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Mondo9

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Mondo9 è un pianeta desertico, velenoso, letale. I suoi abitanti si sono applicati a una sola scienza, la meccanica, hanno sviluppato una sola disciplina, la carpenteria, rendendolo il regno delle macchine, degli ingranaggi, della ruggine. Sconfinate distese di sabbie tossiche, solcate da gigantesche navi su ruote, titanici veicoli governati da decine di uomini e anche loro in qualche modo vivi. La più potente, la più famelica di queste navi senzienti si chiama Robredo, e dopo decenni dalla scomparsa del suo equipaggio non vuole saperne di morire. Per la prima volta in volume il ciclo completo di Cardanica di Dario Tonani, campione di vendite in Italia in versione elettronica, acclamato dal pubblico e dalla critica negli Stati Uniti.

168 pages, Paperback

First published November 15, 2012

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About the author

Dario Tonani

63 books132 followers
Dario Tonani is an Italian Science Fiction writer.

"This guy's fantascienza novels about a tough, hallucinatory future Milan are actually pretty good. I'm pleased to see there's a new one out."
Bruce Sterling

Awards:
Tolkien (1989), Lovecraft (1994, 1999), Robot (2013), Cassiopea (2013), Italia (1989, 1992, 2000, 2012, 2013, 2014, 2015, 2016, 2019 two prizes), ESFS - European "Best author" (2017).

Novels and anthologies (in Italian): "Il trentunesimo giorno" (Oscar Fantastica, Mondadori, 2023), "Mya di Mondo9" (Urania Speciale, Mondadori, 2022), "Naila di Mondo9" (Oscar Fantastica, Mondadori, 2018; Urania Jumbo, Mondadori, 2021), "Cronache di Mondo9"(Mondadori, Millemondi, 2015), "Mondo9" (Delos Books, 2012), "Toxic@" (Urania, Mondadori, 2011), "Infected Files" (Delos Books, 2011), "L'algoritmo bianco" (Urania, Mondadori, 2009), "Infect@" (Urania, Mondadori, 2007), "La baracca degli angeli neri" (Marino Solfanelli Editore, 1991)

Born in Milan, Dario Tonani is one of the main authors of Italy’s science fiction scene and a professional journalist. Graduated from Bocconi, he published about 10 novels in Italy and abroad, as well as more than 120 stories on anthologies, national daily newspapers and on the most important Italian magazine collections (“Wired”, “Urania”, “Giallo Mondadori”, “Segretissimo”, “Millemondi”, “Robot”).

The novels “Infect@”(2007, optioned for a film), the diptych “ L’algoritmo bianco” (2009) and “Toxic@” (2011) were published on Urania, but his most popular work, partially translated with success in the USA, Japan and Russia, is the “Mondo9” saga, whose initial chapters appeared combined in 2015 in “Cronache di Mondo9”, the first “Millemondi” completely dedicated to an Italian author. “Mondo9” entered the top 10 Western science fiction titles of the year in Japan.

In 2018, Tonani was the first Italian sci-fi writer to be published with an original novel – “Naila di Mondo9” – in the prestigious book series “Oscar Fantastica” by Mondadori, among authors as George R. Martin, Neil Gaiman, Ray Bradbury, Ursula K. LeGuin, Cixin Liu. The book was then published in a different edition for newsstands on “Urania Jumbo” in 2021 and the complete collection will be available soon in audiobooks.

The third chapter of the saga “Mya di Mondo9” was released in July 2022, in a special, out of format, unpublished work to celebrate 70 years of “Urania”. In addition, “Cronache di Mondo9” has been available on newsstands from the 2nd November, right around the time of Lucca Comics & Games. The first book of the series, whose paper edition has been out of print for years now, will be attached to the two leading newspapers of the Rcs Group: “Corriere della Sera” and “La Gazzetta dello Sport”.

In June 2023, his thriller/dystopian novel “Il trentunesimo giorno” was released, once again as part of the prestigious “Oscar Fantastica” by Mondadori. It’s a kind of climate fiction that delves into the themes of climate change and extreme weather events.

