pop culture lontani da loro non sono nel tempo, ma anche nello *spazio geografico*), periodi ridondanti che raccontano fatti che già si sanno (e che vengono ripetuti pure più volte a distanza di pochi capitoli), parti di storia importanti in cui avvengono cambiamenti essenziali che vengono riassuntate con "passarono tot giorni" e parti inutili allungante in cui la lettura rischia di arenarsi, dialoghi fatti di frasi fatte o di monologhi, mancanza di pathos in scene che dovrebbero essere sentimentali o di battaglia… e tutta una serie di difetti che ho già detto in precedenza nelle altre recensioni.
Quello che però cambia sono le descrizioni e soprattutto finalmente gli eventi si succedono con un buon ritmo e non sono prevedibili.
Mi ha dato MOLTO la sensazione che tutto fosse così dettagliato e ben preciso (snodi di trama, scenari e nuovi personaggi) perché in realtà l’autrice fin dall’inizio aveva bene in mente solo la fine della trilogia, e per raggiungerla ha proceduto a braccio e magari con troppa foga, rendendo fumoso e impersonale tutto ciò che è successo prima di arrivare a questo libro (stessa cosa che ho percepito con la fine del secondo libro).
L’atmosfera e l’ambientazione non è tratteggiata in modo vago ma finalmente è ben percepibile: Pekaran è MOLTO ben visibile e respirabile, tanto da esercitare il suo fascino durante la lettura, così come si sente l’atmosfera sospesa fra l’era dei vichinghi e quella dei pirati che c’è per una buona parte del romanzo. L’ho molto apprezzato.
Ci sono plot twist oggettivamente fichi, spiegati però oggettivamente male XD Alcuni paragrafi ho dovuto rileggerli più volte per comprenderli, e visto che lo stile della Monticelli non è arzigogolato ma colloquiale, direi che se non si capisce subito quello che c’è scritto, la cosa è preoccupante XD (aggiungi poi il fatto che l’uso della punteggiatura resta molto *artistico*). Resta però che come detto certi plot twist sono davvero fichi e che da soli già valgono l’intero libro.
Di Milla e Morten si continua a non sapere il NULLA e si arriva alla fine senza conoscergli come persone: restano dei personaggi che dovrebbero essere centrali, ma che in realtà risultano solo a malapena tratteggiati. In più, pagano pegno del fatto che la narrazione si svolga dal punto di vista di Ryan, e visto che nel terzo libro lui è altrove e lontano da loro, qui quasi non compaiano, e fa riflettere il fatto che non si senta per niente la loro mancanza: ci sono dei personaggi nuovi dalla caratterizzazione molto più incisiva della loro (Arborea, i kraken di Ryan) che adombrano del tutto loro due che invece dovrebbero avere un ruolo di rilievo. È strano che dei personaggi inseriti per ultimo siano così ben fatti e carismatici rispetto ai protagonisti comparsi fin dalle prime righe: non dovrebbe nemmeno succedere.
Tutti i nuovi personaggi, sia buoni che cattivi, mi piacciono perché una volta tanto non sono impersonali e portano con sé la loro storia: riesco proprio a capirli come persone, a differenza di Milla e Morten.
Ryan resta insopportabile da morire e con comportamenti che non hanno alcun senso, o meglio: con reazioni che non hanno alcun senso logico. Si ripete di continuo che la Scacchiera l’ha cambiato e maturato, però davanti a un abbraccio fra Milla e Morten si comporta come un emerito imbecille o un bambino di 4 anni (dipende dai punti di vista), tanto da azzardarsi a non controllare come stanno i suoi amici PER MESI. Quelle sono le persone che ama, e lui per mesi non si degna di vedere se sono ancora vivi: non ha senso, posso capire che sia un comune adolescente immaturo, però in una situazione simile e visto che si ripete che è cresciuto, non è un comportamento normale. Altra cosa che non capisco è la più totale mancanza di ripercussioni che mostra alla fine del libro, anzi si dice contento XD È rimasto dentro la Scacchiera per quasi un anno, è invecchiato contro la sua volontà, ha avuto una pianta che gli cresceva in un braccio e che l’ha costretto a cambiare fazione e voleva spingerlo a uccidere i suoi amici, ha combattuto e visto orrori di ogni genere e ora… non c’è alcuna traccia di trauma XD è felice e contento! Si dice che ha perso l’uso della mano, ma nelle scene finali manco si nota XD (si fa la valigia DA SOLO! Non viene neanche detto che ha difficoltà a farlo o nella vita di tutti i giorni).
