L’Eclissi è il buio, il mare silenzioso del dolore. Riccardo sa che si tratta del suo stato di sopravvivenza, per ovviare a quei ricordi che non osa riportare alla luce, ma a cui non può sfuggire.
Italia, giorni nostri: Riccardo e Alessandro, un incontro che si trasforma in un colpo di fulmine. In un resoconto che dura dieci anni, Riccardo ripercorre la loro vita insieme, dall’innamoramento alla convivenza e ai compromessi dell’età adulta. Fra contrasti, l’assenza e il desiderio di riscatto, la loro storia verrà messa a dura prova. Un percorso doloroso e toccante, nel quale Riccardo dovrà fare i conti con le illusioni e le scelte compiute, in un passato dove l’amore, a volte, rimane l’unica via possibile, ma che da sola non può bastare. Un ritratto accorato, che ci insegna cosa significhi per due persone, ancora oggi, amarsi senza avere tutela del loro legame.
Francesco Mastinu nasce in Sardegna nel 1980, dove attualmente vive e lavora, in campo sociale . Convive con il suo compagno e vorrebbe sposarlo, ma ciò non è ancora possibile in Italia. Nella sua vita sono inoltre presenti 4 gatti che sovraintendono ogni sua attività quotidiana. Dal 2011 dei suoi racconti brevi hanno partecipato ad alcune antologie collettive per conto di diversi editori, ha inoltre all'attivo alcune pubblicazioni sotto sotto pseudonimo per il genere erotico. A novembre 2012 esordisce con il romanzo “Eclissi” presso l’editore Lettere Animate; A febbraio 2014, pubblica il suo secondo romanzo “Polvere” presso l’editore Runa Editrice, secondo classificato nel 2015 alla terza edizione del Premio Letterario Città di Ciampino - Mondoscrittura; Ad aprile 2014 pubblica la raccolta di racconti “Concatenazioni” per Edizioni 6 Pollici A settembre 2015 pubblica con l'editore Amarganta la serie "Emozioni del primo tempo" con Falene (settembre 2015) e Foglie (dicembre 2015) Sono solo parole (settembre 2016) e Fiamme (settembre 2017) Nel 2017 esce la sua prima raccolta di poesie "Ciao, amore bello, ciao" per Amarganta. A maggio 2018 pubblica "Tienimi con te" per Triskell Edizioni e a luglio 2018 pubblica "Avrei voluto essere lì" per goWare Edizioni.
Ho riflettuto molto su quale "voto" dare a questo libro. Iniziandolo, avrei optato per i tre libricini, una lettura piacevole ma nulla di più. Andando avanti, però, e arrivando alla vera forza del romanzo, al vero pensiero e messaggio che si vuole trasmettere, ho capito che valeva molto di più. E' il mio primo approccio a storie d'amore non tra uomo-donna, bensì tra uomo-uomo, e ammetto con tutta sincerità, che non sapevo se avessi realmente la volontà di leggerlo. Provenendo da una realtà virtuale (un sito di scrittura online) dove sembra essere nata la moda di scrivere storie omosessuali meramente incentrate sul sesso, mi sono sempre tenuta un po' lontana. Non perché io condanni certe cose, ma perché l'amore, qualsiasi forma di amore, va affrontata in altri modi: con delicatezza, dolcezza, e con il vero spirito che un tale sentimento ha. Affrontare una tale lettura, pertanto, è stato qualcosa di totalmente nuovo, che alla conclusione mi ha lasciato una miriade di emozioni che non colpiscono solo il cuore, ma anche la pancia, come un bel pugno ben assestato. Sì, perché la storia d'amore tra i due protagonisti non è facile, non è tutta rosa e fiori. E' fatta di problemi, di paure, di noia - a tratti paranoie, tipiche di ogni persona innamorata - di sbagli e perdono, di solitudine, scoraggiamento, ma anche forza e sostentamento nelle difficoltà. E' una storia che accarezza la tua anima e poi la schiaffeggia, lasciando diversi pensieri ed emozioni. Partiamo con ordine, nella speranza che i miei pensieri non risultino troppo confusi.