Dario has won numerous awards: Tolkien, 1989; Lovecraft, 1994 and ’99; Italia, 1989, 1992, 2000, 2012, 2013, 2014, 2015, 2016 and 2019 (twice), 2021; Robot, 2013; Cassiopea, 2013, ESFS Award – “Best Author”, 2017 (Dortmund, Germany).

Married, with a 29 year old son, Tonani lives and works in the suburbs of Milan, a stone’s throw from the places he describes in his stories. He is currently working on a new novel/thriller as well as on various non sci-fi stories.

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Displaying 1 - 9 of 9 reviews
Profile Image for Luigi Bonaro.
Author 24 books1 follower
July 1, 2013
«In un’epoca in cui il futuro ci viene declinato per immagini – pensiamo a cinema, tv, pubblicità, videogame – interessa davvero poco che contestualmente gli scrittori di fantascienza ce lo raccontino a parole. Il progresso, poi, è troppo veloce perché possa diventare oggetto di speculazione credibile.»
(Dario Tonani in “Tre domande di Paul di Filippo a Dario Tonani”) in Delos Science Fiction N°149.
E Mondo 9 è il racconto a parole del progresso, della rapida mutazione. Un racconto per immagini, di metallo e vapore, di sangue e oscurità. Distopia ai confini della realtà, al limite dell’umano, ci si trova immersi in una dimensione in cui le arterie mutano in tubature e la speranza vaporizzata in rassegnata consapevolezza. Vi è un continuo rimando al corpo nelle pagine del Mondo di Dario Tonani. In Cardanica leggiamo:
«Tuono ha quattro braccia e almeno altrettante gambe. Gliele hanno forzate tra i tubi e, una volta passate nella grata tra un condotto all’altro, le hanno messe di traverso perchè non rischiassero di cadere. Hanno scelto gli arti perchè erano le uniche parti che si potessero infilare tra i tubi. Tuono non ha tronco e non ha testa. Ma non gli hanno fatto solo questo: da ogni moncherino fuoriescono dei tubicini flessibili che, dopo una curva ad angolo, vanno a innescarsi in un tubo più grande. E ognuno di questi a sua volta confluisce verso un collettore di raccolta che sparisce nel buio più in alto. Hanno creato un sistema idraulico che funziona con il sangue umano. Cardanic si muove e parla grazie al sangue di Tuono. E Tuono sono due, forse tre uomini. Quello caduto sulla schiena di Victor è l’avambraccio di un uomo tatuato che si chiamava Spice. O che amava una certa Spice».
Certo, il corpo, inteso come l’elemento tangibile, distintivo dell’identità, l’unico appiglio rimasto all’individuo di Mondo9, che sia fatto di metallo o sangue, poco importa. Corpo come come percezione fisica, ahimè dolorosa, del futuro distopico, corpo come simbolo della trasformazione. E di trasformazione trasudano gli alveoli dei condotti del mondo rugginoso di Dario dove il metallo fagocita la carne, il sangue si scambia con l’olio quasi a esorcizzare, in un certo senso, un mutamento sociale, troppo veloce perché possa diventare oggetto di speculazione credibile.
Non credo sia ardito, a mio avviso, affermare che le tubature rugginose di Mondo9 siano permeate, oltre che dal vapore, dall’ansia del metallo, anche dal concetto di autoamputazione, nella definizione di Antonio Caronia, riportata in Virtuale, in uno stralcio del testo di Marshall McLuhan, Gli strumenti del comunicare:
«Non ci sono elementi per affermare che Dick avesse letto McLuhan. Ballard lo conosceva già, sicuramente, negli anni in cui andava scrivendo The Atrocity Exhibition (1966-1969), ma non lo cita spesso. Eppure questa immagine così forte dell’interno del corpo che si mescola e si scambia con l’esterno dimostra chiaramente una consonanza con la concezione che lo studioso canadese ha dei media (e delle tecnologie, che tende a identificare con essi) come estensioni dei sensi:
Ogni invenzione o tecnologia è un’estensione o un’autoamputazione del nostro corpo, che impone nuovi rapporti o nuovi equilibri tra gli altri organi e le altre estensioni del corpo. (…) In quanto estensione e accelerazione della vita sensoriale, ogni medium influenza contemporaneamente l’intero campo dei sensi (…)»
Estensione, autoamputazione e, aggiungerei, trasformazione dell’uomo nel suo simulacro. Questo mutamento di prospettiva nel rappresentare l’eterna contrapposizione uomo/macchina si elide nel momento in cui si verifica la consonanza, ovvero quest’ultima diviene un’estensione dei sensi del primo. In questo continuo meccanismo di sostituzione, i confini e i ruoli dei due elementi sono sempre meno definiti. Così l’antica contrapposizione diviene in Mondo9 — Macchine contro macchine. Da sempre — a sottolineare che il processo è completato. È interessante notare come tutto il discorso dell’estensione e accelerazione riguardi non una sfera di ordine concettuale ma riguardi la vita sensoriale, l’intero campo dei sensi.
Il concetto viene esplicitato maggiormente da Caronia in un altro tratto del saggio Virtuale dove lo studioso, parlando dei media landscape, cita Ballard:
«Icone neuroniche sulle autostrade spinali. Qui, come ovunque in La mostra delle atrocità, il sistema nervoso dei personaggi è stato esteriorizzato, come caso particolare di un più generale rovesciamento fra mondi interni ed esterni. Autostrade, uffici, volti, segnali stradali, sono percepiti come se fossero elementi difettosi di un sistema nervoso centrale».
«Varie riflessioni sul media landscape si ritrovano dunque negli stessi anni, nella narrativa popolare (o almeno in certe sue zone eccentriche), a cogliere un punto di crisi, uno snodo dell’immaginario, nella figura dell’interno del corpo (e in particolare del sistema nervoso) che si scambia e si confonde con l’esterno, con la realtà percepita dai nostri sensi. È fin troppo evidente che Dick e Ballard vogliono costruire una metafora, forse un po’ insistita, quasi “letteralizzata” (ma non è questo uno dei procedimenti tipici della fantascienza?)».
Insomma, più leggo questi passi di Virtuale, più leggo Mondo9 e più mi convinco che Dario abbia voluto realizzare, come i suoi colleghi fantaletterari, una metafora – che mi è piaciuto definire coniando il termine fantasioso Cardanico-Virtuale - ovvero uno pneumosnodo dell’immaginario. Tra le rovine di Mondo9, tra la ruggine, i tubi e il vapore vi è questa immagine così forte dell’interno del corpo che si mescola e si scambia con l’esterno, un tratto tipico, efficace per rappresentare il cambiamento, un cambiamento doloroso che ci pone di fronte a una profonda riflessione di fronte all’attuale rappresentazione mistificante della realtà. Ma Mondo 9 non é solo questo e, oltre a essere, come ha scritto Paul Di Filippo, una bellissima descrizione dell’uomo alla mercé delle sue creazioni sadiche e vendicative, vi è quasi una metafisica del metallo. Non voglio dilungarmi ulteriormente, tuttavia vorrei porre l’accento su un altro aspetto del testo:

«Tuono non ha tronco e non ha testa.(…) E Tuono sono due, forse tre uomini. Quello caduto sulla schiena di Victor è l’avambraccio di un uomo tatuato che si chiamava Spice. O che amava una certa Spice».
Oltre alle dinamiche di trasformazione, vi è il tema della frammentazione dell’identità, (Tuono non ha testa, non è uno ma forse tre uomini), il tema della difficoltà del riconoscimento e, laddove vi è trasformazione, vi è contemporaneamente dissoluzione dei contorni del σώμα, la morte definitiva dell’essenza dell’individuo a nutrire la macchina; così la psiche viene scomposta e riassemblata con dolore in qualcosa di oscuro, sopravvive e si ridispone in qualcos’altro che non ci appartiene più e, per dirla con le parole di Dario, confluisce verso un collettore di raccolta che sparisce nel buio più in alto.
Siamo di fronte a un inferno di ruggine e di vapore dove ancora una volta l’umanità che riesce a sopravvivere e a preservare la propria identità rappresenta il vero valore. In Afritania si legge:
«Macchine contro macchine. Da sempre. Inseguimenti, agguati, imboscate, battaglie furibonde. E i derelitti a bordo a fare da ciurma male assortita, semplici spettatori, vittime predestinate…»
Qui i derelitti di Dario sono simili agli umili manzoniani nella misura in cui resistono contro la classe dominante, ma il metallo affamato non lascia scampo alla provvidenza per cui gli eroi di Tonani sono più simili ai vinti verghiani, laddove vengono tutti indifferentemente condannati al volere di un fato rugginoso che li condanna all’oscurità:
«Anche se siamo morti, ci preoccupiamo molto delle ustioni. L’olio che scorre nei tubi. Le perdite. I fiotti di vapore rovente. Abbiamo imparato a capire quando muoverci: di notte l’olio è tiepido; di giorno brucia. Ma non sempre funziona.
Quanto alla tua seconda domanda, Esterno, non sono sicura di capire: non c’è nessuna forza, qui. Solo oscurità. E la gente riesce sempre a muoversi liberamente, “liberamente”, lungo i tubi, che sono come strade. Ma questo te l’ho già detto, vero? Come riesco a seguirti? I tuoi passi… fanno un rumore inconfondibile. Sei infetto, lo so. Non chiedermi come, lo sento. Sono i piedi. Fanno male? Ora tocca a me chiederti un po’ di cose. Ho dimenticato i colori dei fiori, me li descrivi? (…) Perché certe volte nessuno cammina lassù? Quante notti ci sono in un giorno?»
Mondo 9 di Dario Tonani, un universo godibilissimo di ottima fantascienza, oscuri presagi e orrorifiche visioni. Il libro è impreziosito dalle illustrazioni del maestro Franco Brambilla da me indebitamente utilizzate per ornare queste righe.
Mondo 9, di Dario Tonani – Delos Books, Collana Odissea Fantascienza