Ci sono alcuni elementi che purtroppo restano poco chiari, tipo la Vite d’Oro non si capisce bene se esisteva prima che l’Ingannatore diventasse tutt’uno con lei, se magari fosse uno spirito-pianta o una pianta-pedina e di conseguenza com’è che dato tutto questo potere all’Ingannatore: il meccanismo in sé della creazione Vite/Ingannatore risulta poco chiaro ed è un peccato.
L’epilogo è molto buono, sa di cerchio che chiude in modo completo, anche se sarebbe bastato un misero paragrafo in più per conoscere le sorti di altri personaggi che sembrano scomparsi nel nulla dopo che il lettore ne ha seguite le imprese in battaglia per pagine intere.
In sostanza: il terzo libro vale avere proceduto a tentoni e con noia attraverso gli altri due – che restano nettamente inferiori a questo – ma considerando gli errori e i WTF che persistono non saprei se consigliarlo o meno XD
Adesso che però ho finito sono "un elfo libero" dalla mia curiosità, via XD
Profile Image for ♡ ~ Francesca ~ ✎.
14 reviews17 followers
January 5, 2013
Stupendo! Veramente stupendo!! Un colpo di scena dietro l’altro, Miki Monticelli non ha decisamente nulla da invidiare al Maestro degli Inganni. La trama incalzante e coinvolgente cattura letteralmente il lettore, anche grazie alla narrazione in prima persona del nostro Ryan (colma del suo umorismo sarcastico, della sua testa calda e del suo atteggiamento strafottente, ma anche delle sue gioie e dei suoi dolori, dei suoi dubbi e delle sue certezze).
I personaggi hanno spessore, sono persone a tutto tondo e il modo in cui Miki li tratteggia, poco per volta, attraverso azioni (e non-azioni), pensieri e parole, sguardi.. è fantastico; fantastico e realistico (se mi è permesso questo piccolo gioco di parole) perché conoscere una persona è qualcosa che richiede tempo e convivenza, occorre passare del tempo insieme per conoscersi.
Devo dire che giunta alle ultime pagine ho apprezzato particolarmente quell’Anche se non ci avevate fatto caso: bellissimo; è surreale a pensarci eppure è proprio così, non me ne ero resa conto (ma credo che forse la magia della narrazione stia proprio qui).
Sono convinta che non sia mai facile scrivere un finale perché se da un lato è qualcosa di necessario (la storia deve finire) allo stesso tempo lo percepiamo un po’ contro natura, perché la vita continua (quella dei personaggi, come quella dei popoli e dei mondi). Anche tirare le fila della narrazione non è semplice, bisogna rispondere ai quesiti rimasti irrisolti (non vi è mai capitato alla fine di un libro di ritrovarvi in mano degli indizi, delle tracce buttate lì dall’autore ma poi mai riprese o sfruttate? A me è successo è non è una bella sensazione). Senza contare che lungo la storia ci siamo affezionati ai nostri nuovi amici, i personaggi, e questo fatto (vero per il lettore, ma credo anche per l’autore) ci induce a desiderare per loro un lieto fine; il problema è che spesso questo e vissero per sempre felici e contenti rovina la bellezza della storia, scadendo nel banale e nello scontato ed intaccando la verosimiglianza della narrazione (che non è solo qualcosa da romanzo storico, come magari ci dicono a scuola, ma è un requisito fondamentale perché il lettore possa immedesimarsi!). Ebbene credo che Miki qui sia riuscita a dare alLa Scacchiera Nera un finale coerente, che risponde a molte domande (forse anche a qualcuna che non ci eravamo nemmeno posti) e intravede per i personaggi un lieto fine senza però scadere nell’ovvio o nel banale: brava! E soprattutto Grazie!!
Profile Image for Lacometadiharley.
14 reviews
March 21, 2015
Che dire? un libro spettacolare, una trilogia spettacolare.
Consiglio di leggerla!
Profile Image for Valentina Coluccelli.
149 reviews37 followers
January 27, 2023
SAGA DELLA SCACCHIERA libro 3
“Il Maestro degli Inganni”