La storia si focalizza su Riccardo, giovane che sta per laurearsi. La sua vita scorre tranquilla, tra splendide amiche che lo sostengono sempre, e una famiglia con la quale è in buoni rapporti, ma... Riccardo ha quello che la società italiana (ed ecclesiastica, forse oserei aggiungere) chiama "un problema": è gay. Lui non sembra vederlo - giustamente - come un problema, ma prova ugualmente difficoltà ad affrontare il discorso con i suoi, persone che non possono capire, che vedono il tutto come quasi una malattia, un attimo di sbandamento da risolvere con l'aiuto di uno psicologo o simili. Durante una serata tra amici, Riccardo incrocia i verdi occhi di Alessandro, un uomo più maturo, e tra loro scocca subito una scintilla, che si trasformerà ben presto in un amore forte e reale, fatto di dolcezza e passione, e che li porterà ben presto alla convivenza e poi a un matrimonio, che però non è veramente riconosciuto dalla società. Per Riccardo inizia un periodo fatto di luce, ma anche di ombre. Se da un lato la relazione con il suo grande amore cresce e si fa sempre più luminosa, dall'altro il rapporto con i suoi genitori si farà burrascoso. E' difficile per loro riuscire a comprendere che il loro unico figlio sia gay e viva con un altro uomo. Tuttavia, ben presto sarà facile capire, che in qualche modo loro ci saranno sempre per lui - anche se non nella maniera e nei modi più opportuni - a differenza dei genitori di Alessandro, il cui rapporto risulterà quasi del tutto inesistente. Accanto a Riccardo, ci saranno anche due deliziose amiche: due donne speciali, che lo sosterranno sempre. Tuttavia, ben presto i problemi - come per tutte le coppie - arriveranno. Nasceranno i primi conflitti, quel senso di noia che porterà a commettere quello che a mio avviso è tra i più gravi torti che si possano fare alla persona amata, il tradimento (ammetto che in quel frangente, pur cercando di capire i sentimenti di Riccardo, l'ho un poco odiato! Unicamente perché ho un pensiero sempre fisso nella testa: se ami una persona, non la puoi tradire per nulla al mondo. Se sei annoiato o ti attrae maggiormente qualcun altro, lo lasci, e non lo tradisci, ma ops, forse sto tergiversando troppo nei miei pensieri.); e il tutto crollerà in un baratro sempre più profondo, gettando anche il lettore in una tristezza empatica.
Tramite un abile cambiamento di narrazione Francesco Mastinu è capace di farci entrare sempre più in empatia con il protagonista. Infatti, si passa facilmente dalla terza persona, alla prima persona - vivendo la storia dal punto di vista dello stesso Riccardo - alla seconda persona, un uso insolito e quasi mai visto, che spinge il lettore a comprendere sempre più a fondo l'eclissi del cuore vissuta da Riccardo. Durante quella parte del romanzo è facile comprendere appieno i problemi e il dolore enorme che sta vivendo il protagonista, la difficoltà di reagire di fronte a una perdita importante, un buio opprimente che lo schiaccia sempre più in basso, impedendogli di vivere, di vedere nuove luci al di là dell'ombra, di scorgere un filo di speranza.
La storia d'amore tra Alessandro e Riccardo appare uguale a quella di qualsiasi altra coppia. Chi può permettersi di dire che il loro amore è sbagliato, diverso, o sia un problema? Chi può ergersi a giudice di fronte a un sentimento simile? A mio avviso è una storia che spinge a riflettere veramente molto; una storia che fa tremare l'anima, e lascia un vuoto dentro indescribile, anche se in conclusione sembra esserci un accenno di speranza. E' una storia d'amore dolcissima, ma anche difficile.
Forse, l'unica pecca del romanzo è la caratterizzazione non proprio ottimale dei personaggi. E' facile conoscere Riccardo - che non sempre mi è piaciuto, soprattutto per alcune scelte che fa -, ma gli altri personaggi, in modo particolare Alessandro - che invece dovrebbe avere un ruolo più importante - sembrano meno evidenti, si sa poco su di loro, soprattutto dal punto di vista psicologico. Non so spiegarmi bene, forse, ma a mio modestissimo avviso si poteva tratteggiarli meglio, anche se ho molto apprezzato le figure femminili, validi sostegni per l'emotività di Riccardo, e la presenza di Fagiolina, adorabile gattina (sì, ok, qui sono di parte. Io adoro i gatti, quasi li venero!). Altro punto che però riguarda davvero un discorso puramente personale e soggettivo al massimo, sono le descrizioni di sesso, che non amo particolarmente leggere. Ma questo non è qualcosa che è andato a scalfire il mio giudizio, quasi del tutto ottimo, che ho dato.
E' un romanzo che si legge velocemente e in maniera piuttosto piacevole, pur affrontando temi molto dolorosi. L'autore tratteggia il tutto con tocco assolutamente delicato, a tratti poetico, che colpisce profondamente. Si avverte anche che sono cose sentite, temi non lanciati lì tanto per, ma affrontati tutti con una grande sensibilità. E' una storia che mi sembra anche molto realistica.