Comparso su Nerocafè il 15 febbraio 2013

http://nerocafe.net/radiografie-in-ne...

Profile Image for Scrittevolmente.
274 reviews36 followers
December 11, 2012
Il Mondo9 dipinto da Dario Tonani non è fatto per gli esseri umani: un pianeta immenso, i cui spazi annientano la mente e le cui infinite distese di sabbia tossica sono interrotte solo da scogliere di roccia nuda, resa tagliente dal vento, dagli inospitali ghiacciai polari, straziati da crepacci assassini, e da oceani di acqua salmastra e mucillaginosa in cui isole di rottami metallici, come mostri marini, attendono gli sventurati pescatori di cui si cibano.

Che possono fare i piccoli umani, in questo paesaggio? Morire, e venirne assorbiti e riciclati.

Mondo9 è un incubo steampunk, secondo la definizione che ne è stata data da Graham Edwards, ma è soprattutto un’allegoria feroce e sanguinosa dell’alienazione umana; non a caso il primo istintivo accostamento richiamato dal romanzo non è col visionario “Non ho bocca e devo urlare” evocato da Paul Di Filippo, ma col ben più lucido “Tempi moderni” di Chaplin.

L’immagine del Guardasabbia Garrasco D. Bray, Ufficiale di Prima Classe, fagocitato nell’utero metallico dello pneumosnodo, e del suo sfortunato (oppure no?) collega, il secondo pilota Victor Galindez, ridotto (o promosso?) a diventare parte della macchina, non può non richiamare alla mente quella, tragicamente comica, di un Charlot inghiottito dagli ingranaggi colossali della Macchina che avrebbe dovuto accudire. Come ogni buona allegoria, il romanzo di Tonani parla infatti, prima di tutto, del suo lettore.