Ultima partita sulla Scacchiera e il Re bianco diventa assoluto e indiscusso protagonista, in un assolo che modifica drasticamente il tono della saga e ne determina una crescita in qualità e contenuti.

Per l’intero romanzo, Ryan – il Guerriero del Fuoco contaminato però dalle pedine del Tempo e dell’Ingannatore – si trova a portare avanti la partita da solo proprio tra le file nemiche, con le quali si allea, stringe legami di stima e combatte in veste di generale. Contro i suoi “ex” amici. La sua battaglia è silenziosa, cauta e sottile, come quella di ogni infiltrato, e segnata da una solitudine che quasi lo spezza. E soprattutto è una battaglia su duplice fronte, perché Ryan lotta contro le trame dell’Ingannatore e i suoi seguaci, ma anche contro quella parte di se stesso che sempre meno gli appartiene, piegata dalle influenze di Tempo, dalle ingerenze dell’Ingannatore e dai compromessi cui è costretto a scendere per mantenere salda la posizione conquistata. La sua lealtà e la sua identità sono più volte messe in dubbio, sia agli occhi del lettore come a quelli dello stesso Ryan e dei suoi veri amici. Il romanzo alterna così un continuo lavoro di introspezione sul personaggio, che matura fisicamente ed emotivamente in un modo inaspettato e forzato che lo mette davvero a dura prova, a lunghe sequenze di guerra, a volta strategiche a volte cruente e dolorose.

La saga supera così non solo la dimensione rassicurante del “gruppo”, tipica dell’high fantasy, ma anche quell’atmosfera serena e “leggera” tipica dei primi capitoli del romanzo di iniziazione per ragazzi, in cui ogni prova – anche la più pericolosa – è superabile e fa crescere, mai soccombere o addirittura morire. Il protagonista de Il Maestro degli Inganni è ormai un uomo – anche se i dieci anni in più fisici sono uno sgradito omaggio di Tempo – con straordinari poteri, e fa scelte da uomo, arrivando a sacrificare la libertà, se non addirittura la vita, di persone innocenti in nome di una vittoria più grande, più completa, definitiva sul Male. Non a caso il leitmotiv dei pensieri di Ryan è “difendi tutto e non difenderai nulla, difendi tutti e non difenderai nessuno; non puoi salvare tutti”, in una riflessione morale che segna un abbandono definitivo dell’innocenza e dell’ingenuo idealismo della gioventù.

Arrabbiato e deluso, non avevo niente altro che la Scacchiera per cui lottare. E non importava più come la gente che ci viveva mi avrebbe giudicato se fossi riuscito a salvarla: Guerriero Rosso o Nero, potevo dedicarmi a questo. Per di più, senza il timore di perdere il cuore di nessuna fanciulla, la cosa sarebbe stata meno drammatica per tutti: avrei evitato scene strappalacrime con Milla che piangeva senza sosta sul mio eroico cadavere. D’altronde morire era il peggio che poteva succedermi ed era una possibilità stranamente rassicurante.

Il primo volume della saga mostrava evidenti potenzialità, ma mancava di determinazione: gli episodi erano avventurosi e brevi, talvolta quasi slegati tra loro, e le caratterizzazioni un poco deboli. Nel secondo capitolo, invece, realtà, ambientazioni, situazioni, personaggi, sentimenti, prendevano l’incredibile sfumatura sognante e potente del fantastico: gli scontri diventavano più importanti e gli inganni più insidiosi, la maturazione dei personaggi – come pedine e come persone – acquistava centralità nella trama, aprendo le porte all’amore e alla complicità, all’idealismo eroico e all’entusiasmo. Lo scarto con l’ultimo capitolo si avverte sensibilmente. E significativamente. Perché l’autrice porta così a compimento un percorso di crescita sia contenutistica (rispettando e personalizzando, così, tutti i passaggi teorizzati da Joseph Campbell del cammino dell’eroe) che stilistica, evolvendo dall’indeterminato al fantastico e dal fantastico all’epico maturo, crudo, disincantato.

Per il resto il mondo stava per finire e potevo anche permettermi di essere folle. Se non lo fossi stato avrei semplicemente eseguito gli ordini e mi sarei arreso al mio destino, invece ero quello che doveva continuare a credere nell’impossibile sino alla fine, anche quando tutto sembrava davvero impossibile. Stranamente a mio agio nella follia, sogghignai.

Forse il romanzo intrattiene e appaga emotivamente meno dei precedenti, ma è contenutisticamente e speculativamente superiore. Un finale che si vorrebbe fosse un nuovo inizio.

Scacco matto della Monticelli!



Recensione anche su urban-fantasy.it:
urbanfantasy.horror.it/2013/03/il-mae...

