I poeti offrono la loro sensibilità - non giudizi, né spiegazioni. Gioia e malinconia si celano dietro quel poco che è immediato ed evidente: il trascorrere dei giorni e delle stagioni, descrizioni di brevi incontri, pensieri di soldati, affanni di amanti divisi. Quanto profonde siano quella gioia e quella malinconia, e di quale natura, dipende davvero dall'intenzione e dalla pazienza del lettore, che può essere facilmente scoraggiato, e forse annoiato, dall'apparente impenetrabilità di queste poesie. Il primo contatto con quella delicatezza nascosta la rende indispensabile; ogni rilettura ne aumenta l'intensità, l'importanza, l'intimità.
Alcune piccole note:
Tra i poeti scelti dal curatore di questa antologia, Li Shang-Yin è l'unico a non affidarsi a quella sospensione del giudizio: nei suoi dolcissimi componimenti s'interroga sull'onestà dei suoi sentimenti, rimproverandosi di averli tanto esaltati, per vanità, nei ricordi.
Mi sono piaciuti tanto i cosiddetti poeti di frontiera, costretti ai confini dell'impero perché caduti in disgrazia, oppure perché inviati in missioni diplomatiche o militari. Cantavano la loro nuova vita - rovine, limiti invalicabili, minoranze etniche, guerre - e ripensavano ai luoghi e alle persone del loro passato, di cui non potevano più avere notizie.
Infine, è stato illuminante leggere dell'amicizia nella poesia dei due maggiori rappresentanti di questa tradizione, Li Po e Tu Fu: il primo anticonformista, amante del verso libero, taoista, spensierato; il secondo ambizioso, affezionato agli schemi classici, confuciano, frustrato per non aver ottenuto incarichi e riconoscimenti prestigiosi. Furono rivali e amici; si scambiarono pensieri e dediche tramite le loro poesie, nonostante le loro evidenti differenze: un'utile riflessione su ciò che dovrebbe indurre le persone a riconoscersi.