Nato dalla fusione di quattro differenti episodi, separati nel tempo dell’editoria ma non nella mente del loro autore, Mondo9 percorre la storia della colossale nave delle sabbie Robredo, iniziando dal suo naufragio nel deserto: un episodio che, lungi dal rappresentarne la fine, innesca invece il risveglio alla coscienza di un’entità fatta di olio e metallo, ma non meno senziente degli umani che la popolavano e guidavano. Evacuati i superstiti dell’equipaggio, la Robredo si unirà in un rapporto quasi simbiotico con i grandi uccelli del deserto, procurando loro riparo in cambio del nutrimento a lei necessario per le riparazioni; verrà accudita dai nomadi del deserto e trascinata attraverso i ghiacci; affonderà nell’oceano, dal quale riemergerà, inglobata nella bolgia dantesca di Chatarra, l’isola dei relitti; e la ritroveremo infine predatrice dell’Afritania, in un finale che la vedrà riunirsi, come chiudendo un cerchio, al suo primo comandante.

Per quanto gli episodi si sforzino di farci partecipare ai sentimenti dei protagonisti umani, il personaggio principale del romanzo è lei, la Macchina. Muta, salvo per le voci delle anime che sottrae ai suoi passeggeri, aliena nelle sue motivazioni, ostile e allo stesso tempo legata ai suoi creatori, la Robredo è la perfetta rappresentazione di una società che è contemporanemente vittima e carnefice delle persone che le hanno dato forma e vita.

Per leggere la recensione per intero: QUI
Profile Image for Michele Ponte.
Author 8 books24 followers
Read
March 8, 2014
Avete presente quando vi capita di leggere un libro e vi chiedete "com'è possibile che io questo autore ancora non l'avevo scoperto?" Be', è proprio quello che ho pensato leggendo Mondo9 di Dario Tonani. Ed io non è che l'avevo snobbato perché sono un tipo che disprezza la fantascienza (un tempo mi comprai in blocco degli Urania così, sull'istinto) e che non ha assolutamente idea di cosa sia lo steampunk (tra poco controllo su Wikipedia, e magari scopro che già lo sapevo), semplicemente non l'avevo mai sentito nominare.

E qui, come sempre in quest'epoca, arriva Facebook. Un autore, Leonardo Patrignani, che su un post afferma di voler leggere Mondo9.

Mondo9?, mi sono chiesto, Che diavolo è Mondo9?

Un po' di ricerche e, mmm, forse è un libro interessante, mmm, 'sto Dario Tonani è stato pubblicato pure in Giappone, mmm, in biblioteca non c'è, vabbé lo compro.

Il libro arriva a casa e sul comodino trova una concorrenza spietata: Utopia di Patrignani che il giorno dopo sarei andato a farmelo firmare (e poi sono finito pure a cena con l'autore, insieme a Emanuela Valentini, un'altra autrice); Il gran Diavolo di Sacha Naspini, un amico appena pubblicato da Rizzoli; Pieno giorno di J. R. Moehringer, un autore che ha vinto il Pulitzer; Troppa felicità della Munro, autrice che ha vinto il Nobel e ultimo non per ordine di importanza, Charles Bukowski con Storie di ordinaria follia, libro che sto amando.

Non chiedetemi perché leggo tutti 'sti libri assieme, e comunque visto che ho appena finito Mondo9 sto per iniziare Ophelia e le officine del tempo della sopracitata Emanuela Valentini... sarò strano.

Arriviamo al libro, diciamo qualcosa del libro, dato che se lo merita. Sono quattro racconti inizialmente pubblicati singolarmente in eBook dall'editore 40k, poi in edizione cartacea da Delos Books. Ogni racconto ha il nome di una nave (nave è davvero riduttivo, credetemi) che solca Mondo9, un posto desertico, pieno di dune, dove ogni cosa che si tocca, sabbia compresa, è infetta.