(7 marzo 2013)
Profile Image for shayleene.
47 reviews
August 27, 2025
2.5/5

RECENSIONE CON SPOILER

Quella che mi rimane dopo questa lettura è purtroppo tanta, tanta confusione. Penso che si sia cercato di aggiungere tanto per rendere più coinvolgente il finale senza che però tutto il contenuto venisse organizzato in maniera logica.
1) Abbiamo un salto temporale di Ryan di 10 anni che non si spiega. In che senso 10 anni? E' rimasto in un limbo di tempo a sé ma allo stesso tempo è finito parzialmente nel futuro?
2) Viene ribadito continuamente che Ryan ha assorbito il potere del Passato da Arve, ma qua e là saltano fuori previsioni future
3) la parte finale del combattimento all'interno del Nido risulta ben poco chiara nella sua dinamica. Facevo veramente fatica ad immaginarmi quello che facevano i vari personaggi e i loro spostamenti
4) la scelta del "nuovo" Ingannatore mi è sembrata molto random. La maggior parte delle volte è stata data un'infinità di indizi per preannunciare qualche "colpo di scena" (es. chi è davvero Rustico, o le cattive intenzioni dei Cacciatori nel secondo volume) mentre in questo caso per un elemento così centrale non viene detto assolutamente nulla
5) il concetto stesso di Ryan che finge di allearsi con l'Ingannatore sapendo che tanto l'Ingannatore non si sarebbe mai fidato di lui non mi ha granché impressionata
6) rimangono un mistero i limiti dei poteri degli Spiriti e dei loro Demoni

Un'altra cosa che mi ha lasciato perplessa è che si passa dalla Scacchiera in modalità auto-distruzione con le navi che fuggono nel il mondo reale e gli Spiriti che si avviano verso le rispettive Tombe al risveglio di Ryan in ospedale. E tutta la parte che descrive l'arrivo degli Spiriti alle loro tombe? Si sa per certo che alcune siano andate distrutte, è possibile che altre siano ancora circondate da nemici. In ogni caso, cos'è che succede agli Spiriti nel momento in cui i loro umani abbandonano la Scacchiera? Mi immagino anche banalmente una scena in cui uno degli Spiriti "parla" direttamente con Mort o uno degli altri per dirgli definitivamente addio, visto che teoricamente gli Spiriti rimasti nella Scacchiera dovrebbero scomparire.

Altra grande omissione nell'epilogo è stata quella di ignorare completamente tutti i personaggi che non fossero Ryan e Milla. Visto che negli ultimi capitoli è lo stesso Ryan a parlare direttamente ai lettori, e visto che Mort e Satsuki si sono fatti in quattro per tenerlo vivo, almeno un paio di righe in più poteva dedicargliele. José poi ha svolto proprio il ruolo di agnello sacrificale che, una volta svolto il suo compito, è finito nel dimenticatoio.

Parlando ora di scelte stilistiche, è stato impossibile non notare come anche questa volta ci sia stato un utilizzo eccessivamente ripetuto di certi verbi ed espressioni. Tra i principali troviamo:
- schioccò le labbra
- schioccò ("E perché mai?" schioccai)
- sillabò (per frasi di dialogo magari lunghe anche mezza riga - ce ne vuole prima di sillabare tutto!)
- ghignò, sogghignò e sinonimi, soprattutto riferito a Ryan ("La lama lampeggiò in un sogghigno" credo sia l'esempio più eclettico)
- ringhiò
- "tanto per cambiare ero di pessimo umore" e sinonimi, naturalmente riferito a Ryan (presente anche nei libri precedenti
E poi un caso unico ma emblematico di come la scelta di certi verbi continui a non quadrarmi:
- "[...] trillò orribilmente Tere
Dopo un po' diventa veramente difficile non farsi distrarre, rovinando così l'esperienza di lettura.

Rimane inoltre il problema del registro linguistico di Ryan, che se ne esce ad un certo punto con espressioni come "civettare".

Diciamo insomma che ho trovato il finale un po' deludente.
E' un peccato perché come ho già ribadito il concetto di base dell'intera storia mi piace molto, e perché il ruolo del Fuoco nella creazione della Scacchiera è stato il colpo di scena più bello dell'intera saga. Dal mio punto di vista però l'esecuzione è stata un po' confusa, rendendo il tutto molto meno godibile.