In conclusione, è un bel romanzo, che trasmette intense emozioni, e fa riflettere. Complimenti davvero e grazie all'autore per avermi permesso di leggerlo!
A voler essere cinici, spietatamente insensibili, si potrebbe dire che Eclissi è un romanzo a tesi: la storia di Riccardo e Alessandro vuole argomentare l'urgente necessità di un riconoscimento giuridico delle coppie di fatto (anche) omosessuali e rivendicare la legittimità di un amore nè normale né diverso. Se è indubbio, almeno per chi scrive, il raggiungimento convincente degli obiettivi prefissati, non si può tacere la sorprendente grandezza di un romanzo d'esordio che è molto di più, fosse solo per gli evidenti indizi di talento e per il coinvolgimento di una storia che non può lasciare indifferenti, tanto è ben ponderata e costruita. Se c'è un merito piuttosto forte che deve esser riconosciuto a questo libro è l'aver gettato una luce sul panorama dei romanzi italiani a tematica lgbt, un mare monstrum che raccoglie simil harmony, romanzi di alta qualità e romanzetti di genere che scimmiottano una particolare narrativa statunitense, il tutto dominato da una spaventosa mole di cliché e stereotipi. Un'operazione che sembra compiersi in questo romanzo è dunque il tentativo di scuotersi di dosso cliché e luoghi comuni, puntando a una storia che concilia l'universalità del messaggio e la particolarità del vissuto dei suoi personaggi, senza ricadere nel banale e nel luogo comune. Un'operazione complessa, difficoltosa, che parte lentamente. La prima parte, dedicata alla giovinezza del protagonista e ai primi anni di frequentazione dell'uomo della sua vita, risulta infatti ancora pervasa di stereotipi, dalle ambientazioni alle prime vicende da manuale. Riccardo, ventenne universitario dedito a una movida fatta di discoteche gay e Tequila Sunrise, conosce il molto più grande Alessandro, uomo vissuto (?), facoltoso dentista; sullo sfondo della solita discoteca, parte il colpo di fulmine. Tutta la prima parte, che narra gli anni felici della coppia, non riesce a scollarsi dai soliti luoghi comuni, percorrendo le tappe di un percorso standardizzato: i genitori che si oppongono all'unione, il ragazzo più giovane che si trasferisce dall'uomo adulto, dunque la convivenza, e la benedizione definitiva della sacra coppia con la comparsa di un animale domestico (una gatta), surrogato di un figlio. Il risultato, a voler esser cinici, pare una famiglia da Mulino Bianco. Al di là degli sviluppi scontati, ciò che finora colpisce è la piattezza dei personaggi, che vivono una felicità di coppia impalpabile e, in un certo senso, ingiustificata: Riccardo si innamora perdutamente di Alessandro perché così sembra esser stato deciso, ma dei caratteri di entrambi non viene (ancora) rivelato nulla. Anche i (pochi) aspetti negativi sono sintomo di una piattezza generale: l'opposizione ferma dei genitori di Riccardo è tale perché così è stata decisa, dalle bocche dei genitori fuoriescono slogan tristemente noti, ma vuoti; eppure sarebbe opportuno indagare anche questi atteggiamenti, dissezionare l'omofobia e scoprire quali meccanismi occulti si celano dietro il rifiuto di un figlio omosessuale da parte di un genitore. A questo punto della lettura, se non sono state abbandonate le speranze, si viene clamorosamente ricompensati. Terminata la breve prima parte, comincia il "vero" romanzo: in un intreccio tra passato e presente ritroviamo un Riccardo molto più grande, adulto affermato, lo ritroviamo soprattutto solo, divorato da un dolore che si lascia fotografare, analizzare, dissezionare e comprendere. Sembra quasi l'applicazione precisa del celebre aforisma tolstojano: laddove gli anni felici di Riccardo son sembrati stereotipati e privi di profondità, il suo presente è colmo di un dolore che si fa palpabile, la cui densità coinvolge e travolge il lettore e restituisce un ritratto tangibile e tridimensionale al protagonista. Emerge allo stesso tempo l'indirizzo tematico di cui si è detto all'inizio: dopo molti anni di convivenza, la coppia, ormai adulta, viene fotograta nel suo esser sempre in bilico, nel suo essere in una zona grigia, questa come le tante altre coppie italiane che per lo Stato non esistono, che prive di un riconoscimento giuridico si ritrovano perse, smarrite, abbandonate sempre più a se