In questi quattro racconti separati ma collegati, Dario Tonani ci fa piano piano conoscere questo mondo e, perlopiù, gli umani e la macchine che vi abitano. Macchine che - preferirei non rivelarvi nulla - hanno particolari abilita e una "forza motrice" non ben definita almeno sino alle ultime pagine dell'ultimo racconto (cosa ottima, dato che ti spinge ad andar avanti fino alla fine). Le macchine, come tutte le macchine, hanno bisogno di assistenza tecnica, e ciò è molto importante durante tutto il corso dei racconti. Inoltre, come ogni macchina, hanno uno scopo: la partecipazione a una guerra. E quel bastardo di Dario Tonani (senza offesa, eh, Da') riesce a farci rimanere incollati alle pagine senza mostrarci neanche un briciolo di guerra (forse lo farai nel prossimo libro? Dimmi di sì, ritiro il "bastardo"), ma non solo, la cosa che mi ha sorpreso è la sua grandissima capacità a livello di scrittura! Prendendo il libro in mano mi immaginavo una buona storia, non un maestro della parola. Tra me e me, un po' scherzando un po' no, mi dicevo: guarda se questo adesso mi deve far tirare fuori il vocabolario. Ho avuto e ho una totale ammirazione per come scrive, mi ha davvero colpito e affondato in quel dannato deserto.

Mondo9 ha anche avuto degli effetti collaterali sulla mia vita. Vi è mai capitato di andare all'ufficio postale e di sperare che ci sia più fila possibile per avere più tempo per leggere? A me questa volta è capitato. Vi è mai capitato di andare al lavoro con le occhiaie perché vi siete sparati le prime 88 pagine di un libro? Spero di sì, eh.

Comunque, alla fine, di Mondo9 c'è una cosa che non ho letto... rullo di tamburi... la prefazione di Salvatore Proietti. Rimedierò.
http://www.libriqui.it/2014/03/mondo9...
Profile Image for Amberalba Dawn.
59 reviews12 followers
July 3, 2013
Oggi vi propongo un libro molto particolare: Mondo9, scritto da Dario Tonani, è un insieme di racconti di fantascienza il cui legante è la Robredo, una infernale nave su ruote.

E' proprio il caso di dirlo, l'autore ha scritto un romanzo apocalittico, in cui gli uomini sono riusciti a costruire navi senzienti che possono aiutarli a sopravvivere in un mondo tremendamente ostile. Fin qua tutto bene, ma Tonani non segue le leggi di Asimov e, come nei migliori romanzi fantascientifici, le macchine arrivano ad una raffinatezza tale da sviluppare un istinto di sopravvivenza e costituire una vera e propria specie, che sfrutterà i loro stessi creatori per vivere e riprodursi. Da questo ne deriva una guerra spietata tra uomini e macchine, in cui solo il più forte potrà sopravvivere.

'Alle sue spalle un esserino meccanico stava districandosi dal guscio. Fumava. Un attimo, e piombò nel guano ribaltandosi. Era un obbrobrio di rotelle e ingranaggi unti di moccio, con una grossa ala di piume umide che sbatteva dietro di sé a mo' di coda o timone. Metà uccello e metà.... Robredo.'

Attraverso la storia della Robredo, narrata da più punti di vista, potrete ricostruire la stessa storia di Mondo9 in ere differenti. Assisterete a brevi flash in varie epoche di vita della nave e, a volte, avrete la sensazione di perdervi, finché un dettaglio, un particolare quasi insignificante, vi farà ritrovare il filo conduttore.
L'autore ha avuto l'abilità di fornire un numero appena sufficiente di dettagli tale da non svelare tutta la storia, ma dando la possibilità alla fantasia del lettore di colmare le parti mancanti. Devo dire che questo modo di scrivere mi ha lasciato veramente soddisfatta. Sebbene si tratti di brevi flash dalla durata temporale estremamente limitata, alla fine del romanzo si ha la consapevolezza di aver assistito ad un percorso durato secoli, nel quale, attraverso una selezione darwiniana e nonostante la guerra reciproca, gli stessi uomini si fondono con le macchine per diventare una cosa sola, una nuova specie il cui lo scopo è sempre lo stesso: sopravvivere.

