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I negri del traduttore

Editori, traduttori, critici letterari: caratteri universali dell'arroganza intellettuale si aggirano tra le pagine di questo romanzo ironico e camaleontico che catapulta il lettore in una vicenda ricca di suspence e ad alta gradazione alcolica.
Aaron Janvier, ubriacone loquace e colto trascorre le sue giornate sotto il Pont Neuf raccontando la storia della propria vita, che è la storia dell'ascesa e della caduta nei salotti letterari parigini (ma potrebbero essere mondiali) di un traduttore ebbro di orgoglio che si dedica a riscrivere quanto dovrebbe limitarsi a trasportare nella propria lingua. Opera originale e traduzione si scambiano di posto, in omaggio al profitto e alla presunzione. Ma solo fino a quando alcuni autori si ribellano mettendo a rischio tutta l'impalcatura e un ispettore troppo curioso comincia ad avere sentore d'imbroglio.

128 pages, Paperback

First published January 1, 2004

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Claude Bleton

78 books

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Displaying 1 - 4 of 4 reviews
Profile Image for Marina.
907 reviews188 followers
February 27, 2022
Recensione originale: https://sonnenbarke.wordpress.com/202...

Aaron Janvier è un traduttore, o meglio lo era: ora è un alcolizzato che vive sotto un ponte. Questo libro è il racconto della sua vita che, tra una sorsata e l’altra, fa alla compagna di sventure Gilda, che lo ascolta senza capirlo. La cosa che Aaron preferisce è parlare di sé. Ma come ha fatto a passare dall’essere un traduttore acclamato a un senzatetto?

Aaron ha cominciato a scrivere a 10 anni, ma poi si è reso conto che sarebbe stato più semplice tradurre e si è avviato alla carriera di traduttore dallo spagnolo. Si è fatto rileggere la sua prima traduzione da un filosofo e, dietro consiglio di questi, ha adattato il libro per il pubblico francese. Successivamente ha continuato questa opera di “adattamento” con tutti gli altri libri che ha tradotto. Ma non è un semplice adattamento, sono vere e proprie riscritture. Per Aaron il pubblico francese è stupido e bisogna dargli quello che si aspetta. Per cui, i protagonisti pagano in franchi, l’azione si svolge a Parigi, e così via. Sarebbe troppa fatica per un lettore francese immergersi pienamente in atmosfere spagnole, no? Di conseguenza, la traduzione non ha più assolutamente niente a che vedere con l’originale.

Ma Aaron non si ferma qui: un giorno scrive un libro, ma crede che, piuttosto che pubblicarlo a suo nome, sia un’idea migliore pubblicarlo come traduzione. Da qui inizia il suo percorso: per anni scriverà delle traduzioni che poi sottoporrà ai suoi autori spagnoli, convincendoli a scriverne l’originale. Non vi torna? Già, il normale fluire editoriale si è sovvertito: prima Aaron traduce, poi l’autore scrive in base al suo canovaccio. Ma le cose non potranno sempre andare avanti per bene e senza problemi… Però non svelo altro per non rovinarvi il piacere della lettura, ho già detto fin troppo.

La cosa bizzarra di questo libro è per me lo status di grande intellettuale che Aaron ha sia in patria che in Spagna: lo chiamano per presentazioni di libri, tutti conoscono il suo nome, sembra essere quasi più famoso degli autori che traduce. Non so come siano le cose in Francia, ma qui in Italia uno status del genere lo raggiunge forse un traduttore su un milione, e di certo non arriva al punto in cui tutti conoscono il suo nome, se non nei circoli letterari.

Claude Bleton è un traduttore dallo spagnolo e questo è il suo primo romanzo. Ci parla qui della hybris del traduttore, hybris che ho visto varie volte all’opera nei circoli di traduttori che frequento, quando novelli traduttori editoriali arrivano lancia in resta a chiedere consiglio su come “migliorare l’originale”, perché magari una certa cosa (semplicissima) “non sarebbe compresa” da un lettore italiano. Aaron vuole fare il traduttore o lo scrittore? Ecco la terribile hybris del traduttore che in realtà vorrebbe essere scrittore ma si accontenta di tradurre, pur pensando di essere perfettamente in grado di fare meglio dell’autore da lui tradotto.

Mi è piaciuto molto questo libriccino di appena 120 pagine, forse perché l’ho letto da traduttrice, per quanto non essendo io una traduttrice editoriale sia (spero) in salvo da quella hybris. Consigliato ai traduttori ma non solo.
Profile Image for Giulia Carbone.
64 reviews3 followers
January 8, 2020
Un po' indecisa. Mi è piaciuto o no? Non so dirlo con esattezza. Sono una traduttrice con una grande passione per la scrittura creativa, quindi i presupposti per amarlo c'erano tutti. Eppure, non sono MAI riuscita a creare un legame empatico con il protagonista, sebbene io sia solitamente affascinata dai caratteri acuti, cinici e dissoluti.
Ho trovato la prima metà del libro un po' noiosa, al punto da "costringermi" a continuare la lettura. Dalla seconda metà in poi, però, la trama si è movimentata aprendo uno scenario surreale, al limite dell'assurdo, ma godibile e accattivante.
Il mio grande plauso va senz'altro alla traduttrice, Paola Carbonara, capace di animare il racconto con le sole scelte stilistiche: il lessico, il registro, la presenza (o assenza) di punteggiatura a seconda dell'interlocutore, del contesto, della lucidità del protagonista definiscono in modo netto i lunghi monologhi in cui si passa "di palo in frasca", e che lascerebbero altrimenti il lettore in preda allo smarrimento. Ho amato la dinamicità dei dialoghi con Gilda, del tutto "fuori trama", quasi disturbanti, ma dinamici e pungenti. Anche qui, il merito va alla traduttrice, che ha saputo rendere perfettamente quelle che, ne son certa, sono delle chicche linguistiche e sintattiche presenti anche nella versione originale.
Voto 3/5
Profile Image for Iñaki Tofiño.
Author 29 books67 followers
June 2, 2012
Pas grand chose à ajouter à la notice: sous un pont, en buvant, une homme anonyme raconte à une femme aussi anonyme l'histoire de sa réussite et sa chute dans les milieux littéraires parisiens grâce aux fausses traductions de l'espagnol qu'il a rédigé pendant des années.
Quelques passages sympathiques et une sorte de réflexion générale sur le rôle du traducteur et de l'auteur qui servent à sauver un texte qui, autrement, serait tout simplement un mauvais roman. Il me rappelait les pires passages d'Eduardo Mendoza (et il en a, plein) ou de Manuel Hidalgo, un journaliste-romancier espagnol qui a eu ses quinze minutes de gloire au début des années 90.
À lire à condition d'être traducteur ou, le cas échéant, auteur.
Profile Image for Noe.
76 reviews
May 1, 2026
Acabo de caer en que no hice reseña!
Estoy transcribiendo las citas que tengo de esta novela para el TFG y me parece fascinante la osadía del protagonista JAJAJJ que el tío llega a escribir traducciones cuyos originales no están escritos. Debo decir, esto me parece tan surrealista que es fascinante aunque, personalmente, no entiendo como narices funcionan estas traducciones, pero wow, es que como que "je [le traducteur] lui aurais fourni et il [l'auteur] dépendrait de lui de rendre son texte fidèle à la traduction que j’en aurais faite au préalable".
Sin palabras, pero un libro entretenido.
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