stesse, con il rischio di andare incontro a uno smarrimento perfino esistenziale - ed è esattamente quel che succede a Riccardo, che innesca così, in un modo assolutamente lontano da cliché, una prima crisi di coppia. Quando nell'ultima parte arriva la malattia di Alessandro, impensabile, improvvisa, si fa feroce e disperato l'attacco a uno Stato che volge le spalle a un amore che si vuole credere diverso, e che tiene distanti il malato dal proprio amato, solo in virtù di una legge che non li considera una famiglia. Riccardo e Alessandro vanno incontro a un destino triste, che non ha scuse, e con davvero abile maestria l'autore concilia la personale storia dei personaggi al destino di tante coppie che tuttora, nell'ombra, si ritrovano nella medesima condizione. Partendo dunque da premesse non particolarmente incoraggianti, l'inatteso risultato è convincentemente positivo. Il percorso del romanzo sembra restituire la crescita del suo autore, capace di una scrittura immediata, stilisticamente semplice, ma indubbiamente efficace, forte e feroce nelle sue immagini; una scrittura agile, soprattutto, perché non rischia mai di scivolare nel patetico e nello stucchevole (pochi possono vantare un simile equilibrio). Non è poco, inoltre, se si considera che si è davanti a un romanzo d'esordio: la scrittura pare davvero quella di uno scrittore navigato. Davvero apprezzabile è la costruzione dell'intreccio narrativo: l'autore con grande abilità gioca con il lettore, lo inganna (lascio a voi la scoperta agghiacciante dell'inganno), si muove con destrezza tra passato e presente; osa persino combinare e scombinare le scelte narrative, narrando al presente e al passato, in prima e in terza persona, toccando persino la seconda persona. Una grande prova, dunque, un romanzo che vuole distinguersi e ci riesce, che alza la voce e s'impone.
Un protagonista sgradevole che ha reso sgradevole l’intera lettura. È da un po’ di mesi che mi chiedo per quale oscuro motivo alcuni autori LGBT tendano a scrivere insopportabili pezze di noia abissale incentrate su quanto la condizione di omosessuale in Italia sia difficile, sia devastata, sia ostracizzata… e i personaggi sanno solo piangersi addosso. Stereotipi lagnosi che non hanno un briciolo di carattere, di positività, di voglia di riscatto, no, si rinchiudono nel loro bozzolo di tristezza gridando al mondo quanto sia brutto e cattivo senza muovere un dito per affermarsi con orgoglio. Questo, signori miei, si chiama vittimismo, e non serve a un tubo nella lotta per affermare i propri diritti. D’altronde il vittimismo è il leit motiv di questo romanzo, che vede Riccardo – il protagonista sopraccitato – stare perennemente col piede in due staffe. È il classico personaggio politically correct: moderato, discreto, che si sforza di essere buono e gentile col prossimo, che sta bene attento a non ostentare la sua omosessualità per le strade perché metticasochecivedonoepoichissàchecifannoommioddio, che piange contrito perché vorrebbe tanto che i suoi genitori comprendessero il suo essere invece di prenderlo ripetutamente a pesci in faccia, che si sente terribilmente in colpa quando si rende conto che l’amore per il marito non è più florido e perfetto com’era sembrato all’inizio, che ha il cuore spezzato quando deve dare via i micini, che fa sempre la cosa giusta e ci rimane male quando gli altri non gliela fanno fare, che non pensa mai cose cattive. In pratica non ha spina dorsale. È un’immagine standard, che s’immerge alla perfezione in una storia che è un immenso rincorrersi di luoghi comuni che a metà fanno ridere e a metà fanno piangere.
«Quello che abbiamo visto oggi mi sembra eloquente» ritornai al presente sentendo distintamente il turbamento trasparire dalla sua voce «e non comprendiamo cosa abbiamo sbagliato con te, ma soprattutto perché?»
E nell’aria sento quasi le parole Tu sei stata troppo donna con lui e l’hai cresciuto deviato! o Tu sei stato un padre assente, per questo è venuto su così! oppure ancora Cielo, povero caro, ti sei ammalato, non ti preoccupare che le seduto dallo psicologo ti aiuteranno! Passi l’ostracismo dei genitori, ma a me questo è sembrato un cattivo modo di adoperare un cliché trito e ritrito col solo scopo di creare un conflitto che non potesse essere risolto. Drammaticità gratuita.