Devo avvertirvi, Dario Tonani ha scritto un libro di vero impatto, crudo, caustico e senza mezze misure. Chi ha lo stomaco debole difficilmente arriverà in fondo. L'autore non ci risparmia nulla e, tramite un linguaggio duro, aspro, ci regala tutta la brutalità di un mondo in cui si deve mettere da parte i sentimentalismi. In Mondo9 non c'è spazio per la pietà, condividerete la solitudine dei suoi abitanti e la determinazione a rimanere aggrappati alla vita con tutti i mezzi a disposizione. Sì, perché, nonostante si parli di morte, Mondo9 è un inno alla vita e a come si faccia di tutto per vedere la luce di un nuovo giorno. Che si sia macchine o uomini lo scopo è uno ed uno solo: vivere.

Un romanzo di impatto, crudo e graffiante, adatto a chi piace la fantascienza pura e cerca un libro che lasci traccia di sé. Buona lettura!
Profile Image for Pas Pau.
2 reviews
July 6, 2015

Mondo9 è un pianeta di grandi e feroci deserti assolati, la cui sabbia è veleno mortale. In un misterioso passato, che l'autore accenna soltanto, mostruose navi sono state forgiate per solcare questi mari immensi di sabbia, titanici veicoli con enormi ruote in grado di adattarsi ad ogni ostacolo senza mai fermarsi perché uno stop vorrebbe dire la morte.
Questi esseri di metallo non sono però semplici macchine. Sono organismi senzienti, con tubi e olio per vene e sangue, dotati di una propria cieca volontà. Creati per combattere una guerra dalle ragioni ormai dimenticate, vagano famelici per i deserti di Mondo9.
Il romanzo è costruito in realtà dalla fusione di quattro racconti indipendenti, intervallati da alcuni brevi "Interludi", che dovrebbero legare tra loro gli episodi e dare unità all'opera. Purtroppo la buona intenzione non trova piena realizzazione.
708 reviews186 followers
November 21, 2013
Mondo9 è la riedita raccolta di quattro novelle che si propongono di riesplorare il rapporto tra uomo, macchina e natura. Purtroppo, basta poco per accorgersi che è poco più di un mero esercizio stilistico. Un virtuosismo che trova scarsa concorrenza nel panorama fantascientifico italiano, indubbiamente - tale è la maestria stilistica dell'autore -, ma che non trova supporto in una trama minima e da una ambientazione che pare fin troppo poco originale.
Un pianeta desertico e polveroso, gigantesche navi dotate di coscienza propria, olio, sabbia, sangue e veleno, e un'umanità ridotta ai minimi termini, l'uomo lasciato solo contro una natura riscritta e feroce - questa l'ambientazione che fa da sfondo a quattro racconti tra il grottesco e l'horror. Peccato però che vi sia molto di già sentito: se l'inospitabilità del pianeta ricorda immediatamente quella di Dune, tutto il primo racconto, almeno, mette in crisi la distinzione tra omaggio e plagio, commessi nei confronti di Clarke/Kubrick e del loro HAL. Così, in Cardanica, ritroviamo due uomini in lotta contro l'intelligenza (artificiale?) di una nave omicida. E così via.
A rendere originale questo libro è la vena piuttosto horror che fantascientifica data al linguaggio, punto di forza dell'autore; in tal senso sarebbe un libro steampunk, una squisita composizione metalinguistica. Interessante è anche il tema del confronto tra uomo, macchina e natura, ma anche qui mi coglie l'insoddisfazione. Manca un serio approfondimento, mentre il tema si riduce sempre più a essere espediente per raccontare una trama truculenta che si ripete più o meno uguale nei quattro racconti: una nave che non vuole "morire" e piuttosto uccide e si nutre dei suoi passeggeri o di chi gli capita a tiro. Troppo poco, insomma. Come si suol dire, una promessa mancata.
Profile Image for Alessandro Schümperlin.
Author 3 books1 follower
March 20, 2024
Libro molto bello, una visione particolare di quello che è un certo steampunk, nulla a che vedere con gli stereotipi della Londra vittoriana fumosa e con un piglio di scrittura che tiene il lettore adeso alle pagine.
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