37 reviews
August 22, 2022
che dire, quando ho iniziato il primo volume mi aspettavo tutt'altro ma non potrei essere più contenta di aver vissuto questo viaggio.
Pensavo sarebbe stata una storia tranquilla con colpi di scena prevedibili (non che mi dispiacciano), ma in realtà è stato un racconto estremamente burrascoso e imprevedibile.

non immaginavo di affezionarmi così profondamente né ai protagonisti principali né tantomeno a quelli secondari, ma come ormai avevo previsto alla fine del secondo non ero assolutamente pronta a lasciarli andare.

Punto di forza della saga è indubbiamente la trama, semplice nella sua idea di base ma sviluppata in maniera estremamente intrigante e che ti permette di sorvolare abbastanza facilmente su alcuni difetti.
I difetti dei precedenti libri rimangono:
- dialoghi ancora a volte superflui o infantili, anche se meno frequenti in questo volume.
- poco background di Arciere e Ombra, paradossalmente abbiamo più informazioni sul Cavaliere e il Lanciere pur avendoli conosciuti più tardi.
- epilogo troppo risicato: onestamente mi meritavo un ultimo capitolo più espansivo per salutare tutti come si deve, ma il punto focale è sempre stata l'azione quindi non posso arrabbiarmi o sentirmi delusa per non aver ricevuto la giusta dose di baci e abbracci finali, ma il mio cuoricino ne ha comunque sentito la mancanza.
Riconosco i suoi difetti ma onestamente questa è una recensione del cuore più che del cervello, perciò pur sentendo queste stonature al libro vanno 5 stelle.

Continuo a pensare che sia una saga troppo poco conosciuta, certo non è perfetta né tantomeno la miglior saga fantasy italiana, ma l'occasione di farsi conoscere per me la merita ampiamente.

PS.
Ho iniziato questa saga aspettandomi qualcosa di sobrio per risollevarmi il morale dopo un libro che mi aveva distrutta e l'ho terminata versando una buona dose di lacrime, quindi direi che avevo ampiamente sbagliato i calcoli, but hey, this is the life.
Profile Image for Fefi.
1,035 reviews16 followers
May 29, 2017
Quest'ultimo libro della trilogia è quello che mi è piaciuto un po' di più. (SPOILER)
Ryan,il Guerriero del Fuoco,è ormai nelle mani dell' Ingannatore,o forse no?,cambiato e trasportato tra le spirali di un tempo confuso,passato o futuro?, non dimentica però i suoi amici e la sua Milla,il Ladro Nero; il Guerriero ha grande sete di vendetta,ma questo lo porterà a diventare una pedina molto ambigua sulla Scacchiera.
L'avventura si fa decisamente più coinvolgente e mi sono ritrovata anche meravigliata per alcuni avvenimenti e per certi personaggi; finalmente si viene a scoprire quale sia il vero obiettivo dell' Ingannatore e quale sia la sua faccia; il finale è abbastanza scontato.
Nel complesso,da questa trilogia,mi aspettavo molto di più,il mondo della Scacchiera poteva essere notevolmente sfruttato meglio,così come molte pedine. In certi momenti mi è sembrato anche tutto un po' confuso,come se la storia avesse dovuto essere diversa da quello che poi è stato scritto.
Il sapere poi da subito cosa doveva succedere mi ha spento di molto la curiosità nella lettura che,quindi,non consiglierei a chi come me ama un po' di mistero fino alla fine.
Profile Image for Ví.
31 reviews
May 30, 2022
Nonostante il libro sia piuttosto lento, il finale mi è piaciuto moltissimo. La battaglia finale è costruita molto bene, piena di colpi di scena, tutti i personaggi si ritrovano e ognuno ha un suo compito.
Mi è piaciuto molto anche il character development di Ryan che attraverso questo percorso cresce e matura, lo vediamo soprattutto nell'epilogo.
E ancora una volta, mi ritrovo a pensare a quanto bene siano descritti i territori della Scacchiera e i suoi personaggi.
E' stato davvero un gran bel viaggio.
Profile Image for Eirion.
597 reviews4 followers
May 31, 2015
Ultimo capitolo della saga e, come si poteva immaginare, un libro di guerra.
Il personaggio di Ryan si è arricchito, la narrazione è piacevole e dettagliata, peccato per alcune spiegazioni "tecniche", o per meglio dire "tecnico-fantastiche" che ho trovato troppo contorte e non del tutto risolutive.
Profile Image for Alice Massarenti.
8 reviews1 follower
April 4, 2016
Forse un po' più lento rispetto ai 2 volumi precedenti, però il finale è notevole.
Displaying 1 - 11 of 11 reviews

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