L’amore non ha colore, occhi o età. O sesso. Il messaggio del libro di Francesco Mastinu è questo. Si tratta di un romanzo edito da Letture Animate in cui si racconta con passione ed emozione la vita difficile che una coppia può avere nel mondo di oggi. Specie se si tratta di persone dello stesso sesso.
E’ un romanzo particolare, questo. Particolare e coraggioso. La società italiana parla, e con disagio, delle unioni civili. Si usano toni derisori, talvolta di aperto contrasto per quello che, a parere di chi scrive, rappresenta un diritto di una persona e non ha a che fare, se non in maniera marginale, con l’ordinamento sociale. Insomma. Un tema caldo, forte. L’autore l’ha affrontato in maniera molto personale, ricca di sentimento – forse troppo – ma tale da non lasciare indifferenti.
Protagonista è Riccardo. Giovane, proviene da una famiglia alto borghese, istruito, un bel ragazzo. Gay. Non ha il coraggio di dirlo alla propria famiglia, anche se la consapevolezza della propria identità sessuale non lo turba. Ha una vita sociale ricca e soddisfacente. Poi l’incontro. Un vero e proprio colpo di fulmine. Un uomo più grande di lui, un professionista affermato, Alessandro. Arriva l’amore, per i due. Quello vero, che dà loro il coraggio di vivere come coppia, che li aiuta a recuperare un’identità personale e di “famiglia”, nonostante questo imponga loro una separazione netta e dolorosa con le proprie famiglie con la società che li circonda. La coppia diventa... http://bit.ly/1g5dK7S
A voler essere cinici, spietatamente insensibili, si potrebbe dire che Eclissi è un romanzo a tesi: la storia di Riccardo e Alessandro vuole argomentare l'urgente necessità di un riconoscimento giuridico delle coppie di fatto (anche) omosessuali e rivendicare la legittimità di un amore nè normale né diverso. Se è indubbio, almeno per chi scrive, il raggiungimento convincente degli obiettivi prefissati, non si può tacere la sorprendente grandezza di un romanzo d'esordio che è molto di più, fosse solo per gli evidenti indizi di talento e per il coinvolgimento di una storia che non può lasciare indifferenti, tanto è ben ponderata e costruita. Se c'è un merito piuttosto forte che deve esser riconosciuto a questo libro è l'aver gettato una luce sul panorama dei romanzi italiani a tematica lgbt, un mare monstrum che raccoglie simil harmony, romanzi di alta qualità e romanzetti di genere che scimmiottano una particolare narrativa statunitense, il tutto dominato da una spaventosa mole di cliché e stereotipi. Un'operazione che sembra compiersi in questo romanzo è dunque il tentativo di scuotersi di dosso cliché e luoghi comuni, puntando a una storia che concilia l'universalità del messaggio e la particolarità del vissuto dei suoi personaggi, senza ricadere nel banale e nel luogo comune. Un'operazione complessa, difficoltosa, che parte lentamente.
L’autore dimostra una sensibilità straordinaria e il suo stile di scrittura mi ha stupita subito, praticamente dalle prime pagine già dimostra di non essere il “solito esordiente” impegnato nella solita storia pseudo-autobiografica, che troppo spesso altro non è che uno sfogo personale, contro il mondo o una persona o un gruppo di persone o Dio o altre mille cose diverse.
Non avevo mai letto un romanzo a sfondo omosessuale, però posso affermare che qui non c’è niente di diverso da ciò che trovereste nella storia d’amore tra Elisabeth Bennet e Mr. Darcy (tanto per fare un esempio).
L’amore è solo amore e Francesco Mastinu lo racconta in maniera tanto dolce quanto dissacrante, non ci si chiede mai se quello che scrive è reale oppure frutto d’invenzione, sembra tutto vero, tutto appena vissuto e trasmette tutto il caleidoscopio delle emozioni umane.
Piuttosto veloce, i momenti dolci-toccanti non sono molti anche se molto belli. Mi è piaciuta la differenza d'età tra i due personaggi. Inizialmente non si capisce cosa è successo, solo verso la fine si inizia ad avere qualche sospetto, fino alla disarmante e prevista dichiarazione. Molte cose sono state tralasciate, cosa è successo con la famiglia di Alessandro per esempio. I personaggi mi sono piaciuti, Riccardo di meno, sembra un deboluccio fortunato (su andiamo(!) incontrare la propria anima gemella in un bar a tema ancora in giovane età), mentre al contrario ho sviluppato una cotta per Alessandro, occhi verdi, romantico, leale, (mi sto squagliando). è un bel libro, toccante. Avrei voluto più momenti romantici. Ma rimane un bel libro, leggero, da leggere in una notte ;)